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Applicabilita art.117 Bis alla Comunione

Nel 1965 l’Istituto Autonomo Case Impiegati Statali (Ex INCIS) proprietario di un complesso immobiliare costituente un intero quadrilatero ha venduto 115 alloggi. Nei rispettivi atti di compravendita si legge che:” La vendita è comprensiva della proprietà pro-quota e del diritto di uso delle parti indivise, ai sensi dell’art.1117 c.c. tra cui in particolare (segue indicazione di: 3 alloggi ex portinerie, 5 soffitte,8 cantine) mentre tra le parti indivise sono comprese: cortile interno tenuto a giardino,due passi carrai, impianto idrico e fognario ecc.

Vennero successivamente costituiti, con atto notarile, 5 condomini con relative tabelle millesimali. con riserva di convocare l’assemblea di tutti i condomini del complesso immobiliare Ex Incis. per regolamentare l’uso delle parti comuni dei condomini (elencati negli atti di acquisto come sopra citato) In prosieguo di tempo la gestione delle parti comuni,sotto il nome di Comunione Ex Incis venne affidato ad un diverso amministratore (rispetto a quelli dei condomini parziali) che ha amministrato tali beni secondo quanto previsto dal Titolo VII c.c. (Della Comunione),

Per quanto esposto si gradirebbe conoscere:

1)Se all’attuale Comunione “Ex Incis” siano applicabili le norme previste dall’art.117 bis

nonché quelle previste dall’art.67 delle disposizioni di attuazione del c.c. e dall’art.1130 c.c. (Regolamento di condominio.)

2)Se tali norme debbano essere obbligatoriamente applicate essendo 115 i partecipanti alla Comunione Ex Incis atteso che in una recente assemblea della Comunione la maggioranza dei partecipanti (40 su 115) ha dichiarato di non volere applicare quanto previsto dall’art.117 bis.

Si ringrazia per le risposte che saranno fornite.

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