Condominio Web: Il portale N.1 sul condominio
120208 utenti
Registrati
chiudi
Inviaci un quesito

Ecobonus 110% e autoconsumo collettivo per i condomini

Cosa si intende per autoconsumo collettivo
Ing. Christian Canino 
  1. Vuoi usufruire dell'incentivo Ecobonus 110%?
  2. Non sai ancora a chi affidarti? Ti sembra troppo complicato?
  3. Ti servono progettisti, imprese, General Contractor?
  4. Vuoi ridurre se non azzerare la bolletta della tua abitazione privata facendo diventare il tuo condominio una comunità o gruppo di autoconsumo collettivo, installando impianti ad energie rinnovabili usufruendo dei bonus 50% e/o 110%?

Siamo la risposta giusta alle tue domande, CMGR di Ing.

Christian Canino collaborando con un pool di di esperti nel settore dell'efficientamento energetico, è in grado di mettervi in contatto con professionisti, imprese e/o General Contractor in grado di supportarvi nella progettazione e nella realizzazione delle operazioni ECOBONUS 110% fino ad anche, laddove la soluzione sia percorribile e convenevole, alla progettazione e realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica che sfruttando fonti di energia rinnovabile consentano di arrivare alla creazione di una comunità di autoconsumo collettiva condominiale di cui parleremo meglio nel seguito del presente articolo.

Il team di professionisti con cui collaboriamo, (usufruendo di diversi brevetti che prevedono soluzioni tecniche innovative in ambito di efficientamento energetico), sono in grado di garantire una progettazione attenta e mirata utile a definire sia dal punto di vista prestazionale che esecutivo la soluzione migliore nei diversi contesti.

Nel progettare e dimensionare l'isolamento dell'involucro dell'edificio oltre all'impiego di materiali tradizionali, l'attenzione dei progettisti viene rivolta all'utilizzo di materiali nanotecnologici (alte prestazioni in bassi spessori), laddove in ambito applicativo è richiesto il minor ingombro possibile del materiale isolante (esempio su balconi, logge ecc..). Ulteriori elementi di novità introdotti nell'ambito dell'efficientamento energetico dell'involucro degli edifici, in alternativa ai cappotti tradizionali di facciata, sono rappresentati da due brevetti che introducono nuove tecnologie:

  1. Termo Cappotto Captante (TCC) Antisismico con Termo pozzo (TP) di accumulo;
  2. Termofacciata o facciata Termoattiva.

Le due soluzioni innovative brevettate interfacciandosi con il comparto impiantistico dell'edificio si basano sui principi della termodinamica nel trasferimento dell'energia per contribuire a migliorare i consumi energetici dell'immobile.

Nel seguito, evitando di addentrarci troppo nell'aspetto tecnico, descriveremo per linee sommarie i principi di funzionamento delle tecnologie innovative introdotte con cui risulta possibile, previa valutazione del progettista, poter efficientare energeticamente l'involucro di un edificio.

Termo cappotto Captante è un sistema in grado di catturare in facciata l'energia termica esterna superiore a zero gradi e accumularla in un serbatoio di stoccaggio interrato a rilascio naturale (Termopozzo) per renderla fruibile a livello impiantistico da parte di una pompa di calore per la produzione di ACS (acqua calda sanitaria), del riscaldamento dell'edificio in regime invernale e il raffrescamento in regime estivo.

Inoltre per la stratigrafia di cui si compone il termo cappotto captante è in grado di assicurare i seguenti vantaggi:

  • Elevata resistenza meccanica della finitura di facciata rispetto al cappotto tradizionale (condizione particolarmente utile in caso di grandine):
  • Forte isolamento acustico;
  • Abbattimento dei costi di energia termica ed elettrica;
  • Deciso bilanciamento dello sfasamento termico tra interno ed esterno.

Termo cappotto captante antisismico con esoscheletro

Facciata Termoattiva si basa sull'attivazione delle masse perimetrali dell'edificio (muri perimetrali) che nei diversi periodi dell'anno sono in grado di cedere (regime invernale) o sottrarre (regime estivo) energia termica agli ambienti interni, questo è possibile grazie all'installazione nella stratigrafia del cappotto di facciata di un circuito tubiero senza soluzione di continuità percorso da un fluido vettore messo in circolo da apposita pompa di calore alimentata con fotovoltaico che, attraverso un sistema di sonde installate sulle facciate, in relazione alle differenze di temperatura rilevate, è in grado di traferire l'energia termica richiesta al fluido vettore per fornire il necessario apporto al riscaldamento e al raffrescamento dell'edificio attraverso l'attivazione della masse di facciata.

