Condominio Web: Il portale N.1 sul condominio
114270 utenti
Registrati
chiudi
Inviaci un quesito

E se sbaglio e utilizzo un IBAN che non è quello del conto corrente condominiale cosa succede? La banca è responsabile dell'errore? Cosa posso pretendere dall'istituto bancario?

Le risposte in un recente parere del Collegio di coordinamento dell'ABF (Arbitro Bancario Finanziario)
Dott. Giuseppe Bordolli Giuseppe Bordolli Responsabile scientifico Condominioweb 

Secondo un principio affermatosi prima della c.d. Riforma del Condominio, l'amministratore di condominio, pur in assenza di specifiche norme che ne facciano obbligo, è tenuto a far affluire i versamenti delle quote condominiali su un apposito e separato conto corrente intestato a ciascun condominio da lui amministrato, onde evitare che possa sorgere confusione tra il suo patrimonio personale e quelli dei diversi condominii, nonché tra questi ultimi (Trib. Torino, 03/05/2000).

Dopo la Legge n. 220/2012, il novellato art. 1129, comma 7, c.c., dispone che l'amministratore deve far transitare le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o da terzi, nonché quelle a qualsiasi titolo erogate per conto del condominio, su uno specifico conto corrente, postale o bancario, intestato al condominio.

È possibile che il condomino nell'effettuare il pagamento di una quota condominiale sul conto corrente condominiale commetta un errore. Soprattutto in epoca covid, è consigliabile e veloce procedere al pagamento ricorrendo all'home banking.

Mettiamo il caso che il condomino utilizzando il proprio smartphone commetta un errore nel digitare l'IBAN.

In altre parole dopo l'operazione compiuta frettolosamente il condomino si accorge che l'identificativo unico indicato nell'ordine del bonifico non corrisponde al conto corrente bancario del condominio ma a quello di un altro cliente della banca.

La banca è responsabile dell'errore?

Se l'identificativo unico fornito dall'utente non corrisponde al destinatario del bonifico, la banca non è responsabile dell'esecuzione inesatta dell'operazione (Collegio di coordinamento, decisione ABF n. 162 del 12 gennaio 2017).

Il Tribunale di Milano ha infatti stabilito che, nelle ipotesi di errore commesso dal soggetto ordinante nell'indicare l'identificativo unico del destinatario del bonifico (ossia nelle ipotesi in cui il codice IBAN indicato corrisponde a soggetto diverso dal beneficiario), l'unica obbligazione gravante sugli istituti di credito si riduce all'esecuzione del bonifico in conformità con l'identificativo unico fornito dal pagatore, anche nel caso in cui questi avesse fornito alla propria banca ulteriori informazioni, quali, ad esempio la denominazione del beneficiario stesso.

La scelta di circoscrivere l'obbligazione esigibile e doverosa dell'intermediario alla esecuzione del bonifico in conformità al codice IBAN errato, senza pretendere ulteriori verifiche, risponde alla ratio di assicurare celerità e uniformità nei tempi di esecuzione dei servizi di pagamento, riducendo allo stesso tempo i costi delle transazioni monetarie immediate (Trib. Milano 21 dicembre 2018 n.12952).

Quindi: l'istituto di credito è esente da qualsiasi responsabilità se effettua il trasferimento del denaro sul conto corrispondente all'IBAN indicato dal condomino; non è invece tenuto a procedere ad alcun tipo di controllo ulteriore.

Conto corrente condominiale: il denaro perde la riferibilità ai singoli condomini ed è pignorabile

Cosa posso pretendere dall'Istituto bancario?

In tale situazione è naturale che il condomino chieda alla banca, in quanto prestatore dei servizi di pagamento del soggetto che erroneamente ha ricevuto le somme di collaborare, di fargli sapere ogni informazione utile, ciò anche al fine di prendere ogni iniziativa utile.

La banca può rifiutarsi di comunicarmi i dati richiesti, sostenendo che in mancanza di specifica autorizzazione da parte del correntista che ha ricevuto per errore le somme, la divulgazione dei dati di quest'ultimo è vietata dalla legge?

Come prevede la normativa in materia, quando a causa dell'erroneità dell'IBAN l'ordine di bonifico sia stato eseguito a vantaggio di un terzo non legittimato a riceverlo, il pagatore ha il diritto di conoscere dalla banca i dati anagrafici o societari del soggetto erroneamente pagato.

Le Disposizioni di trasparenza della Banca d'Italia (sez. VI, § 6) hanno previsto che: "Per ogni operazione di pagamento eseguita, rientrante o meno in un contratto-quadro, l'intermediario (la banca) consegna tempestivamente al pagatore e al beneficiario una ricevuta contenente rispettivamente le seguenti informazioni: a) per il pagatore, un riferimento che gli consenta di individuare ogni operazione di pagamento e, se del caso, le informazioni relative al beneficiario".

Inoltre, il 2° comma dell'art. 24 del decreto legislativo n. 11 del 2010 prevede che prestatore di servizi di pagamento del beneficiario è tenuto a collaborare, anche comunicando al prestatore di servizi di pagamento del pagatore ogni informazione utile.

Del resto si deve sempre ricordare che, pur mancando il consenso dell'interessato, il trattamento di dati personali è generalmente lecito quando è necessario per il perseguimento del legittimo interesse del titolare del trattamento o di terzi.

Quindi la banca non può invocare la disciplina del trattamento dei dati personali al fine di giustificare il suo rifiuto di comunicare al condomino i dati anagrafici o societari del proprio correntista che ha ricevuto la quota condominiale per errore.

Sentenza
Scarica ABF collegio coordinamento decisione 3 maggio 2022 n. 6886

Commenta la notizia, interagisci...
Annulla

  1. in evidenza

Dello stesso argomento