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ardesia

Alloggio vuoto, pagamento spese acqua potabile.

Buongiorno a tutti.

Ho un alloggio sfitto e vuoto .Dad 4 anni cerco di venderlo ma invano.Da 4 anni non pago la Tarsu.(allacci gas ,enel scollegati) Pago però ogni hanno i consumi di acqua potabile ripartiti secondo una colonna millesimale che è allegata al Regolamento condominiale. Detto regolamento dice " le spese relative al consumo dell'acqua potabile nonchè all'esercizio e manutenzione ordinaria e straordinaria del relativo impianto di adduzione saranno ripartite fra le unità immobiliari allacciate all'impianto secondo le quote millesimali ......

ora io non ho consumo anche se ho ancora l'allaccio. Domanda: secondo voi sono obbligato a pagare per una cosa che non consumo o c'è la possibilità di avere questo sgravio?(mentre continuo a pagare tute le altre spese condominiali) L'argomento è stato posto in assemblea e la maggioranza ha dciso che devo continuare a pagare anche se non consumo un goccio di acqua. Dimenticavo: l'impianto acqua ha un contatore condominiale.

Grazie per la collaborazione

Ardesia

 

Dino lavagna

Scritto da ardesia il 07 Set 2012 - 18:17:25: saranno ripartite fra le unità immobiliari allacciate all'impianto secondo le quote millesimali

Il regolamento è chiaro il riparto non è a consumo ma su base millesimale,non prevede esoneri,tu sei allacciato,semplicemente non consumi,quindi,paghi.

Inoltre l'assemblea mi pare si sia espressa.

Staff

Solo l'assemblea può darti un'aiutino.

Purtroppo per te,non solo hai contro il reg.cond.,ma anche il cod.civ...

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Art. 1118cc.

(Diritti dei partecipanti sulle cose comuni)

 

Il diritto di ciascun condomino sulle cose indicate dall'articolo precedente è proporzionato al valore del piano o porzione di piano che gli appartiene, se il titolo non dispone altrimenti.

 

Il condomino non può, rinunziando al diritto sulle cose anzidette, sottrarsi al contributo nelle spese per la loro conservazione.

Grazie delle risposte. Deduco che devo continuare a pagare !se qualcuno è di parere diverso lo leggerò volentieri. Buona notte a tutti

Ardesia

 

Dino lavagna

Io sono dell'idea che l'impianto comune per l'erogazione dell'acqua è condominiale, salvo il tratto che serve le U.I. mentre il consumo vero e proprio è personale e ognuno dovrebbe pagare per ciò che realmente consuma, ma come stabilirlo?

Con l'installazione di sottocontatori quando c'è un contatore unico per tutto lo stabile, questo è stabilito già da anni per Decreto e per Legge;

 

D.P.C.M. 4 marzo 1996 - Disposizioni in materia di risorse idriche (In GU 14 marzo 1996, n. 62, S.O.).

 

8.2.8. Misurazione.

 

La misurazione dei volumi consegnati all'utente si effettua, di regola, al punto di consegna, mediante contatori, rispondenti ai requisiti fissati dal Decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1982, n. 854, recepente la Direttiva Comunitaria n. 75/33.

 

Là dove esistono consegne a bocca tarata o contatori non rispondenti, deve essere programmata l'installazione di contatori a norma.

 

In relazione a quanto disposto dall'articolo 5, comma 1, lettera c), della legge 5 gennaio 1994, n. 36, dove attualmente la consegna e la misurazione sono effettuate per utenze raggruppate, la ripartizione interna dei consumi deve essere organizzata, a cura e spese dell'utente, tramite l'installazione di singoli contatori per ciascuna unità abitativa.

 

È fatto obbligo al gestore di offrire agli utenti l'opportunità di fare eseguire a sua cura, dietro compenso e senza diritto di esclusività, le letture parziali e il riparto fra le sottoutenze, e comunque proporre procedure standardizzate per il riparto stesso.

 

La disciplina degli eventi contenziosi deve essere prevista nel Regolamento di utenza.

 

Legge 5 gennaio 1994, n. 36

...

5. Risparmio idrico

1. Il risparmio della risorsa idrica è conseguito, in particolare, mediante la progressiva estensione delle seguenti misure:

...

c) installazione di contatori in ogni singola unità abitativa nonché di contatori differenziati per le attività produttive e del settore terziario esercitate nel contesto urbano;

Quindi richiedi in assemblea l'installazione di questi sottotocontatori e poi ognuno pagherà ciò che consuma.

 

Modificato Da - tuxx il 08 Set 2012 08:18:22

Scritto da Patrizia Ferrari il 08 Set 2012 - 09:24:52: Ma essendo il riparto millesimale contenuto in regolamento contrattuale servirà l'unamità per derogarvi.
Ritengo che la Legge prevalga sul Regolamento Condominiale a meno che non sia Contrattuale, perchè non si possono ledere i diritti di ciascun condomino (cc art. 1138), ovvero ciascuno paga il proprio consumo dell'acqua

p.s. Ardesia parla semplicemente di regolamento condominiale se contrattuale non lo dice.

