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E' già partito il «business» della formazione per gli amministratori di condominio.
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E' già partito il «business» della formazione per gli amministratori di condominio.

Formazione amministratori di condominio, una rosa nel deserto.

 

Diverse associazioni di categoria e società di servizi iniziano già a pubblicizzare i loro corsi di formazione. Da una nostra piccola indagine non sono mancate alcune sorprese.

Tra le pieghe del Decreto. Sicuramente il recente "decreto formazione" (n. 140 del 13 agosto 2014), emanato è al di sotto di ogni aspettativa, ancora di più della riforma del condominio.

Tutti si aspettavano dei correttivi omogenei, concreti ed efficaci per limitare e disciplinare seriamente la grande mole di corsi di formazione già presenti sul mercato. Ma la delusione è palese.

Infatti, se da un lato il regolamento chiarisce, anche se con qualche dubbio, la durata e i contenuti dei corsi, non adotta un adeguato sistema di controlli e non contiene un pacchetto di sanzioni da applicare nei confronti dei trasgressori.

Il decreto lascia ampio spazio alla interpretazione ed alla più ampia "improvvisazione" di realizzazione dei corsi. Così come formulato, se avessero lasciato tutto come prima sarebbe stato meglio: chi non è idoneo all'aggiornamento professionale resterà sempre un incompetente anche con 10 corsi obbligatori l'anno.

=> Chi si comporta oggi come si comportava ieri, domani otterrà le stesse cose di ieri. Nell'era dell'informazione essere mediocri è solo una scelta.

Con la riforma del condominio si sarebbero potuti creare almeno 10.000 nuovi posti di lavoro facendo emergere il nero che regna soprattutto tra le casse degli amministratori interni.

Un amministratore interno che gestisce condominii da 30-50 unità immobiliari non può non avere gli stessi requisiti di un amministratore professionista.

Un conto è gestire un edificio da 10-20 unità, ma quelli da 50, 100,200 unità immobiliari? Sarebbe stato più sensato tutelare in primis gli interessi degli amministratori professionisti e dei condomini anziché preoccuparsi solo della formazione obbligatoria.

Un via vai per ottenere un bel nulla, una rosa nel deserto che lascia, anche ai docenti di scuole superiori con due pubblicazioni scientifiche, la possibilità di svolgere corsi di formazione.

Vi immaginate il professore di educazione fisica a fare corsi? L'amministratore che da anni gestisce con professionalità decine di stabili sarebbe un imbecille a questo punto, anche con 20 pubblicazioni scientifiche alle spalle. Ma vi rendete conto?

Un mercato sempre più fiorente. Puntare al business della formazione è un obiettivo che sicuramente potrebbe gratificare economicamente i formatori, a discapito delle esigenze dei corsisti, che, invece, vorrebbero corsi organizzati con la giusta professionalità e soprattutto tenuti da personale adeguatamente preparato.

Ad oggi si contano sul mercato oltre 20 associazioni di categoria, alcune delle quali vantano migliaia di associati, mentre altre sono poco più che realtà associative di stampo "familiare" che contano appena 200 iscritti; ovviamente tutte queste associazioni non si faranno sfuggire un'occasione così ghiotta.

In un contesto di crisi economica, molti vedono la professione di amministratore di condominio come una via di uscita per il loro futuro professionale, ma questa è un'occasione senza proiezione: tutto ritornerà come prima. Siatene certi.

La leva della persuasione. La nostra redazione ha monitorato circa 15 siti per analizzare le "tecniche di marketing" utilizzate per la vendita dei loro corsi. Le strategie sono molteplici e variegate. In questo breve elenco riportiamo solo le situazioni che hanno destato alcune perplessità.

- "Alta" professionalità dei formatori: non si sa chi sono perché non vengono fatti i nomi e, nella stragrande maggioranza dei casi, non è dato visionare il CV in anteprima. Su questo fronte buio totale.

- Indicazione dei luoghi in cui verranno effettuai i corsi: generalmente si indicano le sedi delle rispettive associazioni, non aggiungendo ulteriori informazioni in merito ai giorni e orari di svolgimento. Molti corsi saranno effettuati tra venerdì e sabato con l'intento di garantirsi la maggiore partecipazione possibile.

