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Coronavirus e casse condominiali vuote, che fare?
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Coronavirus e casse condominiali vuote, che fare?

Le casse condominiali cominciano a languir e gli strumenti in mano agli amministratori sono davvero spuntati.

Avv. Alessandro Gallucci 

Qualche giorno fa pubblicavamo un articolo: Ai tempi del coronavirus gli oneri condominiali vanno pagati?

Forse qualcuno ha storto il naso, per lo più persone poco informate.

Abbiamo la fortuna, qui a Condominioweb, grazie anche al nostro sistema di intelligenza artificiale, di avere un termometro in tempo reale delle problematiche e dei dubbi di tanti amministratori e condòmini.

La terra è un geoide? Chi si scandalizza di questa domanda? Nessuno, quindi perché deve menar scandalo domandare se in questo periodo vanno pagate le spese condominiali? Mistero della fede.

Andiamo avanti: il quesito che poniamo nel titolo è la diretta conseguenza del precedente criticato. Sì, a quasi un mese dalla chiusura nazionale, molti amministratori iniziano a segnalarci che le casse condominiali iniziano a languire .

In effetti se è chiaro che le spese condominiali vanno pagate, come abbiamo detto, è altrettanto chiaro quello che ci restituisce la realtà: un forte rallentamento del flusso di cassa dei condomini.

I problemi che ne conseguono riguardano principalmente le grandi utenze, perché il resto, pulizie a parte, è sostanzialmente in stand-by .

Vediamo, allora, il da farsi.

Casse condominiali vuote, per fornitura di acqua luce e gas rischi mitigati dall'ARERA

Con propria delibera del 12 marzo 2020, l'ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) ha specificato che «tutte le eventuali procedure di sospensione delle forniture di energia elettrica, gas e acqua per morosità - di famiglie e piccole imprese - vengono rimandate dal 10 marzo scorso e fino al 3 aprile 2020».

Tale sospensione, chiaramente pensata il relazione all'emergenza coronavirus, riguarda:

  • per l'elettricità riguarda tutti i clienti in bassa tensione
  • per gli utenti del servizio di fornitura del gas tutti coloro che abbiano unì consumo non superiore a 200.000 Smc/anno;
  • quando al settore idrico la delibera succitata fa riferimento a tutte le tipologie di utenze domestiche e non domestiche.

Le utenze già sospese, è stato detto, andavano riattivate .

L'ARERA sul proprio sito istituzionale informa che il termine del 3 aprile è prorogato al 13. Ciò vuol dire che per arrivare al distacco dovrà essere riproposta ex novo l'intera procedura di legge. Si badi: ciò, però, non sta a significare che si possano non pagare le fatture, il pagamento non è sospeso. La sospensione delle procedure evita il distacco se non si è pagato nei termini.

Casse condominiali vuote, sì a solleciti e messe in mora

I condòmini devono pagare. Certo, la situazione complessiva impone una scrupolosa valutazione del perché si è interrotto il flusso dei pagamenti: un condominio di facoltose persone (o semplicemente di persone benestanti) vede uno stop generalizzato dei pagamenti? Forse si può essere decisamente incisivi nella richiesta, specie se non si conoscono situazioni di malattia.

Nessuno paga in un condominio di ultraottantenni senza accesso ai servizi bancari on-line? La risposta è intuitiva.

Una compagine di operai, modesti impiegati o piccoli artigiani e commercianti in un quartiere popolare ha le casse con pochi spicci? Le spese vanno sempre corrisposte, ma magari bisogna ragionare per trovare la soluzione migliore. Portierato (ma in questi casi ci sarà un portiere) e pulizie proseguono, come la manutenzione dell'ascensore.

Certo, sovente la realtà è molto più sfaccettata delle semplificazioni qui citate: sta all'amministratore, al professionista, quello vero, trovare la soluzione migliore. È uno di quei casi in cui si deve davvero fondo a quella capacità di problem solving tanto indicata nei corsi di formazione.

Torniamo a noi.

Per le utenze, almeno per quella idrica, il regolamento ARERA entrato in vigore ad inizio anno prevede delle procedure che con parte del pagamento evitano il distacco. C'è poi sempre la possibilità d'interloquire con i fornitori del servizio idrico in sede locale. Idem per gli altri servizi, anche se non è affatto facile.

Non si può certo negare che il ruolo dell'amministratore , in questo caso, sia davvero complicato. Chiuso in casa, o forse in ufficio, ma da solo (non è mai stato espressamente chiarito, salvo qualche caso regionale del quale s'è dato conto su queste colonne Gestione del condominio nell'emergenza, appello al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, se l'amministratore è un professionista e quindi se può circolare con meno vincoli d'un altro lavoratore autonomo), costretto a far quadrare conti, con le incertezze che la nuova procedura di consegna delle raccomandate comporta, ci riesce davvero difficile pensare che possa dormire sogni tranquilli.

L'emergenza prosegue, si spera volgendo al termine, ma certe cose che andavano affrontate fin da subito sono state completamente ignorate.

Casse condominiali vuote, c'è il ricorso per decreto ingiuntivo, ma…

Qualche eccitato dal ricorso semplice dice che in questo periodo si possono sempre depositare le richieste d'ingiunzione.

È vero, ha ragione, certo, l'art. 83 del decreto legge n. 18/2020 specifica che salvo casi particolari (molto, ma molto difficile che sia considerato tale l'emissione di un decreto ingiuntivo per il pagamento degli oneri condominiali) dal 9 marzo 2020 al 15 aprile 2020 è sospeso il decorso dei termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili.

Si, è vero, si può depositare il ricorso, ma il termine di legge di trenta giorni per l'emissione del decreto inizierà a decorrere dal 15 aprile. Molte cancellerie invitano alla trasmissione dei soli atti urgenti.

Casse condominiali vuote, allora che fare?

Obiettivamente, considerando la situazione complessiva, in termini concreti e pratici, oltre al tentativo di convincimento telefonico, oltre alla persuasione, oltre alla sollecitazione, bonaria o ultimativa, messa da parte l'estrema (e abbastanza inutile) ipotesi del ricorso per decreto ingiuntivo (se pensata per un recupero immediato), come diceva il celebre attore adda passà 'a nuttata.

Aspettiamo il 13 aprile, per gli uffici giudiziari il 15 e poi vedremo. Vedremo cosa ci riserverà il coronavirus.

Recupero del credito degli oneri condominiali: esiste una soglia minima?

Coprire la cassa di un condominio con i soldi di un altro determina il reato di appropriazione indebita.

Cerca: spese condominiali

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Alessandro
Alessandro martedì 07 aprile 2020 alle ore 19:42

Sig Sodano forse lei non si rende conto delle difficoltà economiche che incontrano ora i condomini! Anche lo stato sta facendo sospensioni e/o soluzione di tasse, imposte,ecc e il condominio invece diventa peggio di agenzia delle entrate??? Ma state fuori di testa anche se nel rispetto della legge!!! Penso che l'approccio ,proprio in questo caso veramente eccezionale e mondiale debba essere per risolvere i problemi non per aggravarli con decreti ingiuntivi !!!

Massimo
Massimo mercoledì 08 aprile 2020 alle ore 15:35

le quote devono essere pagate senza alcun dubbio. E' inutile trincerarsi dietro il coronavirus se a non pagare sono benestanti, impiegati pubblici e pensionati. L'Italia è fatta da molto approfittatori che ne vogliono una scusa per fare ciò che è loro abitudine: destinare il pagamento delle quote alla vigilia dell riunione condominiale o del decreto ingiuntivo.

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