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Conviene diventare amministratori di condominio?

Diventare amministratore di condominio, conviene ancora?
Avv. Alessandro Gallucci Avv. Alessandro Gallucci 

Conviene diventare amministratori di condominio? E' la domanda che campeggia spesso nel nostro forum, ma è anche l'affermazione spesso usata da chi deve invogliare a seguire un corso di formazione iniziale.

Noi non vogliamo incentivare o disincentivare l'accesso a questa professione, allora non daremo risposta a questa domanda ma forniremo degli spunti di riflessione per provare a dare una mano per a capire l'attuale situazione e quindi a scegliere consapevolmente.

Partiamo dal dato numerico: quanti sono gli amministratori condominiali in Italia? Impossibile dirlo con certezza assoluta.

Di certo abbiamo solo dei dati elaborati nel 2006 da Anaci e Censis. In uno studio delle due associazioni si legge che in Italia ci sono:

• 41.000 professionisti per complessivi 328.000 condomìni amministrati (modello 770);

• di questi almeno 5.000 amministrano un solo condominio [...]" (2° rapporto Censis-Anaci, marzo 2006).

Tra questi, si suppone, vadano annoverati anche i professionisti di altri settori, quali geometri, ingegneri, avvocati, commercialisti, ecc. che spesso affiancano le due attività.

Ai così detti professionisti vanno aggiunti:

a) i così detti amministratori interni, ossia coloro che amministrano il condominio nel quale abitano o comunque nel quale sono proprietari di un'unità immobiliare;

b) i così detti amministratori dopo-lavoristi, ossia coloro che gestiscono compagini affiancando quest'attività ad un'altra principale di tipo subordinato.

Fornire un numero preciso è impossibile anche perché quella di amministratore condominiale non è una professione regolamentata e quindi non esistono ordini e/o collegi di riferimento.

Chi “spara” numeri lo fa, consapevolmente, senza poter dire che sono numeri certi.

Insomma non avere dati certi non aiuta a comprendere verso che cosa ci si sta indirizzando. Si sa, ad esempio, chi in Italia c'è un numero molto alto di avvocati: ciò fa sì che chi decide d'intraprendere quel percorso professionale sa già in partenza che incontrerà sicuramente delle difficoltà.

La concorrenza, almeno a sentire gli operatori del settore, è agguerritissima e spesso sleale. Ciò sembrerebbe far propendere per la presenza sul mercato di un numero notevole di concorrenti. Molto dicono che una buona maggioranza sono avventurieri del settore. Quando si è troppi, diceva qualcuno, “i troppi” sono sempre gli altri. Vale anche per gli scorretti ed i disonesti. Riteniamo che queste chiacchiere da bar lascino il tempo che trovano. Bisogna essere corretti perché esserlo vuol dire rispettare le regole di quel settore.

Regole legislative che sono scritte e quelle deontologiche che non esistono e comunque non sono uguali per tutti in assenza di codici condivisi da tutti gli operatore del settore.

In questo contesto dal 18 giugno 2013 è bene ricordare chi intende esercitare l'attività di amministratore condominiale deve seguire un corso di formazione iniziale e poi quelli annuali di aggiornamento, obbligo quest'ultimo che riguarda già chi esercitava. Da queste incombenze vanno esenti solamente gli amministratori interni.

La formazione è importante nella misura in cui porta accrescimento delle competenze e mantenimento di idonei standard di preparazione. Non quando serve per far guadagnare chi vende il corso. È bene selezionare l'ente formatore sulla base della qualità del percorso formativo offerto e dei formatori che vi collaborano.

Capitolo compensi: non esistono tariffe di riferimento è chi ha cercato d'introdurle, nel corso degli anni, è stato bacchettato dall'antitrust.

C'è chi porta esempi di facili guadagni: ci sentiamo di poter dire che è meglio non dar retta. Come per ogni professione, anche per quella di amministratore il guadagno è frutto dell'impegno e del sacrificio e come per molti altri “mestieri” la soddisfazione economica spesso appare inferiore alla mole di lavoro svolto.

Acquisire un condominio, poi, non è cosa semplice: come ogni rapporto che va ad instaurarsi la fiducia è fondamentale. E questa la si acquisisce man mano che s'inizia ad operare sul mercato.

Quindi? Essere amministratore di condominio è una panacea o un inferno? Né l'uno, né l'altro, ma le conclusioni le deve trarre chi deve decidere se approcciarsi a questa professione.

Le associazioni degli amministratori non possono imporre un tariffario minimo!

=> Formazione amministratori di condominio, una rosa nel deserto.

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Ferdinando
Ferdinando 15-09-2015 22:46:15

Articolo molto chiaro, la mia esperienza mi ha fatto capire, che i migliori amministratori sono quelli interni, c'è più possibilità di dialogo, forse meno professionali, ma con una possibilità di controllo più chiara.

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Giuseppe
Giuseppe 15-09-2015 22:46:15

Bravo. Proprio perché interni, approfittando del buon rapporto di vicinato sonno meno chiari e tendono a risolvere le questioni in"famiglia"
Guai per colui che chiede il rispetto delle leggi che regolano il condominio. Si è reso responsabile di lesa maestà

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Lorenzo Grillo
Lorenzo Grillo 25-08-2015 16:14:19

Senza i numeri (n. professionisti, costo corsi, tariffa mensile di amministrazione) l'articolo risulta inutile e non da risposta alla domanda che lo intitola. Per i gestori del portale n. 1 del condominio non dovrebbe essere difficile individuare le principali associazioni di amministratori e, dunque, un numero di professionisti che presumibilmente opera sul mercato specifico; il costo dei corsi arriva fino ad € 1.000 oltre iva una tantum e la tariffa professionale fino ad € 15 oltre iva mensile per condomino. Si tratta di dati facilmente desumibili dai siti delle associazioni professionali che gestiscono e propongono i corsi di formazione professionale. Quanto alle tariffe, ognuno di noi, nella potenziale qualità di condomino, ha facile contezza delle cifre. Avv. Gallucci attendiamo gli articoli cui ci ha finora abituati: più pregnanti, espliciti, dettagliati e, dunque, utili. Ad majora!

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Luigi
Luigi 05-11-2015 18:54:10

quanti sono gli amministratori in italia? semplice e facile la risposta: l'agenzia delle entrte può tranquillamente comunicare quanti quadri ac sono stati compilati con le dichiarazioni dei redditi: unico e 730.
qui ci sono tutti, quelli che auto-amministrano -non sempre affidabili, infatti mi è capitato di "ereditare" un condominio e non vi dico i casini che c'erano....., ma i condomini andava bene così perché spendevano relativamente poco ecc.ecc...... poi le sanzioni quando arrivano?!?!?!?!- e ci sono anche quelli che lo fanno di professione -esclusiva-, o in aggiunta ad una prima professione.
consulente del lavoro-amministratore.

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