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Jeejhawk

Amministratore fai da te e contenimento costi

Buonasera.

E' un po' che vi leggo con interesse per le preziose informazioni che si ottengono da queste discussioni.

Ho capito che il condomino che vuole amministrare il proprio condominio (diamo per scontato che lo sappia fare), nel caso voglia farsi retribuire, anche simbolicamente, ha davanti un mare di difficoltà:

- supponiamo che non abbia P.iva, e che non intenda aprirla solo per questo

- può diventare collaboratore a progetto del condominio, ma poi occorrono cedolini paga, cud, gestione separata (oltre a non configurarsi propriamennte come "progetto", se non all'italiana)

- non potrebbe operare in ritenuta d'acconto come prestatore d'opera occasionale (al 4% in quanto non professionista del settore) in quanto il mandato è annuale e supera i 30 gg, anche se l'impegno può essere inferiore.

 

Se per questione esclusivamente di principio volesse farsi retribuire il "disturbo", l'unico modo per avere le minori spese per il condominio è quello di assumere l'incarico a costo zero e poi farsi rimborsare delle prestazioni occasionali attinenti l'amministrazione?

So che la cosa sembra molto "all'italiana" anche questa, ma l'alternativa è ancora più italiana ed è esclusa a priori, il nero...😎

... io fossi in lei aprirei Partita Iva con regime dei minimi...

Pensi sia possibile, restando nella legalità, una ricevuta per "lavoro accessorio" che mi sembra che con la nuova legge di stabilità abbia eliminato il limite dei 30 giorni ma ha messo il limite di 5.000 euro totali per tutti i committenti?

Magari si potrebbe retribuire con dei voucher.

Al link di seguito l'articolo:

--link_rimosso--

Il problema rimarrebbe: a qual titolo viene eseguita la prestazione e quale la natura della prestazione? Se il tutto è sempre riconducibile alle mansioni dell'amministratore.... dura da poter sostenere l'accessorietà. Io non intraprenderei tale strada.

Saluti

Come consigliato da olli il regime dei minimi è la strada migliore da percorrere, sempre che naturalmente ne ricorrano i presupporti

Concordo, come su detto.

ad alcuni hanno contestato la non necessità di P.iva; ma a fronte delle imposte pagate correttamente han desistito.

Il problema rimarrebbe: a qual titolo viene eseguita la prestazione e quale la natura della prestazione? Se il tutto è sempre riconducibile alle mansioni dell'amministratore.... dura da poter sostenere l'accessorietà. Io non intraprenderei tale strada.

Saluti

Beh. si tratta del suo solo condominio.

Il link che ho indicato è quello del Ministero del lavoro e tutto sta a dare un significato al lavoro accessorio.

Il sito dice che il lavoro accessorio

...va inteso come l’insieme di prestazioni lavorative che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a € 5.000 nel corso di un anno solare. Viene meno così il riferimento alle prestazioni meramente occasionali che caratterizzava il lavoro accessorio.. .

 

Non si parla più, quindi, di categorie che rientrano nel lavoro accessorio perchè

La Riforma del mercato del lavoro (Legge 92/2012) ha ridefinito i limiti di applicazione di tale istituto, eliminando l’elenco di attività definite nella Legge Biagi e stabilendo che si ha lavoro accessorio quando un soggetto, nel corso di un anno solare, non percepisca più di € 5.000 dalla totalità dei committenti.

 

Secondo me è da approfondire chiedendo all'Agenzia delle Entrate.

Mi pare di aver letto che il lavoro accessorio è esente da IRPEF per cui con la retribuzione attraverso i vaucher l'amministratore guadagnerebbe il 75% del costo a carico del condominio e sarebbe coperto da contributi previdenziali e assicurativi.

 

Forse come contribuente minimo tra imposta sostitutiva e gestione separata INPS saremmo sulle stesse cifre nette di guadagno, ma se si considera un solo condominio come il caso in questione ed il dover aver bisogno di un commercialista se pur solo (per chi non è in grado) di assolvere a versamenti contributivi e dichiarazioni di redditi.... e poi tanto tra 5 anni il problema ritorna.

