Condominio Web: Il portale N.1 sul condominio
114123 utenti
Registrati
Il portale N.1 sul Condominio
Convocazione a mezzo mail? La delibera è annullabile, ecco perché
Inviaci un quesito

Convocazione a mezzo mail? La delibera è annullabile, ecco perché

La richiesta del condòmino e la condotta diversa dell'Amministratore che convoca

Avv. Caterina Tosatti  

Gli addetti ai lavori della materia condominiale hanno da tempo preconizzato che, a causa di quanto accaduto durante l'anno che stiamo per lasciarci alle spalle, nel 2021 ci sarà un aumento vertiginoso di liti giudiziali, con condòmini che impugneranno le delibere adottate durante le Assemblee on line oppure che chiederanno la revoca del proprio Amministratore per la mancata presentazione della rendicontazione annuale.

In tutto questo turbinio di contestazioni, riteniamo che anche la modalità di convocazione dell'Assemblea avrà la sua parte da protagonista, perché da un lato il lockdown o le limitazioni 'a zona', dall'altro gli obblighi imposti del distanziamento sociale e della predilezione per lo smart working a tutti i livelli produttivi, hanno favorito e favoriranno la scelta della modalità 'informatico - telematica' in luogo di quella analogica, cioè di PEC e fax in luogo di raccomandata e consegna a mani.

È legittima la convocazione dell'assemblea condominiale tramite una semplice e-mail?

Bene. E allora vediamo una recente pronuncia che entra a gamba tesa nel dibattito circa la legittimità di una convocazione a mezzo e - mail.

Convocazione a mezzo mail assemblea condominiale, la pronuncia

Il Tribunale di Sulmona, con la sentenza n. 243 del 03 dicembre 2020, ha annullato la delibera di un Condominio, su richiesta di una condòmina, perché la stessa era stata convocata a mezzo e - mail; la condòmina aveva invece comunicato all'Amministratore la richiesta di ricevere tutte le comunicazioni (convocazioni incluse) sulla propria PEC.

Con questo asciutto e stringato decisum, il Giudice abruzzese apparentemente pone fine alla 'discrezionalità' dell'Amministratore circa la modalità di convocazione dell'Assemblea, escludendo il mezzo dell'e - mail o posta elettronica ordinaria.

Dalla brevità dei fatti riportati in sentenza deduciamo che l'Amministratore inviò la convocazione a mezzo e - mail come fatto in precedenza in occasione di molte altre Assemblee.

Deduciamo poi dalla parte motiva della sentenza è che la delibera viene ritenuta annullabile perché la convocazione è stata inviata «a mezzo di indirizzo mail diverso da quello PEC espressamente indicato ufficialmente all'allora amministratore» e che la condòmina aveva scritto all'Amministratore, in precedenza, che «tutte le comunicazioni inerenti il condominio e mie personali devono essere inviate al seguente indirizzo email: …@pec.it»: il Giudice specifica inoltre che, nel corso della causa, il Condominio non è riuscito a fornire la prova che detto invio (cioè alla PEC della condòmina) sia avvenuto.

Convocazione assemblea a mezzo email non certificata. Facciamo chiarezza

Nonostante quanto rimane celato sia maggiore di ciò che viene svelato, la pronuncia ci consente di fare alcune riflessioni.

Convocazione a mezzo mail assemblea condominiale, Legge e Regolamento

La modalità di convocazione dell'Assemblea, sia essa ordinaria o straordinaria, viene dettata dall'art. 66 disp. att. c.c., il quale al suo 3° comma impone che l'avviso di convocazione sia inviato a mezzo posta raccomandata, posta elettronica certificata (PEC), fax o consegna a mano.

Ad oggi, dopo fiumi di inchiostro stesi per dibattere sul punto, possiamo affermare con relativa certezza che i 4 mezzi indicati siano tassativi, cioè gli unici che possono essere scelti.

Ricordiamo anche che l'art. 66 disp. att. c.c. è una delle disposizioni citate dall'art. 72 disp. att. c.c. come NON DEROGABILE DAL REGOLAMENTO.

Ciò comporta che l'art. 66 disp. att. c.c. venga qualificato come norma imperativa, cioè cogente e non rientrante nella disponibilità delle parti.

Quindi, sia in sede di Regolamento 'iniziale', sia in sede di modifica successiva, i condòmini potrebbero unicamente deliberare scegliendo UNA di queste quattro modalità, ma non potrebbero votare a favore di altra.

Conseguentemente, anche laddove il condòmino richieda la convocazione a mezzo e - mail all'Amministratore, oppure qualora l'Assemblea adotti un Regolamento o una modifica allo stesso in tal senso, costui, da professionista quale deve essere, dovrà comunque procedere alla convocazione con una delle quattro modalità previste.

Richiesta rate condominiali via e-mail

E se le parti - nella specie, i condòmini, in sede di redazione o modifica del Regolamento o l'Amministratore, in sede di convocazione dell'Assemblea (ma anche i condòmini in autoconvocazione) - non la rispettano e adottano modalità diverse?

