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giu.dan

Applicazione delle sanzioni pecuniarie

Buonasera a tutti, tra le varie discussioni in questo forum e tra i molteplici articoli di giornali e riviste di settore di queste ultime settimane non ho trovato nulla in merito al fatto che oggi, FINALMENTE, l'amministratore ha uno strumento efficace per far rispettare le regole nel condominio. Sappiamo tutti, infatti, che era inutile minacciare azioni legali nei casi di condomini che contravvengono al Regolamento (rumori molesti, uso improprio di un bene comune, ecc.) perchè la sanzione era davvero ridicola, ma oggi le cose sono cambiate !

Mi chiedo, però, quale potrebbe essere la modalità di applicazione delle sanzioni pecuniarie, per evitare contestazioni e ........ liti giudiziarie. Fino ad oggi il problema non penso si sia mai posto perchè nessun Sano di Mente avrà comminato la sanzione di € 0,25 centesimi, ma adesso, probabilmente, molti casi saranno portati davanti al giudice.

Voi cosa ne pensate ? Quale sarebbe l'iter più giusto per sanzionare il condomino contravventore ?

 

IL MONDO E' UN CONDOMINIO .... ma chi lo amministra ??

resta il fatto che il condomino contravventore ha il diritto di contestare tutte le sanzioni che potrebbero essergli erogate dall'amministratore in quanto esso non ha il "potere assoluto".

 

È difficile vedere un gatto nero in una stanza buia, specialmente quando il gatto non c'è.

Io penso che indipendentemente dal cambio,giusto,per sanzionare contravventori del regolamento,difficilmente un amminsitratore mettera' in essere la cosa.

-Dettami di verita' sono:la paura di crearsi un nemico durante la gestione e quando ci sara' la riconferma.

-Fare una sanzione per euro 200,00 no pochi,con i tempi che corrono....ce neè vuole un po',oltre che come gisutamente osservato,il diktat non è unilaterale,ma il condomino puo' contestare tutto.

 

FATTI!!!

Non parole..

Scritto da Maratea il 04 Gen 2013 - 02:14:47: Io penso che indipendentemente dal cambio,giusto,per sanzionare contravventori del regolamento,difficilmente un amminsitratore mettera' in essere la cosa.

-Dettami di verita' sono:la paura di crearsi un nemico durante la gestione e quando ci sara' la riconferma.

-Fare una sanzione per euro 200,00 no pochi,con i tempi che corrono....ce neè vuole un po',oltre che come gisutamente osservato,il diktat non è unilaterale,ma il condomino puo' contestare tutto.

 

FATTI!!!

Non parole..

per contestare deve impugnare il verbale.

che si accomodi.

 

Per la possibilità di applicazione della nuova somma prevista per la sanzione in ambito condominiale si sono già rivolti alla P.M. alcuni Amministratori di condominio chiedendo delucidazioni sulle procedure e sul sistema di redazione di eventuali verbali. Essendo una materia non propriamente trattata dagli Ufficiali della P.M., ma comunque che contempla una contestazione di una violazione, abbiamo chiesto il supporto di alcuni esperti sulle procedure, che ci hanno fornito alcune indicazioni che riporto di seguito.

1) In primis occorre che la violazione o il comportamento da sanzionare sia ampiamente documentato o provato, anche tramite testimonianze, così da non emergere da sole supposizioni o da "voci di condominio". L'Amministratore di Condominio non è infatti un P.U. e quindi non può equiparare quanto da lui dichiarato ad un verbale redatto in "altre sedi" (es. notai, appartenenti a forze di polizia, ecc..), come se si trattasse di atto emesso conformemente all'art. 2699 C.C..

2) Indipendentemente da eventuali ricorsi post contestazione della violazione, prima di "notificare" la sanzione sarebbe opportuno procedere ad una informativa formale della violazione commessa così da garantire il diritto di difesa sancito dall'art. 24 della nostra Costituzione. In sostanza occorre notiziare il condomino di quanto è emerso, dandogli il tempo di produrre delle proprie controdeduzioni a difesa. Il diritto di difesa non può essere negato, sarebbe inCostituzionale.... La sanzione può quindi essere emessa solamente dopo che all'Amministratore sono giunte le note a difesa o comunque dopo che sono scaduti i tempi dati per produrle.

3) La sanzione deve derivare da una chiara violazione di norma, e non da semplici lamentele di altri condomini o da alterchi tra proprietari. Dovrà quindi essere chiaramente indicato l'articolo e il comma della norma violata (vedasi nel caso Regolamento di Condominio).

4) Il verbale di contestazione dovrà riportare, al pari di altri verbali emessi in altre materie, anche le indicazioni esatte del giorno, ora luogo del fatto, la persona fisica responsabile, i dati dell'Amministratore ivi compresi gli estremi della sua nomina e validità all'operato, la firma in originale dell'amministratore.

5) Per la notifica del verbale non risulterebbero diversità rispetto alle normali procedure e quindi può essere utilizzato anche il sistema postale.

