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Frosinone

Apertura porta nel cortile condominiale per cambio da magazzino ad abitazione

Salve a tutti,

recentemente ho acquistato un piccolo appartamento. Un gioiello di privacy in quanto unico con ingresso nel cortile interno condominiale, con una piccola parte privata di giardino pavimentato nel quale c’è l’ingresso, e confinante da un lato con un vano scale e dall’altro con un magazzino.

Il proprietario del magazzino ha cominciato i lavori per cambiare la destinazione a uso abitativo. Non credo abbia già ottenuto l’autorizzazione dal Comune per il cambio di destinazione perché il magazzino attualmente non rispettata i rapporti aero illuminanti per abitazione. Ha solo un accesso di luce e aria, cioè la porta di accesso sulla facciata esterna del condominio. Il condomino chiede di aprire un’altra porta nel cortile condominiale interno (credo soprattutto per poter ottenere l’autorizzazione al cambio di destinazione) a meno di un metro dal mio giardino/entrata, sul muro portante dell’edificio.

Può farlo?

Deve avere l’autorizzazione dal condominio? Con quanti voti?

Posso impedirlo? Se apre la porta, addio privacy, caratteristica che mi aveva portato ad acquistare proprio quell’appartamento…

Graie mille!

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Purtroppo per te al condomino non servirà nessuna autorizzazione assembleare e dopo aver ottenuto il benestare dal comune potrà aprire la porta sul cortile condominiale purchè non sia di pregiudizio per la stabilità e il decoro architettonico dell'edificio.

 

In tema di condominio negli edifici, il condomino può aprire nel muro comune dell'edificio nuove porte o finestre o ingrandire e trasformare quelle esistenti, se queste opere, di per sé non incidenti sulla destinazione della cosa, non pregiudichino la stabilità e il decoro architettonico dell'edificio. Quest'ultimo integra l'estetica data dall'insieme delle linee e delle strutture ornamentali che costituiscono la nota dominante e imprimono alle varie parti dell'edificio, nonché all'edificio stesso nel suo insieme, una sua determinata, armonica, fisionomia, senza che occorra che si tratti di un fabbricato di particolare pregio artistico. L'indagine volta a stabilire se, in concreto, una innovazione determini una alterazione di siffatto decoro è demandata al giudice del merito, il cui apprezzamento sfugge al sindacato di legittimità se congruamente motivato. (Corte di Cassazione, Sezione 2 Civile, Sentenza del 16 dicembre 2004, n. 23459)

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sul muro portante dell’edificio

 

Se compromette la stabilità del condominio non può ovviamente farlo.

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Di solito i muri esterni degli stabili (muri maestri) sono portanti, per cui è necessario il permesso del Comune che sarà concesso, se ci sono i presupposti, dopo la presentazione di un progetto edilizio.

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