 

Siccome amministrando solo il proprio condominio non ci si arricchisce ma se si percepisce anche un minimo compenso i condòmini si sentono in diritto di trattarti come un dipendente, il consiglio migliore è quello di amministrare gratuitamente se lo si vuole fare per tutelare i propri beni e se ne ha la vocazione (nessuno potrà pretendere niente da chi si interessa a gratis) e di lasciar perdere se si pensa di dover arrotondare il suo reddito con un ulteriore centinaio di euro al mese.

Non codivido l'impostazione data.

Ciò in quanto la disciplina indicata non si applica indistintamente a tutte le attività con compensi complessivamente percepiti dal prestatore non superiori a 5.000 euro nel corso di un anno solare, bensì, tra queste, a quelle che anche "costituiscano attività lavorative di natura meramente occasionale"; putroppo l'attività d' amministrazione, anche solo del proprio condominio, "occasionale" di certo non è (occasionalità non significa assenza di professionalità)

Non a caso l'INPS con la sua circolare 49/2013 ha sottolineato che "come ribadito anche dalla circ. n. 4 / 2013 del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, stanti i limiti di carattere economico, il lavoro accessorio costituisce uno strumento finalizzato a regolarizzare attività lavorative di carattere occasionale, non riconducibili a tipologie contrattuali tipiche del lavoro subordinato, del lavoro autonomo o ad attività professionali per le quali l’ordinamento richiede l’iscrizione ad un ordine professionale ovvero ad appositi registri, albi, ruoli ed elenchi professionali qualificati, ma mere prestazioni di lavoro alle quali assicurare le tutele minime previdenziali e assicurative in funzione di contrasto a forme di lavoro nero e irregolare" Ed amministrare a mio avviso è proprio lavoro autonomo.

 

Mantengo quindi una seria riserva sull'applicabilità della fattispecie. Potrebbe essere utie rivolgersi ad ADE con interpello, ma stante la sottolineatura di non occasionalità, temo che la risposta sarà negativa.

Lavoro Occasionale Accessorio: tre requisiti che devono avere determinate attività per essere inquadrate in un regime fiscale e previdenziale agevolato. E' un dato di fatto che l'amministrazione condominiale sia un lavoro ma sicuramente non è occasionale ne tantomeno accessorio quindi i voucher che tanto furoreggiano nel popolo dei creduloni che pensavo di aver trovato Bengodi, non si possono utilizzare

...tra queste, a quelle che anche "costituiscano attività lavorative di natura meramente occasionale"; putroppo l'attività d' amministrazione, anche solo del proprio condominio, "occasionale"

Condivido che il lavoro di amministratore non sia da considerare occasionale ma non è la non occasionalità il mio dubbio.

Io non sono in grado di esprimere un giudizio, però da cittadino che sa solo leggere e scrivere, quando su un sito istituzionale è riportato che la Legge 99/2013 ha modificato la natura del lavoro accessorio e che quindi

"...viene meno così il riferimento alleprestazioni meramente occasionali che caratterizzava il lavoro accessorio"

almeno qualche dubbio me lo pongo.

I miei dubbi aumentano.

Circolare n. 35/2013 del Ministero del Lavoro (pag.11)

Lavoro accessorio (art. 7, comma 2)

"In materia di lavoro accessorio il D.L. n. 76/2013 evidenzia, come peraltro già fatto da questo Ministero con circ. n. 18/2012, che la legittimità del ricorso all’istituto va verificata esclusivamente sulla base dei limiti di carattere economico, fatte salve le peculiarità proprie del settore agricolo e del lavoro prestato nei confronti di un committente pubblico.