- Dettagli sui programmi: alcune associazioni hanno indicato un programma più o meno dettagliato indicando i titoli dei moduli ma non il loro contenuto.

- Contatto telefonico. Abbiamo anche telefonato ad alcune associazioni, utilizzando il loro call-center. Spesso ci siamo imbattuti in segretarie che ci hanno liquidato con la solita frase: "ulteriori informazioni verranno rilasciate al momento dell'iscrizione"(della serie prima paga e poi si vede!); altri invece ci hanno rimandato ad un responsabile del corso che si è limitato solamente ad enucleare in dettaglio il programma del corso, tralasciando alcuni particolari come l'indicazione del responsabile scientifico.

Ricordiamo che alcune associazioni a tutela dei consumatori hanno sollevato qualche dubbio in merito alle modalità con cui si stanno pubblicizzando questi corsi: "se gli enti organizzatori si rifiutassero di fornire queste informazioni prima della sottoscrizione della domanda d'iscrizione, si potrebbe segnalare questo comportamento all'Antitrust"(Aduc).

- Prezzi stracciati. Nella miriade di offerte lanciate in questi giorni abbiamo scoperto anche un corso obbligatorio di aggiornamento per amministratori di condominio che viene venduto a soli 40,00+IVA (!) La domanda sorge spontanea: ma chi sono i formatori? verranno adeguatamente pagati per la loro professionalità o per la mancanza della loro professionalità?

- Ottimizziamo i tempi. Per contenere i prezzi, alcuni troveranno degli escamotage, per esempio fare coincidere l'esame finale di formazione iniziale con gli stessi giorni in cui si effettuano i corsi di formazione periodica.

Insomma, in un mercato in cui si sta verificando una vera mattanza, ci sono ancora dei professionisti ed associazioni, che vogliono distinguersi dalla massa e continuare a rappresentare nel miglior modo possibile le loro associazioni. Condividiamo pienamente la loro mission ovvero quella di non svendere i corsi a discapito della qualità.

Consigliamo pertanto a tutti gli amministratori di non farsi prendere dal panico (la formazione periodica non è un motivo di revoca immediata ) e consigliamo anche agli amministratori non in regola di scegliere un'associazione con un'esperienza storica piuttosto che una società di formazione nata con l'unico scopo di farne un business.

Per quanto ci riguarda, visto il gran numero email giunte alla redazione, vogliamo continuare a restare indipendenti, un supporto per tutti gli amministratori, professionisti e condomini. Se oggi siamo qui, da oltre 14 anni leader nel settore, è perché abbiamo messo, e continuiamo a farlo, la passione e la determinazione nel conseguire questo risultato.

Se non fosse stato così, oggi non saremmo qui a scrivere e probabilmente Condominioweb sarebbe nelle mani di qualche multinazionale, perdendo la sua indipendenza.

Grazie a tutti i collaboratori, a chi si alza alle tre del mattino per non creare interruzioni, a chi si alza alle 6 per scrivere con passione, a chi non dorme perché ha ricevuto un commento negativo e a tutti voi che ogni giorno ci seguite.

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Andrea Palladio
Andrea Palladio domenica 22 novembre 2015 alle ore 12:45

Non credo che sia il prezzo del corso a determinarne la qualità quando questi sono corsi online. L'utilizzo di una piattaforma comune da parte di una pluralità di persone possono abbattere notevolmente i relativi costi. Il problema è poi valutare la qualità della formazione in relazione al contenuto e all'aggiornamento dello stesso (sia che si tratti di un corso online che in aula).
Probabilmente l'introduzione di un esame obbligatorio per tutti (compresi gli amministratori che già operano), gestito da una autorità di sorveglianza indipendente di diritto pubblico darebbe una maggior garanzia.
O forse sarebbe non sarebbe meglio attribuire finalmente efficienza ed efficacia al potere giudiziario, accompagnato da una puntuale e precisa regolamentazione normativa per eliminare dal mercato (ufficiale e non) tanti personaggi che non operano correttamente? Questa si che sarebbe una vera rivoluzione ma che, probabilmente nessuno vuole!

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