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Bar in condominio e rumori molesti. Il gestore-conduttore non può impugnare la delibera
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Bar in condominio e rumori molesti. Il gestore-conduttore non può impugnare la delibera

Impugnazione di delibera condominiale e rapporto locatizio

Avv. Giuseppe Zangari  

Il gestore di un bar e conduttore del relativo immobile in condominio è privo della legittimazione attiva a impugnare la delibera con cui l'assemblea decide la presentazione di un esposto contro i rumori molesti causati dall'esercizio della suddetta attività.

Conduttore e impugnazione delibera condominiale

Omessa convocazione e impugnazione ai fini dell'invalidità della delibera

La vicenda. La società avente in gestione un bar all'interno di un immobile facente parte di un fabbricato condominiale decide di impugnare la delibera mediante la quale l'assemblea aveva deciso di presentare un esposto alle autorità competenti per ottenere un provvedimento di chiusura anticipata dell'attività.

L'assemblea lamentava, in particolare, il verificarsi di schiamazzi all'interno e all'esterno del locale, musica ad alto volume e rumori dovuti allo smaltimento della differenziata durante l'orario notturno.

Si costituisce il Condominio eccependo genericamente l'insussistenza del fumus bonis iuris e del periculum in mora, nonché l'improcedibilità dell'azione.

La sentenza. Il Tribunale rigetta l'impugnativa ex art. 1137 c.c. per carenza di legittimazione attiva dell'attore (Trib. Padova n. 10.4.2015).

Senza entrare nel merito della vicenda e a prescindere dalla circostanza che, nel corso del giudizio, il complesso dei beni aziendali per l'attività di ristorazione fosse stata ceduta a terzi, il Giudice di prime cure pone l'accento sul fatto che all'epoca della delibera impugnatala società ricorrente occupava i locali a titolo di conduttrice e non in qualità di proprietaria dell'immobile.

Il Tribunale fa dunque applicazione dell'art. 10, l. 392/1978 in materia di locazione di immobili urbani - ove si statuisce che il “Il conduttore ha diritto di voto, in luogo del proprietario dell'appartamento locatogli, nelle delibere dell'assemblea condominiale relative alle spese e alle modalità di gestione dei servizi di riscaldamento e di condizionamento d'aria” - e rinvia all'unica pronuncia della Suprema Corte inerente tale problematica, perlomeno nota allo scrivente: “L'art. 10 l. 27 luglio 1978 n. 932 (…) riconosce implicitamente con il rinvio alle disposizioni del codice civile concernenti l'assemblea dei condomini, il diritto dell'inquilino a impugnare le deliberazioni viziate, sempreché abbiano ad oggetto le spese e le modalità di gestione dei servizi di riscaldamento e di condizionamento d'aria.

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Scarica Tribunale di Padova n. 10.4.2015

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