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gianni410

Amministratore interno - convivente etc anche se residente non può essere nominato)?

Buongiorno,

Vorrei capire poiché sono in un condominio formato da meno di 9 condomini quale deve essere il comportamento dell amministratore interno facendovi alcune veloci domande:

1- può essere amministratore interno solo chi è proprietario ( quindi figlio , fratello , convivente etc anche se residente non può essere nominato)?

2- trattandosi di amministrazione congiunta poiché la responsabilità è sono di tutti cosa può fare autonomamente l amministratore interno ?

3- ad esempio l odf può essere deciso autonomamente dall amministratore interno ? Può fare pagamenti senza chiedere il consenso agli altri condomini ?

 

Antonio

Grazie per la vostra attenzione.

1. l'amministratore interno deve essere un condomino

come tale puo' avere alcuni requisiti in meno dell'amministratore non interno (ossia puo' non essere diplomato e non aver seguito corsi di formazione)

A mio avviso il figlio di un proprietario puo' fare l'amministratore ma solo se ha tutti i requisiti richiesti per un qualunque amministratore

 

2. l'amministratore interno fa esattamente cosa puo' fare l'amministratore non interno. Ne piu' nè mreno. L'organo che decide è l'Assemblea

 

3. come sopra: ha gli stessi poteri/doveri di ogni amministratore

Alcuni pagamenti si possono fare, sono ordinari..si pensi alle bollette del gas, altri no.

2- trattandosi di amministrazione congiunta poiché la responsabilità è sono di tutti cosa può fare autonomamente l amministratore interno ?

Questo punto non è chiaro.

O esiste un amministratore interno regolarmente nominato dall'assemblea che ha gli stessi obblighi dell'amministratore professionista, oppure, quella che chiami "amministrazione congiunta" altro non è che l'autogestione in cui non esiste l'amministratore e tutti i condòmini sono solidamente responsabili per eventuali violazioni di legge.

L'autogestione è una sorta di anarchia che funziona bene finchè ognuno collabora al buon funzionamento della cosa comune (c'è chi raccoglie i soldi, chi paga le bollette, chi telefona all'elettricista quando si fulmina una lampadina...) ma deve essere ben chiaro che tutti hanno pari diritti (anche di convocare l'assemblea con l'ordine del giorno che gli pare).

 

Se non c'è accordo unanime non ci può essere autogestione.

Allora poiché vi è un amministratore interno nominato dall assemblea vi chiedo la responsabilità penale e civile di chi è ?

Di tutti i condomini che io sappia...

Quindi non vi pare che non sia una cosa corretta: la responsabilità è di tutti i condomini ma l amministratore interno viene equiparato a un amministratore professionista ( intendo ad esempio convocare assemblea fare liberamente piccoli pagamenti ..) e non vi può essere un' amministrazione congiunta...

Grazie

Salve,

se avete nominato un Amministratore (interno o esterno) la responsabilità degli atti di gestione sarà sua.

Se lui sbaglia i conteggi la responsabilità è sua non dei condomini. Poi ovvio dipende a cosa vada imputata la responsabilità, tipo lavori urgenti ecc..

L' autogestione non è consigliabile, perchè dipende molto dalle persone che vivono nel condominio. Quando si parla di soldi i rapporti possono deteriorarsi facilmente...

 

Cordiali saluti.

Quando si parla di amministratore interno io intendo rappresentante dei condomini ... Forse mi sono espresso male... Non retribuito ovviamente .. Quindi le cose x voi cambiano ?

Salve,

lo si può chiamare come si vuole, se questa persona svolge le stesse funzioni dell'Amministratore ed è stato nominato come tale è un Amministratore. In merito alla retribuzione, che lo faccia gratuitamente o dietro compenso la sua responsabilità sussiste lo stesso.

 

Cordiali saluti.

Quando si parla di amministratore interno io intendo rappresentante dei condomini ... Forse mi sono espresso male... Non retribuito ovviamente .. Quindi le cose x voi cambiano ?

Se si e' amministratori interni o esterni , retribuiti o gratuiti le responsabilita' fiscali civili penali e amministrative sono le stesse .

Quando si parla di amministratore interno io intendo rappresentante dei condomini ... Forse mi sono espresso male... Non retribuito ovviamente .. Quindi le cose x voi cambiano ?

Se parli di AMMINISTRATORE interno NOMINATO dall'assemblea parli di un vero amministratore (non è importante che sia interno o esterno o che percepisca un compenso o amministri gratuitamente).

Anche io sono amministratore interno del mio condominio ed anch'io amministro gratuitamente ma ho le stesse responsabilità civili e penali di un amministratore esterno.