In virtù dei principi espressi dal medesimo art. 66 disp. att. c.c. (3° comma, ultima frase), siamo soliti predicare l'annullabilità della delibera scaturente da un'Assemblea convocata con modalità diverse da quelle previste.

Anche se si tratta a ben vedere di violazione di norma imperativa che determinerebbe la nullità di tutti gli atti da essa derivanti, ma tant'è.

Quindi, o si impugna (anche tramite procedura di mediazione) nei 30 giorni dall'Assemblea o dalla comunicazione del verbale oppure la delibera diviene esecutiva.

Ed infatti, nel caso esaminato dal Tribunale di Sulmona, la convocazione ha viziato la delibera non tanto perché l'Amministratore non ha soddisfatto la richiesta della condòmina, quanto perché, facendo diversamente da quanto richiesto da costei, ha adottato una modalità (l'e - mail) non contemplata tra le 4 tassative.

Dobbiamo perciò dedurre che, se l'Amministratore, anziché l'e - mail o la PEC richiesta dalla condòmina, avesse inviato una raccomandata o un fax o avesse curato una consegna a mano, la convocazione, pure non incontrando i desideri della condòmina, sarebbe stata valida.

Le spese per la convocazione dell'assemblea non sono mai spese personali

Convocazione a mezzo mail assemblea condominiale, unanimità: questo è il problema?

Quindi, nemmeno con l'unanimità, cioè con il consenso di tutti i condòmini, si potrebbe scrivere un Regolamento o modificarlo nel senso di prevedere che la convocazione avvenga tramite e - mail (dalla e - mail dell'Amministratore all'e - mail del condòmino) oppure tramite PEC su e - mail (dalla PEC dell'Amministratore all'e - mail dei condòmini)?

La risposta parrebbe dover essere negativa, oltre che per il carattere imperativo della norma in parola, anche perché si tratterebbe, a ben vedere, di una compressione del diritto individuale del singolo sulla sua proprietà.

Le spese per la convocazione dell'assemblea non sono mai spese personali

Ragioniamo.

Se oggi i condòmini del Condominio di Via delle Rose decidono, all'unanimità, che la convocazione dell'assemblea avverrà, da oggi in poi, con modalità mail su mail (dalla mail dell'Amministratore alla mail di ciascun condòmino), cosa succede al Sig.

Caio, che domani acquista un'unità immobiliare sita nel Condominio di Via delle Rose? Egli dovrà, per partecipare effettivamente alla vita condominiale tramite l'Assemblea, dotarsi di un'e - mail, il chè equivale a dire che non può essere condòmino fintantochè non attiva un'e - mail.

Ora, non facciamoci trasportare da futili e superficiali considerazioni sul fatto che, oggigiorno, chiunque ha un'e - mail, perché non è questo il punto e l'aspetto giuridico rilevante.

Assemblea in terza convocazione: è possibile?

D'altronde, si potrebbe argomentare, imporre a tutti coloro che sono condòmini di Via delle Rose - e a tutti coloro che saranno condòmini - di attivare un indirizzo e - mail equivarrebbe all'imposizione di un obbligo di facere.

Come osservavamo relativamente al servizio di pulizie 'imposto' ai singoli condòmini in altro articolo, detto obbligo di facere, in quanto derivante da accordo e non da decisione unilaterale o a maggioranza, può essere assunto solamente con il consenso di colui che diviene obbligato.

Ma la giurisprudenza, in questa materia, cioè la convocazione assembleare, non ammette sconti o deroghe, con buona pace dell'argomentare giuridico.

Ci permettiamo, a favore della convocazione a mezzo e - mail, altra osservazione.

Perché, se l'art. 66 disp. att. c.c. prevede, tra le modalità di convocazione, la posta raccomandata, quindi NON la raccomandata A.R., insistiamo nel dire che la PEC inviata ad indirizzo e - mail non abbia valore?

La PEC inviata ad altra PEC ha il medesimo valore legale della Raccomandata A.R.; la PEC inviata ad indirizzo e - mail consta del contenuto dell'invio e della Ricevuta di Accettazione, similmente alla Raccomandata semplice.

Ad avviso di chi scrive, o aderiamo ad un dato letterale ed asfittico, per cui si sostiene che l'art. 66 disp. att. c.c. parla di 'PEC' e che con ciò intende l'invio di un messaggio da una PEC ad altra PEC, oppure apriamo alla possibilità che la norma indichi i 4 mezzi tassativi avendo riguardo al loro valore, così che spetti agli operatori (all'Amministratore, ai condòmini) scegliere quali utilizzare a seconda del rispettivo valore.

Convocazione dell'assemblea di condominio con telegramma

Avv. Caterina TOSATTI

Via Prenestina, 325

00177 - ROMA

Tel.: +39 - 339 53 55 077

Mail: studiolegaletosatti@libero.it

Scarica Trib. Sulmona 3 dicembre 2020 n. 243

Cerca: convocazione mail delibera annullabile

Commenta la notizia, interagisci...
Annulla

    in evidenza

Dello stesso argomento