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Amministratore in itinere e decreto ingiuntivo

Buongiorno

vorrei sapere se un amministratore il cui mandato è in itinere può procedere con decreto ingiuntivo nei confronti dei condomini morosi.

 

Saluti

e' a tutti gli effetti amministratore...sempre che tu per "in itinere" intenda un amministratore "in prorogatio"....

Non si raggiunge il quorum deliberativo da almeno due anni pertanto, si fa autorizzare ad eseguire decreti ingiuntivi

e chi sarebbe l'amministratore se ne avete uno "in itinere" perchè non si raggiunge il quorum?

l'amministratore di condominio, anche se cessato dalla carica (per scadenza del termine di cui all'art. 1129-2 c.c.) o perché dimissionario, continua ad esercitare i suoi poteri, compresa la rappresentanza in giudizio, fino a che non sia validamente sostituito con la nomina (C. nn. 2293-61, 3727-68, 1137-70, 572 e 2214-76) (così, tra le tante, Cass. 21 dicembre 1987 n. 9501).

 

Si tratta della così detta prorogatio imperii, ossia della prosecuzione ad interim dell’incarico al fine di garantire la continuità gestionale della compagine.

 

Leggermente differente la situazione nel caso in cui l’amministratore è stato revocato, insomma quel caso in cui non è stato lui a dimettersi o il mandato non è scaduto per lo spirare naturale del termine.

 

In tal caso, egli perde i propri poteri di rappresentanza del condominio e, di conseguenza, non può agire in nome e per conto della compagine, firmando, ad esempio, la procura alle lite per il deposito di un ricorso per decreto ingiuntivo.

La questione non è di poco conto perché nel caso di mancanza di potere d’agire, il condomino può opporsi eccependo la carenza di legittimazione attiva (ossia la mancanza del potere di stare in giudizio) e quindi vanificare l’azione ingiuntiva.

 

La risposta fornita, per lunghi anni, dalla giurisprudenza è la seguente: per comprendere se l’amministratore cessato dall’incarico conserva i propri poteri è necessario distinguere tra cessazione naturale dell’incarico o dimissioni e revoca con nuova nomina.

 

Nel primo caso il mandatario mantiene intatti i propri poteri, nella seconda ipotesi, no.

(lavorincasa.it Avv. Alessandro Gallucci )

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