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E se un condomino sputa e getta altri liquidi ripugnanti nel balcone del condomino che abita di sotto? Quali sono le conseguenze?

Sputare dalla finestra, oltre ad essere un gravo atto di disprezzo nei confronti dei condomini sottostanti, può integrare gli estremi di un reato
Dott. Giuseppe Bordolli Giuseppe Bordolli Responsabile scientifico Condominioweb 

Buttare cose dal balcone sul piano di sotto, quando l'acqua, le sigarette, la terra e persino le cartacce possono raggiungere delle persone, costituisce non solo un comportamento maleducato ma un vero e proprio reato (anche se queste non vengono materialmente sfiorate).

La questione è stata affrontata dalla Cassazione penale nella sentenza n. 30573 del 12 luglio 2019.

Condomino che sputa nel balcone sottostante e conseguenze a carico del colpevole: la vicenda

Una coppia di coniugi, proprietari di un appartamento con terrazza a livello facente parte di un condominio, entrava in conflitto con un'altra coppia coniugi che abitavano nell'appartamento sottostante, accusati di accedere abusivamente nel predetto terrazzo.

Gli abitanti dell'appartamento soprastante, per ritorsione, molestavano ripetutamente i condomini sottostanti, rivolgendo loro frasi ingiuriose, provocando forti rumori durante la notte, imbrattando con urina versata dal piano superiore gli indumenti stesi ad asciugare e sputando dalla terrazza nel balcone delle persone offese.

Tali comportamenti rientravano nella fattispecie dell'art. 674 c.p. (Getto pericoloso di cose), trattandosi di getto pericoloso di cose atte ad imbrattare un luogo privato di altrui uso.

Di conseguenza il Tribunale, a cui le vittime si erano rivolte, condannavano i condomini dell'appartamento soprastante a pagare un'ammenda ciascuno per il reato di cui all'art. 674 c.p., nonché al risarcimento dei danni.

I condannati si rivolgevano alla Cassazione osservando che i loro comportamenti dovevano essere inquadrati nell'ambito del reato previsto dall'articolo 639 c.p. (Deturpamento e imbrattamento di cose altrui) secondo cui chiunque deturpa o imbratta cose mobili altrui è punito, a querela della persona offesa con la multa fino a euro 103.

Inoltre contestavano l'attendibilità delle vittime e il mancato riconoscimento della speciale causa di non punibilità rappresentata dalla particolare tenuità del fatto; in ogni caso criticavano la risarcibilità del danno in quanto i condomini sottostanti non avevano subito nessuna conseguenza nell'espletamento delle proprie ordinarie e quotidiane occupazioni, né avevano provato l'insorgere di disturbi psicofisici o sofferenze morali.

Il reato di getto pericoloso di cose: la decisione

Nel confermare la decisione del Tribunale, la Suprema Corte, ha osservato come le condotte degli imputati rientrino nella fattispecie dell'art. 674 c.p., trattandosi di condotte capaci di danneggiare non solo oggetti ma anche persone che dal getto di cose vengono imbrattate, offese, molestate e turbate nella loro tranquillità; secondo i giudici supremi invece si deve escludere che tali comportamenti si inseriscano nell'ambito dell'art. 639 c.p., configurabile quando l'offesa, l'imbrattamento o la molestia abbiano ad oggetto esclusivamente cose.

Lancia, per puro dispetto, oggetti sul balcone della famiglia che vive al piano di sotto.

Inoltre la Cassazione non ha ritenuto condivisibile le contestazioni relative all'attendibilità delle vittime che è stata valutata tenendo conto della linearità, coerenza e convergenza delle affermazioni dei condomini danneggiati, non contraddette da prove di segno contrario.

Infine, i giudici supremi, considerando la durata delle condotte illecite, hanno ritenuto legittima la condanna al risarcimento dei condomini molestatori.

Riflessioni conclusive

L'art. 674 c.p. (Getto pericoloso di cose), punisce il fatto di colui che getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte ad offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti (il reato è punito con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda fino a euro 206).

Il getto pericoloso costituisce reato di pericolo richiedente l'attitudine a procurare effetti dannosi.

Non è necessario, quindi, che si realizzi un effettivo danno, essendo sufficiente l'idoneità della cosa gettata o versata o dell'emissione di gas, fumo o vapori, ad offendere, imbrattare o molestare persone (tale situazione deve ritenersi del tutto sussistente nel caso di specie in considerazione del fatto che il getto dei "liquidi" ha interessato un luogo abitualmente frequentato dalle persone che abitavano l'appartamento).

In ogni caso l'elemento che non può mancare ai fini della sussistenza del reato è legato alla concretezza dell'offesa o della molestia alle persone, nel cui concetto vanno ricomprese tutte quelle situazioni di fastidio, disagio, disturbo, che incidono sulla tranquillità del modo di vivere quotidiano e che producono un impatto negativo, anche psichico, sull'esercizio delle normali attività di lavoro e di relazione.

Sentenza
Scarica Cass. pen. 12 luglio 2019 n. 30573

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