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maik81

Accesso con Cancello su giardino privato

Ciao a tutti,sono un neo iscritto su questo esaltante ed utile forum. Dopo aver letto diverse tematiche che fanno al mio caso per quanto riguarda la creazione di un cancelletto ad uso privato ho deciso di provare a scirvere in quanto c e un piccolo dettaglio da tutto il resto gia letto.

Sinteticamente : casa al piano terra di un condomio, giardino di proprieta recintato confinante con atrio condiminiale. L atrio condominiale è pedonale . Ora io intenderei posizionare un cancelletto che dia direttamente al giardino mio pvt in modo tale che seppur io debba parcheggiare un bici o uno scooter( che porterei a motore spento in quanto atrio condominiale pedonale) non debba passare per la porta di casa. Leggendo un po i vari forum si paral sempre del art 1102 cc che ho letto ma come al solito poi l interpretazione è sempre degli avvocati. Ora , la domanda è : un cancelletto che apra all interno del proprio giardino accendendovi dall'atrio condominiale, un cancelletto che comunque non vada a deturpare nulla come da art 1102, il tutto fatto a mie spese, puo essere inteso come "apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa"? Ovviamente il aprere positivo di tutti sarebbe l ideale per il quieto vivere, pero se uno non puo opporsi almeno so di che cosa si parla.

Domandina che non ho visto da nessina parte : la destinazione d uso di un giardino con o senza accesso mediante cancelletto, cambia? Di preciso quale è la parte che dovrebbe essere scritto nel regolamento condominiale o meglio quale sono i documenti che uno dovrebbe richeidere in comune per capire come è stato regolmanentato il tutto?

Grazie a tutti per qualsiasi risposta.

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Cass. civ., sez. II, 29 aprile 1994, n. 4155

L'apertura di varchi e l'installazione di porte o cancellate in un muro ricadente fra le parti comuni dell'edificio condominiale eseguiti da uno dei condomini per creare un nuovo ingresso all'unità immobiliare di sua proprietà esclusiva, di massima non integrano abuso della cosa comune suscettibile di ledere i diritti degli altri condomini, non comportando per costoro una qualche impossibilità di far parimenti uso del muro stesso ai sensi dell'art. 1102, primo comma, c.c., e rimanendo irrilevante la circostanza che tale utilizzazione del muro si correli non già alla necessità di ovviare ad una interclusione dell'unità immobiliare al cui servizio il detto accesso è stato creato, ma all'intento di conseguire una più comoda fruizione di tale unità immobiliare da parte del suo proprietario.

 

Cass. civ., sez. II, 4 marzo 1983, n. 1637

Il condomino di un edificio, essendo comproprietario dell'intero muro perimetrale comune e non della sola parte di esso corrispondente alla sua esclusiva proprietà, può apportare a tale muro, senza bisogno del consenso degli altri partecipanti alla comunione, tutte le modifiche che consentono di trarre dal bene comune una particolare utilità aggiuntiva rispetto a quella goduta dagli altri condomini e, quindi, procedere anche all'apertura nel muro di un varco di accesso dal cortile condominiale ai locali di proprietà esclusiva, purché non impedisca agli altri condomini di continuare nell'esercizio dell'uso del muro o di ampliarlo in modo e misura analoghi e non alteri la normale destinazione del muro medesimo.

 

E tante altre sentenze che non riporto……………………..

 

E’ opinione ormai consolidata quella secondo cui il partecipante alla comunione può usare della cosa comune per un suo fine particolare, con la conseguente possibilità di ritrarre dal bene una utilità specifica aggiuntiva rispetto a quelle che vengono ricavate dagli altri, con il limite di non alterare la consistenza e la destinazione di esso, o di non impedire l'altrui pari uso.

 

In definitiva l’apertura di un varco sul muro comune che non crei problemi di stabilità e alterazioni del decoro né ponga le basi per l’instaurazioni di una servitù dev’essere considerata pienamente legittima.

 

Per evitare grane, cerca di avere il consenso scritto da tutti i condomini.

Ciao Kurt, Innanzitutto grazie per la risposta ovviamente. Torno a scrivere perche finalmente ho comprato casa e siamo a al dunque sul discorso del accesso pedonale. Ho provato a parlarne con l'amministratrice condominiale dicendole che ho intenzione di creare un accesso pedonale al mio giardino e di sapere cosa debba fare. Risposta immediata" non glielo consiglio perche comunque lei l appartamento l ha gia comprato cosi e quindi dovrebbe fare variazione catastale ecc ecc mentre se lei vuole la dove c e la giunzione della retina con il paletto , la apre e poi la chiude con un lucchetto e nessuno le contesta nulla.." Ora ci sono gia dei giardini con accesso pedonale via cancelletto ( basso , si parla di un altezza di 1mt da terra e io lo vorrei mettere un po piu alto) e qui entra in gioco il discorso del "deturpare il decoro dello stabile". Sul regolamento del condominio non vi è esplicito divieto di tale costruzione ma solo un divieto di carattere generico come quello del cambiare l'estetica , ma la domanda è: c e un articolo , una specifica che definisce quali siano i parametri per cui uno possa o meno cambiare l estetica? ovvio che se il muro di recinzione è giallo e io lo volgio fare viola è chiaro che io ne sto cambiando l estetica.. ma dove posso trovare queste cose secondo la vs esperienza pregressa ? Grazie mille e spero di rendere serivzio a tutti gli altri che vorranno come me trovare soluzione a tale problema.. grazie ancora

In attesa di risposte più competenti, posso dirti che solo un giudice può stabilire se si sia deturpata l'estetica del palazzo.

Quindi occorre usare un po' di buongusto e tanta intelligenza mista a pazienza. 🙂

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