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Denuncia nuova opera e danno temuto
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Denuncia nuova opera e danno temuto

Le opere altrui nuove o preesistenti e azione di denunzia di danno temuto

 

Denuncia nuova opera e danno temuto

Nei procedimenti di nunciazione, sia per denuncia di nuova opera ex art. 1171 c.c., sia per denuncia di danno temuto ex art. 1172 c.c., possono individuarsi due distinte fasi.

La prima ha natura cautelare, essendo rivolta all'adozione di qualsiasi determinazione provvisoria che sia necessaria ai fini di una tutela interinale del diritto o del possesso fatto valere, a fronte di un pericolo di sua lesione per causa di opere altrui nuove o preesistenti; ad essa segue una seconda e distinta fase di merito, destinata in primo luogo al completamento dell'indagine sul fondamento della tutela, possessoria o petitoria, domandata dal ricorrente, quindi alla definitiva decisione sull'effettiva titolarità della situazione soggettiva azionata e sulla meritevolezza della tutela invocata.

Entrambe le fasi descritte costituiscono parte integrante di un unico grado del medesimo giudizio, nel quale, quindi, sono elargite due diverse forme di tutela, la prima delle quali ha natura cautelare rispetto alla situazione di fatto o di diritto fatta valere, essendo preordinata alla temporanea protezione della medesima, per mezzo di un provvedimento dotato di efficacia provvisoria, a fronte di un pericolo di danno sufficientemente provato nella sua esistenza, gravità ed irreparabilità (Cass. 11 marzo 2015, n. 4904). Cass. 20 ottobre 2016 n. 21301

Ai sensi dell'art. 1171 c.c., la legittimazione passiva dell'azione di denuncia di nuova opera spetta, nella prima fase cautelare, all'esecutore materiale dell'opera e al committente, mentre nella seconda fase spetta - ove essa si fondi su ragioni petitorie - al proprietario o al titolare di altro diritto reale (cfr., per meri riferimenti, Cass. n. 8648 del 1992 e Cass. n. 13327 del 2000) e non è, quindi, estensibile a terzi legati da vincolo contrattuale con questi ultimi. Cass. 21 giugno 2013 n. 15710

La denuncia di nuova opera può essere proposta anche con riferimento ad opere che, pur se non immediatamente lesive, siano suscettibili di essere ritenute fonte di un futuro danno in forza dei caratteri obiettivi che esse potrebbero assumere se condotte a termine.

La condizione dell'azione di nuova opera, pertanto, non deve necessariamente identificarsi in un danno certo o già verificatosi, ma può anche riconoscersi nel ragionevole pericolo che il danno si verifichi in conseguenza della situazione determinatasi per effetto dell'opera portata a compimento (Cass. 22-1- 2001 n. 892; Cass. 4-1-1995 n. 141; Cass. 14-4-1992 n. 4531; Cass. 30- 7-1988 n. 4802). Cass. 30 novembre 2012 n. 21491

In tema di azioni di nunciazione e più in generale di procedimenti cautelari, il provvedimento cautelare richiesto al giudice istruttore della causa pendente nel merito concreta un subprocedimento incidentale inserito nei procedimento principale e pertanto la regolamentazione delle spese processuali del primo, essendo questo privo di autonomia, non può che essere disposta, come per tutte le altre spese processuali che si sostengono nel corso del procedimento principale, con il provvedimento che chiude quest'ultimo (in tali sensi sentenza di questa Corte 28/8/1996 n. 7921). Cass. 11 febbraio 2011 n. 3436

Il carattere di esclusiva altruità della cosa, produttiva di pericolo, non può ritenersi condizione della denuncia di danno temuto, alla stregua di un raffronto tra le due previsioni normative regolanti le due distinte ipotesi di azioni nunciatorie, ove si consideri che, mentre quella di cui all'art. 1171 c.c., con riguardo alla denunzia di nuova opera, espressamente richiede che l'opera sia stata "da altri intrapresa sul proprio come sull'altrui fondo", nell'ipotesi di cui all'art. 1172 cit. cod., la previsione di "qualsiasi edificio, albero o altra cosa..." quale fonte generativa del pericolo sovrastante la cosa formante oggetto del diritto tutelato, per la sua ampia omnicomprensività consenta il ricorso all'azione cautelare a prescindere dal suddetto requisito, purché la parte istante non sia in condizione di provvedervi autonomamente. Cass. 29 gennaio 2007 n. 1778

La deduzione del pericolo di danno alla salute non assume rilievo caratterizzante ed esclusivo, ai fini dell'ammissibilità dell'istanza cautelare di danno temuto, nei casi in cui [...] tale pericolo costituisca la conseguenza di una menomazione delle facoltà di godimento pieno ed esclusivo clic, ai sensi dell'art. 832 c.c. connotano il diritto di proprietà, la cui compromissione giustifica, pertanto, il ricorso all'azione di cui all'art. 1172 cod. civ. Cass. 29 gennaio 2007 n. 1778

L'azione di denunzia di danno temuto, di cui all'art. 1172 cod. civ., ha come presupposti di diritto sostanziale: 1) un pericolo di danno futuro, minacciato da cosa a cosa; 2) la gravità del pericolo, che minacci di distruggere o di danneggiare gravemente la cosa, alla quale sovrasta; 3) la prossimità, in ordine spazio-temporale, del pericolo sovrastante la cosa. Trib. Civitavecchia 3 febbraio 2006

La condizione dell'azione di danno temuto non deve individuarsi in un danno certo, o già verificatosi, bensì anche nel solo ragionevole pericolo che il danno si verifichi (Cass. 4531/92). Cass. 28 maggio 2004 n. 10282

Il condominio negli edifici, inteso quale organismo delegato alla gestione collettiva delle parti comuni dell'edificio, è custode delle suddette, sicché qualora la situazione dannosa sia potenzialmente produttiva di danni, il condominio è anche obbligato a rimuovere ex art. 1172 c.c. le cause del danno stesso. Cass. 20 agosto 2003 n. 12211

La denunzia di danno temuto ex art. 1172 cc, prevista nel titolo IX del libro III del codice civile, proponibile dal proprietario, dal titolare di altro diritto reale di godimento o dal possessore, il quale abbia ragione di temere che da qualsiasi edificio, albero o altra cosa sovrasti pericolo di un grave danno e prossimo alla cosa che forma oggetto del suo diritto o del suo possesso, al fine di ottenere, secondo le circostanze, dall'autorità giudiziaria, che si provveda per ovviare al pericolo, è istituto del tutto diverso dalla azione ex art. 1170, contemplata nel precedente titolo VIII dello stesso codice, ed in virtù della quale chi è stato molestato nel possesso di un immobile, di un diritto reale sopra un immobile o di una universalità di mobili, può, entro l'anno dalla turbativa, chiedere la manutenzione del possesso medesimo. Cass. 30 luglio 2001 n. 10403

La denuncia dei difetti delle opere nel contratto d'appalto decorre dalla data in cui il committente né ha conoscenza.

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