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Danni causati al vicino condominio dalle radici di alberi pubblici

La responsabilità del Comune per danni cagionati da cosa in custodia…
Avv. Eliana Messineo Avv. Eliana Messineo 

L'alberatura stradale provoca non di rado danni a cose, persone e alle proprietà altrui, generalmente a causa di mancati interventi di potatura necessari non solo per contenere l'espansione della chioma dell'albero, ma anche per monitorare l'andamento della crescita in modo da prevenire le situazioni di pericolo ed il rischio di crollo.

Lo sviluppo radicale degli alberi di alto fusto e un'inadeguata manutenzione possono, infatti, provocare danni alle proprietà limitrofe con conseguente responsabilità e risarcimento dei danni imputabile al soggetto onerato del dovere di cautela e precauzione onde impedire eventi dannosi.

In tali casi, si applica la disciplina di cui all'art. 2051 c.c. secondo cui "Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito". La responsabilità, pertanto, ricade sul soggetto che abbia un potere di uso della cosa ed un relativo obbligo di custodia.

In caso di alberi sulla pubblica via, il soggetto responsabile sarà individuato: nel Comune se la strada è urbana, nell'ente gestore (Anas, provincia, Regione) in caso di strada extraurbana.

La fattispecie de qua è stata di recente oggetto di una pronuncia del Tribunale di Roma, sentenza n. 14100/2022, la quale facendo applicazione dei principi elaborati dalla giurisprudenza, ha condannato il Comune al risarcimento dei danni in favore del Condominio conseguenti alla omessa manutenzione di un albero di pino posto sul limitrofo marciapiede comunale.

Danni causati al vicino condominio dalle radici degli alberi: chi è responsabile?

Dei danni derivanti da un albero è responsabile colui che aveva la custodia del bene al momento del verificarsi dell'evento dannoso.

Ai sensi dell'art. 2051 c.c. ognuno è responsabile del danno provocato dalle cose che ha in custodia a meno che non dimostri il caso fortuito.

Secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità: "la responsabilità ex art. 2051 c.c., postula la sussistenza di un rapporto di custodia della cosa ed una relazione di fatto tra un soggetto e la cosa stessa".

Nella specie, il soggetto individuato come custode dell'albero di "Pinus Pinea" è il Comune in relazione alla ubicazione dell'albero stesso.

Danni causati al vicino condominio dalle radici degli alberi: l'onere probatorio

La responsabilità di cui all'art. 2051 c.c., di carattere oggettivo, richiede che sussista in concreto il nesso causale tra la cosa in custodia ed il danno arrecato.

L'onere probatorio relativo al detto nesso di causalità ricade sull'attore il quale deve appunto fornire la prova che l'evento dannoso si è prodotto come conseguenza della condizione potenzialmente pericolosa posseduta dalla cosa, oltre a dover fornire la prova dell'esistenza di un rapporto di custodia della cosa.

Sul convenuto ricade invece la prova dell'eventuale caso fortuito, ossia dell'esistenza di un fattore estraneo che, per il carattere di imprevedibilità ed eccezionalità sia idoneo ad interrompere il nesso di causalità.

Danni causati al vicino condominio dalle radici degli alberi: il nesso di causalità

Il danneggiato deve, dunque, fornire la prova del nesso di causalità tra la cosa in custodia ed il danno.

Nel caso di specie, all'esito della consulenza tecnica d'ufficio era emerso che i danni alla proprietà condominiale - rottura della pavimentazione antistante al cancello di ingresso e delle tubature del gas poste in zona prospiciente - erano stati causati dalle radici "di una essenza arborea Pinus Pinea" il cui tronco era posto a distanza ravvicinata (circa 15 cm) dallo spigolo di recinzione di confine tra la proprietà condominile e il marciapiede.

Radici degli alberi nel terreno altrui, come comportarsi

L'apparato radicale del pino che, per come accertato dal ctu, viaggiava orizzontalmente e non verticalmente rispetto al tronco, aveva causato il danneggiamento della struttura fondale della pavimentazione in marmo dell'ingresso del condominio ed il danneggiamento della struttura del marciapiede quasi completamente occupato dal diametro del tronco.

Danni causati al vicino condominio dalle radici degli alberi: il caso fortuito

La responsabilità del custode di cui all'art. 2051 c.c. è esclusa solamente dal caso fortuito ossia da un elemento esterno imprevedibile ed inevitabile quale ad esempio un fenomeno naturale, un evento meterologico eccezionale e di forte entità.

La prova del caso fortuito deve essere fornita dal danneggiante che solo in tal modo potrà andare esente da responsabilità ex art. 2051 c.c. Il custode ha l'onere di provare l'esistenza di un fattore estraneo che, per il suo carattere di imprevedibilità e di eccezionalità, sia idoneo ad interrompere ovvero ad elidere il nesso causale (Cass. n. 18317/2015; Cass. n. 1998/2013).

Nel caso di specie, il Comune, quale custode dell'albero, non ha fornito la prova liberatoria data dal caso fortuito, ma anzi è emerso che nonostante l'amministrazione comunale fosse stata edotta della situazione conseguente al propagarsi delle radici dell'albero, non aveva provveduto alla rimozione del pericolo, mancando nel corso degli anni interventi di potatura, di vigilanza e di manutenzione della alberatura stradale della zona.

Sentenza
Scarica Trib. Roma 29 settembre 2022 n. 14100

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