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Consumi d'acqua. Il contatore di misurazione dell'acqua è un obbligo di legge. Non è necessaria alcuna preventiva delibera condominiale
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Consumi d'acqua. Il contatore di misurazione dell'acqua è un obbligo di legge. Non è necessaria alcuna preventiva delibera condominiale

Legittima la delibera che impone ai condomini l'installazione dei contatori di sottrazione in ogni appartamento

Avv. Giuseppe Nuzzo 

Il caso . L'assemblea di condominio deliberava l'obbligo di ciascun condomino di installare un contatore di misurazione dell'acqua potabile in ogni singola unità abitativa, eliminando il consumo secondo i millesimi. Uno dei condomini si opponeva alla delibera e la impugnava davanti al Tribunale di Milano, chiedendone l'annullamento e/o la nullità.

Il Tribunale di Milano, sentenza n. 4275 del 3 maggio 2019 , ha tuttavia rigettato l'impugnativa e confermato la validità della delibera.

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Criteri di addebito dei consumi d'acqua . Il giudice lombardo fonda il proprio ragionamento sui precedenti della Corte di Cassazione.

Quest'ultima, infatti, in relazione al criterio dell'addebito dei consumi d'acqua, ha già avuto modo di chiarire che i criteri di ripartizione, solo in assenza di singoli contatori, devono essere effettuati per millesimi, ai sensi dell'art. 1123, primo comma, c.c., ovvero, in base al diverso criterio individuato nel regolamento condominiale (Cass. civ. n. 17557/2014).

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I contatori di sottrazione prevalgono sui millesimi e sul regolamento. In pratica, l'assemblea è legittimata a sostituire il criterio dei millesimi (o i criteri di ripartizione eventualmente previsti dal regolamento condominiale) imponendo l'uso di singoli contatori.

Si legge nella sentenza: «i criteri di ripartizione di cui all'art. 1123 c.c. (per millesimi di proprietà) o il diverso criterio indicato dal regolamento sono applicabili e legittimi solo "in mancanza di contatori di sottrazione installati in ogni singola unità immobiliare"».

La normativa di riferimento . Il Tribunale ricorda altresì che la ripartizione a contatore è imposta anche dalle norme vigenti, che prevedono come obbligatoria l'installazione di contatori individuali, soprattutto per le attività produttive o del terziario.

In particolare, la Legge sul Servizio Idrico Integrato (n. 36/1994 come modificata dal Decreto Legislativo n. 152/1999) stabilisce che: "Le regioni prevedano norme e misure volte a favorire la riduzione dei consumi e l'eliminazione degli sprechi ed in particolare a: (…) d) installare contatori per il consumo dell'acqua in ogni singola unità abitativa nonché contatori differenziati per le attività produttive e del settore terziario esercitate nel contesto urbano".

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Tale disposizione ha trovato attuazione anche nella normativa secondaria di origine statale, perchè successivamente alla riforma del titolo V della Costituzione, la materia ambientale - e quindi il risparmio idrico - è stata attribuita alla competenza dello Stato (art. 117, lettera s, Costituzione).

In particolare, il DPCM 4 marzo 1996 (Disposizioni in materia di risorse idriche - ecologiche) prevede l'obbligo di misurazione dei consumi idrici e richiama anche la direttiva comunitaria n. 75/33.

Detta normativa, nel suo complesso, sempre al fine di conseguire il risparmio idrico, specifica, inoltre, che deve essere prevista l'installazione di "contatori differenziati" per le attività produttive e del settore terziario.

La delibera impugnata, quindi, non ha introdotto alcun nuovo obbligo d'installazione ma, anzi, è soltanto ricognitiva dell'obbligo normativo. Da qui la decisione del giudice di rigettare la domanda, con condanna del condomino attore al pagamento delle spese processuali.

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Il principio espresso del Tribunale di Milano.È legittima la posa del contatore individuale d'acqua in alternativa al consumo presuntivo in base ai millesimi.L'installazione di singoli contatori per la misurazione dell'acqua, con conseguente addebito dei costi in base ai consumi effettivi, non solo è del tutto legittima ma, alla luce della normativa vigente, addirittura doverosa e, pertanto, non è nemmeno necessaria alcuna preventiva delibera condominiale autorizzativa della posa medesima.

A nulla rileva che il regolamento contrattuale preveda la suddivisione delle spese in base ai millesimi di proprietà, posto che la normativa è di natura pubblicistica e di derivazione comunitaria, prevalendo così sia sulle norme nazionali e locali contrastanti ed anche, ovviamente, su regolamenti condominiali predisposti da privati, anche se di natura contrattuale.

Sentenza inedita
Scarica Tribunale di Milano, n. 4275 del 3 maggio 2019

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