Tale soluzione consente di perseguire elevati standard qualitativi e prestazionali di progettazione secondo i protocolli CASACLIMA e NZEB a cui sono legati considerevoli risparmi energetici.

L'adozione delle soluzioni tecniche innovative in precedenza descritte in sostituzione al cappotto tradizionale sarà soggetta a valutazione da parte del progettista in relazione alle caratteristiche morfologiche dell'immobile oggetto di intervento.

Autoconsumo collettivo

Come menzionato all'inizio del presente articolo, parliamo ora di comunità energetica di autoconsumo collettivo cercando di capire di cosa si tratta e del perché a differenza di quanto era concesso in passato ora assume un ruolo fondamentale per l'utilizzatore finale.

Viene definita con il termine comunità energetica di autoconsumo collettivo un insieme di autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente

Un po' di storia

A Dicembre 2018, con la Direttiva RED II, "Renewable Energy Directive 2018/2001", l'Unione Europea impone agli stati membri di agevolare gli "«Autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente» e le «REC», le Renewable Energy Community.

Poi, a Giugno 2019, con la Direttiva EMD II, "Directive on common rules for the internal market for electricity 2019/944", l'Unione Europea fa un ulteriore passo avanti introducendo i «CEC» , ovvero le Citizen Energy Community: associazioni di cittadini, amministrazioni comunali o piccole imprese hanno il diritto di possedere e gestire reti di distribuzione.

La Direttiva RED II viene finalmente recepita con l'art. 42bis del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162 (coordinato con la legge di conversione 28 febbraio 2020, n. 8), che introduce in Italia i gruppi di autoconsumo collettivo e le Comunità energetiche, fino ad oggi di fatto vietate.

Ad Aprile 2020 la DCO ARERA 112/2020/R/EEL definisce i meccanismi di regolazione delle partite economiche legate ad autoconsumo collettivo e REC.

Il 15 settembre, il MISE ha dato il via alla sperimentazione delle configurazioni di autoconsumo collettivo e delle comunità energetiche, introducendo interessanti incentivi.

Le comunità energetiche nei condomini rappresentano un esempio pratico di autoconsumo collettivo applicato ai singoli edifici. In tale sistema chi fa parte della comunità energetica può autoconsumare per la propria abitazione l'energia prodotta dall'impianto condominiale che sfrutta fonti di energie rinnovabili riducendo drasticamente i costi della propria bolletta privata, il tutto nell'ottica di favorire la cosiddetta TRANSAZIONE ENERGETICA per abbandonare progressivamente in un prossimo futuro le fonti di energia fossili poiché parecchio inquinanti.

Le Comunità energetiche sono un soggetto giuridico caratterizzato da

  • Partecipazione aperta e volontaria, autonomo e controllato da azionisti o membri nelle vicinanze degli impianti detenuti dalla comunità stessa
  • Gli azionisti o membri sono persone fisiche, PMI, enti territoriali o autorità locali, a condizione che per le imprese private, la partecipazione alla comunità non sia l'attività principale
  • Obiettivo principale è fornire beneficio ambientale, economico o sociale a livello di comunità
  • Gli impianti produttivi devono essere sotto la stessa cabina MT/BT, con potenza complessiva non superiore a 200kW, ed entrati in attività dopo il 1° marzo 2020.

I Gruppi di autoconsumo collettivo hanno caratteristiche molto simili

  • Rispettano tutti i vincoli presenti per le comunità energetiche
  • Gli autoconsumatori si devono trovare nello stesso edificio o condominio
  • Il gruppo deve essere composto da almeno due autoconsumatori di energia rinnovabile

Con il decreto Milleproroghe sono state individuate due tipologie di configurazioni: una per l'autoconsumo collettivo che include condomini e centri commerciali e un'altra relativa alle Energy Communities (via di una grande città, quartiere di un paese).

L'insieme delle Direttive Europee ha previsto 4 modelli diversi di autoconsumo collettivo. Quello che riguarda i condomìni è disciplinato dall'art. 21 della RED II, che si riferisce all'insieme dei consumatori ubicati nell'edificio in cui sono presenti uno o più impianti alimentati ad energia rinnovabile. Questa categoria è interessante in termini di potenzialità.