 

Modificato Da - tuxx il 08 Set 2012 09:40:12

Si,però,c'è anche un suo fondamento.L'acqua non serve solo a lavarsi la faccia,è usata anche per le pulizie generali e poi Ardesia non credo che tutti questi anni di abbandono non si pulisca la casa,sanitari,ecc.

 

1 saluto

Scritto da tuxx il 08 Set 2012 - 09:37:52: Ritengo che la Legge prevalga sul Regolamento Condominiale a meno che non sia Contrattuale,

Appunto.

Mai visto un regolamento assembleare che entri nei dettagli riparto.

Staff

Scritto da Patrizia Ferrari il 08 Set 2012 - 15:03:40: Appunto.

Mai visto un regolamento assembleare che entri nei dettagli riparto.

Scritto da Patrizia Ferrari il 08 Set 2012 - 09:24:52: Ma essendo il riparto millesimale contenuto in regolamento contrattuale servirà l'unanimità per derogarvi.
Ora sentimo cosa dice Ardesia, il regolamento a cui faceva riferimento era assembleare o contrattuale? E se assembleare potrebbe richiedere l'installazione dei sottocontatori o installarsi uno per lei a norma della Legge

L'alloggio è in vendita e quindi non intendo intraprendere una battaglia assembleare per l'installazione dei sottocontatori. In merito alla natura del Regolamento condominiale, non so di che tipo esso sia. Mi potete spiegare la differenza fra i due cosìche possa capirne la natura. Ancora grazie

 

Dino lavagna

Regolamento contrattuale.

E’ il regolamento predisposto dal costruttore, e viene di solito accettato e dunque approvato, facendo parte integrante del contratto, dai condomini acquirenti delle singole unità immobiliari.

Può contenere a carico dei singoli condomini delle limitazioni che un regolamento approvato a maggioranza non può contenere, come per esempio vietare di apporre insegne, targhe o qualunque altra attrezzatura similare sui muri perimetrali comuni dell'edificio.

 

Può anche fissare qualsiasi suddivisione delle spese comuni e potrà essere modificato solo con l'assenso di tutti.

 

Regolamento assembleare.

E’ il regolamento con la maggioranza qualificata dell’assemblea dei condomini sia nel caso di formazione che nel caso di revisione, anche su iniziativa di un solo condomino. In entrambi i casi è necessaria la maggioranza del 2° comma dell’art.1136 c. c., ossia la maggioranza dei partecipanti al condominio che rappresentino almeno metà del valore dell’edificio.

Altri autori, invece, escludono tale natura "normativa" limitandosi a riconoscere al regolamento condominiale natura meramente "negoziale", risultando così l'interpretazione delle norme in esso contenute insindacabile in sede di legittimità. In quest'ultimo senso è ora orientata tra l'altro anche la Corte di Cassazione.

Il regolamento assembleare non va trascritto come allegato nei registri immobiliari e quindi non ha alcun valore come documento se c'è un contrasto di interessi con qualcuno estraneo al condominio.

-Link-rimosso-

Scritto da ardesia il 08 Set 2012 - 16:21:18: L'alloggio è in vendita e quindi non intendo intraprendere una battaglia assembleare per l'installazione dei sottocontatori. In merito alla natura del Regolamento condominiale, non so di che tipo esso sia. Mi potete spiegare la differenza fra i due cosìche possa capirne la natura. Ancora grazie

 

Dino lavagna

Il Regolamento CONTRATTUALE è redatto solitamente dall'originario proprietario costruttore,allegato e/o richiamato in atto e come tale accettato in sede di compravendita con tutte le clausole in esso contenute,siano esse contrattuali inerenti i diritti dei singoli siano esse regolamentare dell'uso delle parti comuni.

Il Regolamento assembleare è redatto dall'amministratore o comunque da un terzo soggetto ed approvato in sede assembleare con una maggioranza di cui al II comma art. 1136cc,contenente norme regolamentari dell'uso parti comuni,mentre per contenere norme che vincolino i singoli o incidano sui loro diritti,si richiede il consenso unanime.Difficilmente un Regolamento assembleare include clausole di quest'ultima natura.

 

Per la verifica leggi il tuo atto e controlla se richiama il Regolamento.

 

Staff

Siete stati velocissimi, molto chiari ed esaurienti. Il mio regolamento è dunque contrattuale e quindi penso si possa chiudere qui la discussione. Ancora grazie a tutti i partecipanti che come al solito sono stati utilissimi

Cordiali saluti

Ardesia

 

Dino lavagna

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