È stato infatti eliminato l’inciso “di natura meramente occasionale” che contraddistingueva le prestazioni di lavoro accessorio, il che rafforza ancor di più l’orientamento già espresso secondo il quale l’occasionalità delle stesse non assume alcuna valenza ai fini dell’attivazione dell’istituto.

http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&ved=0CCwQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.cliclavoro.gov.it%2FNormative%2FCircolare_29_agosto_2013_n.35.pdf&ei=rHGpUr_wDq__yAOrvIGACg&usg=AFQjCNGWRJO7pk0G_3uj0SbmcdtCW0aH5Q&bvm=bv.57967247,d.bGQ

 

 

"Il lavoro accessorio è una speciale modalità di svolgimento della prestazione lavorativa che prescinde dai principi cardine del lavoro subordinato, autonomo e parasubordinato e che riguarda prestazioni di lavoro saltuarie, marginali e in ogni caso circoscritte entro limiti normativi ben definiti."

http://[/url]

 

Lavoro accessorio:

con il DL lavoro i limiti sono solo economici

http://www.lalentesulfisco.it/rubriche/le-news-per-i-clienti-dello-studio/lavoro-accessorio-con-il-dl-lavoro-i-limiti-sono-solo-economici,3,18283

Grazie per le risposte.

No, non c'è alcuna incompatibilità con l'apertura della partita iva, ma questa in ogni caso ha dei costi, che non ha senso sostenere.

La mia volontà è quella di prestare un servizio in una realtà in cui ho già visto sofferenze nel pagamento (non sono nominalmente amministratore, ma tengo già tutta la contabilità) e aggravare la situazione non è il caso. Oltretutto sono fermamente convinto che nessun amministratore esterno, per quanto solerte, sarà mai interessato al condominio come chi ci abita.

La non gratuità deriverebbe dal fatto che comunque oggi, dato che nessuno ti ringrazia, almeno si sentirebbe obbligato economicamente. Lo spunto di Leonardo 53

 

Siccome amministrando solo il proprio condominio non ci si arricchisce ma se si percepisce anche un minimo compenso i condòmini si sentono in diritto di trattarti come un dipendente, il consiglio migliore è quello di amministrare gratuitamente se lo si vuole fare per tutelare i propri beni e se ne ha la vocazione (nessuno potrà pretendere niente da chi si interessa a gratis) e di lasciar perdere se si pensa di dover arrotondare il suo reddito con un ulteriore centinaio di euro al mese.

è però interessante, anche se oggi chi è amministratore a titolo gratuito (e chi lo aiuta, come me) fa anche da badante e portinaio...

 

Non trattandosi di arrotondare nulla (tasse incluse, mi basta non perderci, non è per soldi) e potendomi permettere di pagare un amministratore, forse lascerò perdere. Incrementeremo il PIL, e saremo più poveri di prima...

E' evidente che è il sistema che è "storto"...

...sono fermamente convinto che nessun amministratore esterno, per quanto solerte, sarà mai interessato al condominio come chi ci abita...

E' stata proprio questa convinzione, associata ad una precedente cattiva esperienza, che mi ha portato ad amministrare gratuitamemte il mio condominio.

Indispensabile, per non rimetterci (non pochi spiccioli), una polizza globale fabbricati (che già avevamo) integrata da una garanzia aggiuntiva sulla responsabilità professionale dell'amministratore pro-tempore.

E' evidente che è il sistema che è "storto"...

A me non sembra sia storto, potresti essere più chiaro?

 

- - - Aggiornato - - -

 

Oltretutto sono fermamente convinto che nessun amministratore esterno, per quanto solerte, sarà mai interessato al condominio come chi ci abita.

Giusto, ma allo stesso modo dovresti essere convinto che mai nessun medico sarà mai interessato alla tua salute come te stesso.....

A me non sembra sia storto, potresti essere più chiaro?

 

- - - Aggiornato - - -

 

 

Giusto, ma allo stesso modo dovresti essere convinto che mai nessun medico sarà mai interessato alla tua salute come te stesso.....

Infatti lo sono:)

Riguardo al sistema "storto", intendo che, fatte salve le competenze, rinunciare al lavoro diretto degli interessati sia come (è una citazione) "morire di sete accanto ad un pozzo perchè non si vuole bere senza bicchiere".