Il sistema di autoconsumo si inserisce in un contesto in cui è già presente una comunità sociale e un amministratore di condominio utile a gestire i rapporti tra membri autoconsumatori e chi amministra l'impianto (ad esempio soggetti terzi come ESCO).

Cosa si intende per autoconsumo collettivo

L'autoconsumo collettivo consente alle utenze di un condominio di produrre, utilizzare, immagazzinare e vendere l'energia prodotta da un impianto fotovoltaico comune e/o all'occorrenza integrato ad altri impianti capaci di produrre energia elettrica da fonti di energia rinnovabili.

Con la delibera n.318/2020/R/eel dell'ARERA viene ammesso l'autoconsumo collettivo nello stesso edificio o condominio, incluse villette a schiera e supercondomini.

Cosa si intende per autoconsumatore

La Direttiva UE 2018/2001 definisce "autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente": un gruppo di almeno due autoconsumatori che si trovano nello stesso edificio o condominio e che intendano produrre energia elettrica rinnovabile per il proprio consumo e accumulare o vendere energia elettrica rinnovabile autoprodotta "purché, per un autoconsumatore di energia rinnovabile diverso dai nuclei familiari, tali attività non costituiscano l'attività commerciale o professionale principale".

Come si costruisce una comunità di autoconsumo

CMGR di Ing. Christian Canino, collaborando con diversi operatori e professionisti che operano nel campo dell'efficientamento energetico all'interno delle operazioni ECOBONUS 110%, ha la possibilità di mettervi in contatto con un team di professionisti in grado di supportarvi nella progettazione e nella realizzazione degli impianti di produzione al fine di arrivare alla creazione di una comunità di autoconsumo condominiale.

Di seguito riportiamo i passaggi per la creazione di una comunità di autoconsumo condominiale:

  • identificazione dei soggetti interessati nello stesso edificio (questo presuppone dunque che potrebbero esserci dei soggetti che non siano interessati)
  • nomina di un referente (amministratore del condominio o un soggetto terzo);

Per la creazione di un impianto condiviso saranno necessari:

  1. moduli fotovoltaici;
  2. inverter;
  3. batterie di accumulo;
  4. contatore fiscale di produzione (E-dist);
  5. sub-contatori per tutte le utenze con una funzione di somma dei consumi istantanei;

All'occorrenza nell'ottica di poter usufruire di altre fonti di energie rinnovabili oltre quella solare, laddove sia percorribile e dove il sottosuolo lo consenta è possibile integrare la produzione di corrente elettrica ricorrendo alla Geotermia.

Come è strutturata la rete?

Per comprendere come viene erogato l'incentivo dobbiamo analizzare come funziona una rete in cui c'è condivisione di energia tra gli utenti. La legislazione utilizza un modello di rete "virtuale" che connette le utenze tramite la rete pubblica.

Il Decreto MISE stabilisce che l'importo incentivante dipende strettamente dall'energia condivisa tra gli utenti che compongono questa configurazione

Come è definita l'energia condivisa?

L'energia condivisa per l'autoconsumo è definita, in ogni ora, come il minimo tra la somma dell'energia elettrica effettivamente immessa e la somma dell'energia elettrica prelevata dalla rete. Possiamo notare dallo schema come tutta l'energia prodotta venga riversata nella rete pubblica prima di essere prelevata dagli utenti. (modello "virtuale")

STRUTTURA DI UN GRUPPO DI AUTOCONSUMO COLLETTIVO (es: condominio).

Ogni utenza possiede un proprio contatore: se sommiamo l'energia prelevata rilevata da ciascun contatore otteniamo l'energia totale prelevata dalla comunità o del gruppo di autoconsumo collettivo. Un altro contatore si occupa di calcolare quale sia l'energia immessa.

Incentivi per l'energia condivisa (Energia non autoconsumata)

Con il DL Rilancio è stato stabilito che, nel caso di autoconsumo collettivo o comunità rinnovabile, l'esercizio di impianti fino a 200 kWp non costituisce "attività commerciale abituale".

Ciò vuol dire che per gestire i proventi degli incentivi all'impianto rinnovabile, non si dovrà aprire una partita IVA e avviare una gestione fiscale ad hoc.

La modalità di ricevimento degli incentivi è in questo momento oggetto di modifica in Parlamento. Inizialmente si pensava a un incentivo attribuito a fine anno in un'unica soluzione al referente il quale avrebbe poi avuto il compito di suddividerlo tra i partecipanti.

In Parlamento si sta attualmente discutendo sulla possibilità di riconoscere ai partecipanti dell'autoconsumo collettivo uno sconto direttamente in bolletta.

