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È possibile coibentare un edificio senza aumentare lo spessore delle pareti?

L'isolamento termico può essere ottenuto anche con soluzioni diverse dal cappotto
Ing. Cristian Angeli Ing. Cristian Angeli 

La maggior parte degli edifici nei quali viviamo sono realizzati con struttura in cemento armato "a telaio". Era, ed è tuttora, la tecnologia costruttiva più diffusa perché economica e veloce, seppur viziata da problematiche di cui solo da un po' si sta assumendo coscienza.

Lo scheletro portante, costituito dalle travi e dai pilastri, oggi viene chiuso con speciali blocchi di laterizio "porizzato" mentre una volta, particolarmente tra gli anni '60 e gli anni '80, veniva "tamponato" con due paretine di mattoni "forati", una esterna e una interna, tra le quali veniva lasciata una sottile camera d'aria con funzione isolante.

I muri così realizzati venivano chiamati "a cassetta" (o "a cassa vuota").

Isolare l'intercapedine senza aumentare lo spessore della parete

Negli edifici con muri "a cassetta", nel caso in cui non possa essere aumentato lo spessore applicando l'isolamento esterno a cappotto, ad esempio per vincoli imposti dalla Soprintendenza, per la presenza di strade o, semplicemente, perché un condòmino non vuole rinunciare a qualche centimetro di balcone, in alternativa al cappotto può essere effettuato l'isolamento mediante "insufflaggio".

Si tratta di una tecnica che prevede l'inserimento in pressione di materiale isolante all'interno dell'intercapedine muraria, tramite fori praticati dall'esterno, distanziati di circa 1 metro in verticale e a file di circa 50 cm in senso orizzontale.

Generalmente come materiali isolanti vengono utilizzati i seguenti:

  • fibra di cellulosa
  • lana di roccia
  • lana di vetro
  • sughero granulare
  • vermiculite granulare
  • polistirene espanso in perle.

Attenzione allo spessore del cappotto termico: pericolo sconfinamento

La procedura di esecuzione

La procedura di esecuzione prevede le seguenti attività:

  • Verifica iniziale termoigrometrica delle pareti e dell'intero edificio, al fine di verificare la più opportuna tipologia di isolante da iniettare, in funzione anche degli spessori e della stratigrafia della parete esistente
  • Ispezione dell'intercapedine mediante endoscopi per verificare lo stato del paramento esterno e del paramento interno e accertare che non vi siano crepe significative, infiltrazioni, umidità di risalita o possibili ostruzioni
  • Verifica che eventuali discontinuità presenti nelle pareti (infissi, cassonetti delle tapparelle, fori di ventilazione, ecc) siano sigillati, affinché non vi siano fuori uscite del materiale insufflato, in caso contrario occorre procedere alla preventiva sigillatura delle stesse
  • Esecuzione dei fori nella parete, dall'esterno o dall'interno, secondo specifici schemi operativi predisposti da ciascun fornitore della tecnologia
  • Insufflaggio dell'isolante procedendo per file, dal basso verso l'alto
  • Chiusura dei fori con malta e tinteggiatura.

Gli interventi di insufflaggio, seppur vantaggiosi nei casi in cui non possa essere applicato il cappotto, sono abbastanza complessi da realizzare, poiché la presenza di elementi strutturali, di tubazioni, canne fumarie, cavedi, possono complicare o, in alcuni casi, inficiare il risultato dell'operazione.

Inoltre non è sempre facile ottenere una coibentazione omogenea, poiché è inevitabile che il riempimento isolante presenti delle discontinuità.

Per questo può essere consigliato associare all'insufflaggio altre opere secondarie di isolamento, come ad esempio l'impiego di intonaci isolanti o di cappotti termici sottili.

I costi

Per valutare i costi dei materiali e delle lavorazioni edili, soprattutto in ambito di recupero di edifici esistenti, è sempre opportuno fare riferimenti ai prezziari ufficiali, editi dalle Regioni e dalle Camere di Commercio.

Il costo medio di un intervento di isolamento termico in intercapedine e realizzato, ad esempio, mediante insufflaggio di sughero naturale, per uno spessore dell'intercapedine di 10cm, è dell'ordine dei 60-70euro/mq, compresi gli oneri per la realizzazione e la chiusura dei fori.

A tale costo occorre aggiungere quello inerente all'eventuale applicazione degli isolanti integrativi.

Le detrazioni fiscali applicabili

Qualora l'intervento di isolamento mediante insufflaggio, abbinato o no ad altre opere di coibentazione e impiantistiche porti alla riduzione della classe energetica dell'edificio e qualora vengano rispettati i "requisiti minimi" previsti dai decreti di attuazione del DM34/2020, si potrà fruire del Superbonus 110%.

Negli altri casi il condominio potrà fruire delle detrazioni fiscali al 65% per Ecobonus ordinario, anch'esse cedibili a istituti bancari o scontabili dall'impresa esecutrice.

A lavoro terminato, per verificare l'esito delle operazioni di isolamento dell'intercapedine, è opportuno prevedere l'esecuzione di una termografia svolta da un tecnico specializzato.

Analizzato ancora una volta il problema del restringimento del balcone

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Eugenio
Eugenio 29-03-2022 21:52:24

L'insufflaggio è certamente un'ottima soluzione per ridurre lo spessore della coibentazione su parete esterna, ma tuttavia non è mai sufficiente per raggiungere i requisiti energetici, dato che rimangono irrisolti i ponti termici attorno ai serramenti e in corrispondenza di travi e pilastri. Come correttamente indicato, bisogna giocoforza prevedere una coibentazione esterna. Va bene materiali isolanti particolarmente prestanti (resina fenolica, aerogel, volendo anche i VIP), ma perché tirare in ballo gli intonaci isolanti, che certamente non hanno quasi alcuna influenza sulla trasmittanza dell'intera parete? Peggio ancora le cosiddette "nanotecnologie" che sono state più volte screditate e definite prodotti-truffa?

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