 

In ogni caso, affronteremo il problema da un altro punto di vista. L'assemblea, se lo vorrà, esenterà l'amministratore interno dalle spese condominiali (tengo il bilancio, quindi so che ci stiamo dentro alla grande). All'unanimità, e con 92 minuti di applausi.

E poi inizieremo una seria e radicale spending ragù (aggiungendo la R.C. amministratore nella globale fabbricati...😜

All'unanimità, e con 92 minuti di applausi.

Naturalmente con delibera di 1000 millesimi firmata da tutti i partecipanti affinchè abbia valore di "convenzione" in deroga al criterio legale di riparto (come da art. 1123 c.c.) per essere "in linea" con lo "storto" :icon_lol:

Naturalmente con delibera di 1000 millesimi firmata da tutti i partecipanti affinchè abbia valore di "convenzione" in deroga al criterio legale di riparto (come da art. 1123 c.c.) per essere "in linea" con lo "storto" :icon_lol:

Certo, per fare le cose correttamente, e bisognerebbe pure emendare il regolamento.

Tuttavia, vivo in un condominio un po' strano, in cui le tabelle millesimali non sono mai (MAI) state consultate da nessuno in 10 anni, col risultato che le quote non hanno mai avuto un fondamento legittimo, prima che io me ne occupassi.

 

Se è vero che, come trovo su questo stesso sito, " la disciplina legale in materia di ripartizione delle spese per la conservazione e per il godimento delle parti comuni di un edificio e quella, eventualmente, stabilita con deliberazione condominiale adottata all'unanimità, è derogabile, ai sensi dell'art. 1123, primo comma, cod. civ., in virtù di "diversa convenzione", che non è assoggettata ad oneri di forma e può risultare anche da comportamenti univocamente concludenti, protrattisi nel tempo, dai quali sia possibile ricavare l'accettazione da parte di tutti i condomini di differenti criteri di riparto delle spese" (Cass. civ., Sez. II, 15/10/2004, n.20318) - Condominio Web https://www.condominioweb.com/la-ripartizione-delle-spese-condominiali.710

 

Credo che in sintesi significhi che la forma scritta non è nemmeno richiesta, come dice la Cassazione. Meglio tutelarsi, ma ci sono opportuni precedenti.

 

Alla fine della fiera, se ne ricava che per contenere i costi bisogna trovare obbligatoriamente delle scorciatoie (nel rispetto della legge, ma sempre scorciatoie sono).

Credo che in sintesi significhi che la forma scritta non è nemmeno richiesta, come dice la Cassazione...

La convenzione per fatti concludenti (senza la forma scritta) è dimostrata dalla consuetudine nel corso degli anni.

Mi sembra di aver capito che la tua esenzione dalle spese condominiali partirebbe da quest'anno e quindi se qualcuno a fine esercizio impugnasse il consuntivo...

carta canta, verba volant

...L'assemblea, se lo vorrà, esenterà l'amministratore interno dalle spese condominiali (tengo il bilancio, quindi so che ci stiamo dentro alla grande). All'unanimità, e con 92 minuti di applausi....

🤔

Mi son letto il DL 76/2013.

Hai perfettamente ragione, il termine occasionale è soppresso, sufficente il limite reddituale.

Sembrerebbe quindi ok, non fosse per un particolare: tutto l'impianto normativo sembra presupporre un rapporto similare a quello del lavoratore dipendente, infatti si parla di "datore di lavoro" e di "orario di lavoro" anche in riferimento ai voucher... continuo a rimaner dubbioso... amministrare è lavoro autonomo, attività dell'intelletto in special modo. Io non farei nulla senza aver prima proposto interpello.

 

In ogni caso ci saran sempre dei costi; infatti ogni buono ha un valore pari a 10 euro e comprende:

 

  • la retribuzione
  • la contribuzione previdenziale presso l'INPS (13% del valore del buono)
  • l'assicurazione contro gli infortuni presso l'INAIL (7% del valore del buono)
  • un compenso all'INPS (5% del valore del buono)

Il valore netto del buono è pari a 7,50 euro.

 

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