Il MISE ha annunciato che per le configurazioni di autoconsumo collettivo ci saranno i seguenti incentivi:

- 100 € per MWh autoprodotto e immediatamente consumato (tariffa fissa per 20 anni) a cui si aggiungono circa 9 €/MWh che riguardano la restituzione dei costi di sistema derivanti dalla condivisione, individuati da ARERA

- 40-50 €/MWh su tutta l'energia immessa.

Riportiamo di seguito un esempio pratico:

Ipotizziamo che l'impianto produca 24.00 kWh all'anno e che il consumo delle 20 famiglie sia 40.000 kWh/ all'anno. Ipotizziamo che l'autoconsumo istantaneo delle parti comuni sia 9.500 kWh/anno e che l'energia immessa in rete sia 14.500.

L'energia incentivata dal GSE sarà quella "condivisa" ovvero quella prodotta dall'impianto fotovoltaico, immessa nella rete pubblica e prelevata dalla rete da parte dei partecipanti all'autoconsumo collettivo contestualmente a quando viene prodotta, "al netto della sola energia elettrica prelevata" per la quale "non sono applicate le componenti tariffarie di trasmissione e distribuzione", come recita il decreto.

Avremo quindi i seguenti benefici:

- Valore esenzione ARERA 0,01 €/kWh: 14.575 x 0,01 = 146 euro
- Valore incentivo GSE 0,10 €/kWh: 14.575 x 0,10 = 1.458 euro
- Valore energia immessa in rete 0,05 €/kWh: 14.500 x 0,05 = 725 euro

Il ricavo annuo sarà di 4.323 € (come da indicazione della tabella)

ATTENZIONE!!!

La simulazione descritta nella tabella sopra riportata è stata impostata considerando l'installazione di un impianto fotovoltaico con incentivazione del 50%, va considerato però che per impianti fino a 20 KWp se inseriti nel contesto dell'operazione ECOBONUS 110% per la riqualificazione energetica del Condominio l'installazione dell'impianto fotovoltaico può usufruire dell'incentivazione al 110% rappresentando un costo nullo per l'utilizzatore finale.

Cumulabilità con il Superbonus 110%

L'incentivo riconosciuto per l'autoconsumo è cumulabile, nei limiti di legge, con le agevolazioni del Superbonus 110%. La realizzazione di impianti fotovoltaici per i condomini può beneficiare del bonus 110% per i primi 20 Kw mentre per quelli in eccesso (ricordiamo che il limite sono impianti di 200 kW), si applica la detrazione del 50%.

Cosa possiamo fare per il tuo condominio

Contattaci per maggiori informazioni:

335-8263744
e-mail:
CMGR@ingcanino.it

Ti metteremo in contatto con un Team di esperti per l'avvio delle operazioni ECOBONUS 110% con supporto garantito sin dalla fase di progettazione o, se si è già in possesso di un progetto, dalla fase di realizzazione e avvio.

Definito ciò di cui hai bisogno, attraverso la ns consulenza gratuita, verrai indirizzato verso professionisti e/o società che operano nel campo dell'efficientamento energetico in grado di supportarti ad ogni livello.

Valutate le offerte economiche che ti verranno proposte per fornirti il necessario supporto in fase di progettazione e realizzazione delle opere, nel caso di accettazione, approfittando delle incentivazioni del 50% o del 110%, attraverso la progettazione degli interventi necessari per efficientare energeticamente l'immobile si valuterà, se percorribile, l'opportunità di rendere il tuo condominio una comunità di autoconsumo collettivo per l'energia elettrica al fine di consentire all'utilizzatore finale del servizio (autoconsumatore à Sig.

Condomino), di ridurre i costi della propria bolletta di casa per l'energia elettrica e all'occorrenza anche per il gas, sfruttando l'energia prodotta da impianti condominiali che utilizzano fonti di energie rinnovabili.

L'iter burocratico da seguire e l'espletamento delle necessarie pratiche utili conferire al tuo condominio e i suoi partecipanti la configurazione di gruppo di autoconsumo collettivo, verranno gestite interamente da società preposte che si occuperanno della progettazione e realizzazione tutto quanto necessario sfruttando le incentivazioni per legge concesse.

https://www.condominioweb.com/partner/cmgr/landing/

Cerca: ecobonus collettivo autoconsumo

Commenta la notizia, interagisci...
Annulla

  1. in evidenza

Dello stesso argomento