Se so che c'è un cornicione pericolante e non lo faccio mettere in sicurezza, nel caso vada a finire addosso a qualcuno, in galera ci vado io e non il condominio.

Se non provvedo agli adempimenti fiscali e l'Agenzia delle Entrate sanziona il condominio, sarò io a dover rimborsare i danni al condominio.

Se arriva la bolletta dell'ENEL non devo chiedere il consenso agli altri condòmini per pagare ma se ci sono i soldi in cassa ed io non pago dovrò renderne conto ai condòmini.

 

Per quanto riguarda l'ordine del giorno delle assemblee l'amministratore mette all'ordine del giorno gli argomenti che lui ritiene necessari e quelli richiesti dai condòmini nei modi previsti dall'art. 66 d.a.c.c.

 

Art. 66 d.a.c.c.

L’assemblea, oltre che annualmente in via ordinaria per le deliberazioni indicate dall’articolo 1135 del codice, può essere convocata in via straordinaria dall’amministratore quando questi lo ritiene necessario o quando ne è fatta richiesta da almeno due condomini che rappresentino un sesto del valore dell’edificio. Decorsi inutilmente dieci giorni dalla richiesta, i detti condomini possono provvedere direttamente alla convocazione.

Buongiorno,

vorrei sapere se io, figlia di un proprietario di un immobile composto da 9 appartamenti, posso fare da Amministratore interno.non ho alcun corso professionale soltanto un diploma di laurea magistrale, vecchio ordinamento.

Come faccio a propormi, se gli altri non sono d'accordo?l'unica soluzione è che non chiedo alcun compenso, ma lo faccio per non avere più tra i piedi una persona incompetente e gli altri non lo capiscono.

Grazi e buona giornata

Buongiorno,

vorrei sapere se io, figlia di un proprietario di un immobile composto da 9 appartamenti, posso fare da Amministratore interno.non ho alcun corso professionale soltanto un diploma di laurea magistrale, vecchio ordinamento.

Come faccio a propormi, se gli altri non sono d'accordo?l'unica soluzione è che non chiedo alcun compenso, ma lo faccio per non avere più tra i piedi una persona incompetente e gli altri non lo capiscono.

Grazi e buona giornata

Innanzitutto per essere nominato amministratore di condominio serve la maggioranza degli intervenuti all'assemblea ed almeno 500 millesimi.

Poi, essendo tu un estranea al condominio hai due alternative:

1) fai un corso iniziale di amministratore secondo quanto disposto dal regolamento emanato dal Ministero di Giustizia e poi frequenti corsi annuali

 

2) Acquisti (o ti fai donare) anche una piccola parte dell'immobile del tuo genitore in modo da diventare comproprietaria.

Se diventi comproprietaria sarai condòmina e non avrai alcun obbligo professionale per cui potrai definirti davvero "amministratore interno".

Ecco il riferimento di legge. Trovi risposta al tuo quesito-

«Art. 71-bis. - Possono svolgere l'incarico di amministratore di condominio coloro: a) che hanno il godimento dei diritti civili; b) che non sono stati condannati per delitti contro la pubblica amministrazione, l'amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio o per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge commina la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni e, nel massimo, a cinque anni; c) che non sono stati sottoposti a misure di prevenzione divenute definitive, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione; d) che non sono interdetti o inabilitati; e) il cui nome non risulta annotato nell'elenco dei protesti cambiari; f) che hanno conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado; g) che hanno frequentato un corso di formazione iniziale e svolgono attivita' di formazione periodica in materia di amministrazione condominiale. I requisiti di cui alle lettere f) e g) del primo comma non sono

necessari qualora l'amministratore sia nominato tra i condomini dello stabile. Possono svolgere l'incarico di amministratore di condominio anche societa' di cui al titolo V del libro V del codice. In tal caso, i requisiti devono essere posseduti dai soci illimitatamente responsabili, dagli amministratori e dai dipendenti incaricati di svolgere le funzioni di amministrazione dei condominii a favore dei quali la societa' presta i servizi. La perdita dei requisiti di cui alle lettere a), b), c), d) ed e) del primo comma comporta la cessazione dall'incarico. In tale evenienza ciascun condomino puo' convocare senza formalita' l'assemblea per la nomina del nuovo amministratore. A quanti hanno svolto attivita' di amministrazione di condominio per almeno un anno, nell'arco dei tre anni precedenti alla data di entrata in vigore della presente disposizione, e' consentito lo svolgimento dell'attivita' di amministratore anche in mancanza dei requisiti di cui alle lettere f) e g) del primo comma. Resta salvo l'obbligo di formazione periodica.

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