6) Per la prescrizione della violazione non sono chiari i termini. Si ipotizza 90 giorni, ma sono solo congetture con altre norme.

7) Il ricorso post notifica, avvenuto entro i termini, sospende l'applicazione della sanzione.

8) Occorre fare particolare attenzione agli aspetti riguardanti la "privacy" stante che si tratta comunque di un procedimento sanzionatorio nei confronti di un soggetto fisico. La cosa deve essere quindi limitata esclusivamente all'ambito condominiale.

9) Dei verbali è bene avere un apposito registro, con numerazione progressiva assegnata al verbale, così da stabilire una univocità a ogni verbale.

10) Una volta emesso e notificato, il verbale non può essere modificato o revocato dall'Amministratore.

 

Trattandosi di una materia abbastanza nuova, quanto sopra lo riporto con beneficio di ulteriori verifiche e valutazioni, e con invito agli altri forumisti a produrre le proprie osservazioni o integrazioni, fermo restando che si spera che il legislatore produca eventuali delucidazioni.

Ciao

 

Me Ri

 

Modificato Da - ME RI il 04 Gen 2013 14:10:45

appunto tra il dire (l'amministratore puo' sanzionare) e il fare (l'amministratore sanziona)c'e' il mare .

 

È difficile vedere un gatto nero in una stanza buia, specialmente quando il gatto non c'è.

Sarebbe il caso che le associazioni emanino una specie di vademecum per "processualizzare" l'irrogazione delle sanzioni. Almeno si eviterebbero litigi e contestazioni ma soprattutto si conforterebbe l'operato dell'amministratore nel momento dell'irrogazione, altrimenti ci troveremmo sempre tra due fronti: i condomini che vogliono far sanzionare i comportamenti scorretti e quelli che, invece, li subiscono ....... saremmo quindi tra l'incudine e il martello !!!

Si potrebbe così creare una prassi che difficilmente sarebbe disattesa da un eventuale giudice adibito per dirimere casi del genere. Ma per avere valore, certezza e insindacabilità la "pratica" dovrebbe essere concordata tra le varie associazioni di categoria degli amministratori e quelle dei proprietari immobiliari (Confedilizia e/o altri) e degli inquilini (Sunia e/o altri).

 

IL MONDO E' UN CONDOMINIO .... ma chi lo amministra ??

resta il fatto che detta procedura deve comunque essere sindacabile e non insindacabile .

 

È difficile vedere un gatto nero in una stanza buia, specialmente quando il gatto non c'è.

Scritto da peppe64 il 04 Gen 2013 - 18:42:27: resta il fatto che detta procedura deve comunque essere sindacabile e non insindacabile .

 

È difficile vedere un gatto nero in una stanza buia, specialmente quando il gatto non c'è.

 

La procedura no, semmai il merito della questione è sindacabile/contestabile dal condomino.

 

IL MONDO E' UN CONDOMINIO .... ma chi lo amministra ??

e perche' mai non potrei contestare la procedura .

 

È difficile vedere un gatto nero in una stanza buia, specialmente quando il gatto non c'è.

Concordo che sarà difficile che un Amministratore arrivi a verbalizzare infrazioni, ma per sola pura informazione voglio specificare i motivi per i quali è stata coinvolta la P.M. nella questione.

Alla luce delle modifiche apportate alle norme, di prossima attuazione, alcuni Amministratori stanno valutando se è possibile intervenire nelle aree condominiali anche per violazioni alle norme di comportamento del C.d.S.. In sostanza alcuni Amministratori ci hanno chiesto se sarà possibile per loro sanzionare anche chi mette i veicoli sui marciapiedi condominiali, o comunque in modo difforme da quanto stabilito dagli artt. 157 e 158 del C.d.S, stante che, come ribadito da più sentenze, le norme del C.d.S. devono essere rispettate anche nelle aree private.

Per la tipologia della norma trattata questi Amministratori hanno ritenuto che la P.M. fosse l'organo più idoneo ad essere consultato ma fermo restando che la contestazione di infrazioni al R.d.C. rientra nei compiti dell'Amministratore, non è ancora chiaro se tale possibilità sia ampliabile anche alle norme del C.d.S., così da poter far intervenire l'Amministratore anche nei casi in cui il R.d.C. niente dice in merito alla disciplina della circolazione e sosta nelle aree condominali.

Purtroppo non abbiamo ancora una casistica in materia, e quindi ci possiamo limitare solamente a dare dei pareri su come "potrebbero" essere redatti i verbali.

 

Ciao

 

Me Ri

Scritto da peppe64 il 04 Gen 2013 - 19:13:06: e perche' mai non potrei contestare la procedura .

 

È difficile vedere un gatto nero in una stanza buia, specialmente quando il gatto non c'è.

Il fine dell'accordo tra le associazioni che sfoci in una procedura "standardizzata" è proprio quello di evitare contestazioni in merito alla procedura di irrogazione della sanzione: certo che se l'amministratore non segue l'iter prestabilito il condomino potrà contestarlo ...... !

 

IL MONDO E' UN CONDOMINIO .... ma chi lo amministra ??

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