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Abuso dell'assemblea-

Salve, una domando che potrebbe far infuriare i condomini poco attenti. "Esiste o può esistere un abuso o eccedere da parte dell'assemblea di approvare un determinato punto dell'odg?

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Quando una delibera assembleare è dotata della corretta maggioranza richiesta, non si concretizza un abuso o un eccesso. Magari gli effetti di quella delibera potranno esser letti da qualche componente del Condominio come un abuso o un eccesso, ma non è la stessa cosa.

 

Per effetto del calcolo probabilistico, risulta difficile credere che i convenuti - amministratore compreso - si prendano un colossale abbaglio tanto da deliberare l'illecito.

Con riserva d'indagine sul caso specifico.

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Salve, una domando che potrebbe far infuriare i condomini poco attenti. "Esiste o può esistere un abuso o eccedere da parte dell'assemblea di approvare un determinato punto dell'odg?

Si chiama "Eccesso di Potere", cioè se si fa qualcosa che va oltre le competenze dell'assemblea deliberando contrariamente alla legge o al RdC.

Ad es. deliberare di non far cessare gli abusi perpretati sulla parte comune.

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Salve, una domando che potrebbe far infuriare i condomini poco attenti. "Esiste o può esistere un abuso o eccedere da parte dell'assemblea di approvare un determinato punto dell'odg?
Se un argomento a competenza dell'assemblea è all'OdG e si delibera con il giusto quorum in assemblea regolarmente convocata e costituita non ci può essere nessun abuso, per cui sta al Presidente ed ai presenti stare attenti a non approvare mancando uno di questi requisiti.

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Più che abuso, sarebbe più corretto dire deliberare una delibera nulla.

Spesso la colpa non è dei deliberanti, che, fidandosi dell'amministratore che non li ha avvertiti sull'effettiva realtà dei fatti, approvano un argomento messo all'ordine del giorno che giuridicamente è impugnabile per nullità.

 

Ripeto un esempio pratico, già citato: spese cortile/box/passo carraio che nel I° atto di vendita sono stabilite essere a carico dei proprietari dei box, ma che l'amministratore, pur essendo stato informato del fatto, lo ignora per favorire uno di questi proprietari, e le mette a carico di tutti i condomini, secondo le loro quote millesimali generali. Gli altri condomini che non sono stati artatamente informati di quanto riportato nel I° atto di vendita, approvano tale tipo di ripartizione.

Idem per la ripartizione spese scala: sul regolamento condominiale assembleare nulla è citato per le scale, ma per l'ascensore è riportato l'obbligo della ripartizione secondo tabella. Per analogia e per legge l'amministratore dovrebbe ripartire secondo l'altezza piano (impropriamente detta tabella, ma di fatto è una ripartizione matematica) ma invece la ripartisce secondo millesimi generali, senza informare i condomini che tale ripartizione non è corretta. I condomini ritenendola invece corretta approvano, infischiandosene delle proteste dei danneggiati, ritenuti ingiustamente dei piantagrane!

 

La materia condominiale è una materia molto complessa e "rognosa", tanto che gli stessi giudici cercano di "rimpallarsi" la patata bollente tra di loro.

Infatti, da un paio di anni è reso obbligatorio per chi vuol fare l'amministratore condominiale, avere praticato un corso abilitativo e dei corsi di aggiornamento. (per me sarebbe stato più corretto avere la laurea in giurisprudenza + corso universitario abilitativo, magari senza sostenere gli esami di stato per avvocato!).

E' quindi giustamente fondata l'assoluta buonafede dei Condomini che si fidano della parola dell'amministratore: mentre prima si richiedeva, a torto, la normale diligenza, adesso non lo si può più richiedere, visto che per l'esercizio di tale lavoro, è richiesto sia un corso formativo, sia i corsi di aggiornamento.

 

Secondo il mio modesto parere di INCOMPETENTE, fra i motivi di revoca giudiziaria dovrebbe essere inserito al primo posto il "CONSENSO INFORMATO" da parte dell'amministratore su ogni singolo oggetto posto in discussione, senza nulla togliere alla libertà assembleare di deliberare come crede più opportuno.

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