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Eleuthro

Abbandono del fondo servente

Buongiorno,

 

in un condominio di vecchia data di costruzione vi è un piano piloty (porticato) che inusualmente è di proprietà privata, e ovviamente è gravato da servitù di passaggio servendo da accesso ad un portone e altre zone condominiali.

 

Si deve procedere ad un risanamento della zona (rifacimento travi e solai ammalorati) e la proprietà del porticato, dovendo sostenere spese ingenti, a loro dire superiori al valore del bene, ha inviato all'amministrazione un atto notarile di "abbandono del fondo servente, rinunciando alla proprietà a favore del fondo dominante".

 

Vorrei sapere se tutto questo è regolare e come si dovrebbe comportare il condominio, ovvero la parte di condominio che secondo questo atto notarile beneficia della servitù e che adesso si trova questo "regalo".

 

Da notare che le spese non erano soltanto per il mantenimento della servitù, ma anche necessarie alla conservazione del bene stesso.

 

Grazie a chi vorrà dare il proprio parere!!

....., ha inviato all'amministrazione un atto notarile di "abbandono del fondo servente, rinunciando alla proprietà a favore del fondo dominante".

 

Vorrei sapere se tutto questo è regolare .....che secondo questo atto notarile ......

Quindi ci troviamo di fronte ad un atto notarile di donazione a favore del condominio.

Se vi è atto di donazione regolarmente redatto e registrato è tutto regolare......a limite si dovrebbero opporre gli eredi del ex proprietario.

Ora il condominio vanta una nuova proprietà, avuta gratis, che comporta anche degli oneri.

Le norme impongono che oltre al proprietario del bene, siano interessati alle spese di manutenzione e ricostruzione anche gli aventi diritto d'uso.

 

Le quote si dovrebbero ripartire per millesimi (se esistono).

 

Nel vostro caso quindi il nudo proprietario potrebbe partecipare ai lavori in base solo alla propria quota, mentre la restante sarebbe comunque a carico degli altri condómini.

 

In base alla rinuncia del titolare del bene, la quota di partecipazione alle spese da parte del condominio non dovrebbe eccessivamente lievitare.

 

La "semplice rinuncia" ad una proprietà non presuppone che questa passi di fatto al "dominante", serve l'intervento di un professionista (anche per accertare il valore stesso del bene) e la successiva registrazione con l'ausilio del notaio, con relativo riaccatastamento.

Il postante ha parlato di 'inusualmente è di proprietà privata' e prima di

atto notarile

e poi di

questo atto notarile

 

Quindi credo che siamo di fronte ad un atto di donazione a favore del condomini, atto di donazione che conserva sulla proprietà le servitù pregresse, citate.

perché nudo proprietario.....chi sarebbe ????

 

Poi credo che quando dice "abbandono del fondo servente'' non si esprime in modo corretto.

Esiste un atto notarile di abbandono di una proprietà o di rinuncia del titolare del bene ???

Il trasferimento di un bene di proprietà o avviene per donazione o per rogito oneroso......francamente altre forme di trasferimento non ne conosco.

Esistono le rinunce ma afferiscono alle successioni.

Buongiorno,

 

in un condominio di vecchia data di costruzione vi è un piano piloty (porticato) che inusualmente è di proprietà privata, e ovviamente è gravato da servitù di passaggio servendo da accesso ad un portone e altre zone condominiali.

 

Si deve procedere ad un risanamento della zona (rifacimento travi e solai ammalorati) e la proprietà del porticato, dovendo sostenere spese ingenti, a loro dire superiori al valore del bene, ha inviato all'amministrazione un atto notarile di "abbandono del fondo servente, rinunciando alla proprietà a favore del fondo dominante".

Dici bene, inusualmente proprietà privata.

Cosa se ne fa il proprietario di un portico che non può utilizzare e dal quale non può ricavare nessun beneficio ma è costretto a pagare, anche se in piccola parte?

Ha fatto la cosa giusta:

ha semplicemente RINUNCIATO ALLA PROPRIETA' perchè non può essere fatta donazione "ad insaputa" del prediletto.

Poichè grava una servitù, ritengo che dopo aver fatto un vero e proprio atto notarile di rinuncia ed averlo registrato alla Conservatoria, il proprietario ne abbia dato comunicazione al condominio che, in mancanza di aventi causa del proprietario che accettino il "regalo", il condominio ha facoltà di acquisire il "regalo" o lasciare che la proprietà vada allo Stato che è l'unico soggetto che non può esimersi di accettare i "regali" a sua insaputa.

Leggi questo articolo:

http://www.federnotaitriveneto.it/?p=1211

Grazie per le numerose risposte.

 

Vi fornisco qualche altro dato.

 

L'attuale proprietà ha acquistato il bene recentemente (4-5 anni) con scopo di lucro (trattasi di società immobiliare), dato che oltre alla servitù l'area potrebbe essere sfruttata in vari modi a scopo di lucro, senza inficiare la servitù. E' evidente che è stato fatto un calcolo costi di ripristino e potenziale valore della zona, e si è optato per la cessione.

 

Un altro aspetto poco chiaro è quello dell'individuazione del fondo dominante, che nell'atto non viene individuato nell'intero condominio, ma solo nei proprietari di alcuni immobili che beneficiano della servitù. Anche volendo accettare, come possono questi costituirsi non avendo neanche una personalità giuridica? A chi si intesta il bene?

Ovviamente il condominio non accetterebbe una acquisizione non volendo sobbarcarsi i conseguenti costi di manutenzione (alti) e lascia la patata bollente ai soli "nominati" in questo atto che si ritrovano così un onere veramente alto e, penso, anche nell'impossibilità tecnica di accettare questa proprietà.

 

Mi spiego meglio: essendo i lavori inderogabili, e la donazione difficilmente accettabile per i motivi esposti, mi sembra che ci sia il rischio che l'attuale proprietà possa rientrare in possesso del portico a lavori ultimati! Bella fregatura!

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