Vai al contenuto
wally1986

Acquisto casa con sottotetto non abitabile

Buongiono a tutti , spero mi possiate essere d'aiuto, allora sono un agente immobiliare: ho venduto una casa su due livelli con sottotetto non abitabile, la mi acquiarente è stata informata di tale questione ( nel sottotetto sono presenti 2 camere e un bagno) nella proposta è scritto espressamente che il sottotetto non è abitabile , ora lei vuole recere dal contratto non si è presentata per la data del preliminare.... perchè ha deciso che ora vuole l'abitabilità dopo che aveva accettato che non c'era io ovviamente voglio la mia provvigione, il venditore procederà con la causa legale.... quanlcuno mi sa dire come potermi comportare? io ho reso noto l'aquirente che la mansarda era priva di abitabilità piu' di questo cosa dovevo fare

?

Penso tu abbia diritto alla tua provvigione se l'acquirente era stata informata

Probabilmente la parte acquirente ha scoperto che, acquistando un'immobile con un sottotetto non abitabile nel quale viceversa sono stati realizzati locali di abitazione (due camere e un bagno) si sarebbe accollata la responsabilità di un abuso edilizio, con tutto quello che la cosa comporta (multa e obbligo al ripristino secondo concessione in caso di controllo), oltre alla difficoltà di rivendere in futuro un immobile difforme dalla concessione edilizia rilasciata dal comune. Se il venditore procede con la causa legale si tira la zappa sui piedi perché praticamente si autodenuncia come responsabile dell'abuso. La promittente acquirente non può essere accusata se non vuole essere responsabile. Cosa dovevi fare di più? Forse rifiutarti di fare da intermediaria per un immobile realizzato con un abuso edilizio. Saluti.

  • Mi piace 1

madly. io non so se sia un vero abuso. Mi risulta che sia una normale prassi del costruttore per risparmiare sugli oneri comunaliQuando io comperai casa a Milano (in un quartiere signorile,ancora in costruzione e quindi senza abusi edilizi in corso) acquistai un 4° piano collegato con il 5° (mansarda non abitabile con terrazzo pensile) dove, come tutti quelli dei palazzi vicini, ci realizzai un bagno ed una camera. Poi quando rivendetti nessuno mi fece la benchè minima contestazione.Inoltre quando richiesi la residenza vennero i vigili a vedere la casa e non ebbero nulla da ridire.

E' un sistema per aggirare le limitazioni delle cubature assegnate, quella di realizzare dei sottotetti che per le caratteristiche costruttive (altezze, volumi, rapporto tra superficie finestrata e superficie calpestabile) non possono avere l'abitabilità, ma possono solo essere usate come locali di servizio (stenditoi, ripostigli, ...). Il costruttore rispetta il piano edilizio comunale, paga meno oneri di urbanizzazione e l'acquirente paga meno l'appartamento, paga meno tasse sullo stesso (rifiuti, IMU, ... in pratica è un'evasione fiscale). Se in seguito a un controllo quello che sarebbe dovuto essere uno stenditoio è diventata una camera e la lavanderia è diventata un bagno, il responsabile della modifica diventa l'acquirente, che nel rogito ha dichiarato di avere acquistato un sottotetto non abitabile. Se poi i servizi (acquedotto, fognatura, strade, parcheggi, negozi, asili, spazi verdi, ...) si dimostrano insufficienti perché nel quartiere dove avrebbero dovuto abitare poniamo 15.000 persone ce ne abitano invece 20.000, diamo la colpa agli errori di programmazione dei tecnici comunali. E' una prassi tutta italiana quella di cercare di aggirare le norme e le leggi, anche quando, pur limitando la libertà delle persone, hanno lo scopo di garantire una migliore vivibilità degli spazi tutelando il nostro benessere. I vigili, quelle rare volte che controllano, guardarno senza avere la pianta dell'appartamento depositata negli uffici tecnici comunali e il notaio spesso si limita a chiedere all'acquirente se gli spazi dell'immobile che sta per acquistare corrispondono al progetto originale: lui risponde "sì" e tutti sono contenti. Nel mio comune un neo-assessore (oggi architetto, ieri mio allievo) nell'intervista pubblicata in data odierna da un quotidiano locale, dice che vuole combattere questi diffusissimi casi di mini abusivismo. Forza A. P.! Saluti.

Siamo in Itaglia! Cmq ribadisco che Wally ha diritti alla sua provvigione se ha detto tutto all'acquirente!

Gentile Sendy, può darsi che tu abbia ragione. Il potenziale acquirente però ha il diritto di non sapere in prima battuta cosa comporta acquistare un immobile difforme dal progetto depositato. Sarei concorde con la tua opinione se wally1986 avesse spiegato tutte le conseguenze dell'acquisto di quell'immobile, ma, da come lei ha posto la domanda iniziale, dubito sia che lo abbia fatto sia che fosse a conoscenza delle implicazioni. Ravviso molta responsabilità a carico del venditore. Sarà eventualmente un giudice a decidere in merito. Saluti.

×