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Anche se il condomino è in potenziale conflitto d'interesse può impugnare la delibera assembleare?
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Anche se il condomino è in potenziale conflitto d'interesse può impugnare la delibera assembleare?

Condomino in potenziale conflitto d'interesse. Può esercitare il diritto di voto?

Avv. Giuseppe Nuzzo  

Pur avendo il condomino in potenziale conflitto d'interesse la facoltà (non l'obbligo) di astenersi dall'esercitare il diritto di voto, lo stesso deve essere conteggiato ai fini delle maggioranza previste per la costituzione dell'assemblea di condominio e per l'adozione della delibera in rapporto a tutti i partecipanti e al valore dell'intero edificio.

Ne consegue che la legittimità del condomino in conflitto ad impugnare la delibera sotto il profilo della correttezza dell'iter procedurale.

=> Il voto in assemblea dei condòmini in conflitto di interessi con il condominio.

Questo il principio di diritto espresso dal Tribunale di Roma con la sentenza n. 22677 del 6 dicembre 2016.

=> Conflitto di interesse in condominio? No grazie

Secondo il giudice romano, il condomino in potenziale conflitto è legittimato a partecipare e addirittura a votare, salva la possibilità di impugnazione della sentenza e la conseguente necessaria prova di resistenza a i fini della determinazione dei voti da ritenersi utili ai fini della maggioranza.

Nessuna norma né alcuna logica valutazione – si legge nella sentenza – conduce ad escludere la legittimazione del condomino in conflitto ad impugnare la delibera sotto il profilo della legittimità e della correttezza dell'iter procedurale (ferma restando, è ovvio, l'incensurabilità del merito della decisione sempre rimesso alla discrezionalità dell'assemblea)”.

Le sentenza si pone nel solco dell'orientamento seguito in materia dalla Corte di Cassazione, che ancora di recente ha chiarito che: “in tema di condominio, le maggioranze necessarie per approvare le delibere sono inderogabilmente quelle previste dalla legge in rapporto a tutti i partecipanti ad al valore dell'intero edificio, sia ai fini del conteggio del quorum costitutivo sia di quello deliberativo, compresi i condomini in potenziale conflitto di interesse con il condominio, i quali possono (non debbono) astenersi dall'esercitare il diritto di voto.

Pertanto, anche nell'ipotesi di conflitto d'interesse, la deliberazione deve essere presa con il voto favorevole di tanti condomini che rappresentino la maggioranza personale e reale fissata dalla legge e, in caso di mancato raggiungimento della maggioranza necessaria per l'impossibilità di funzionamento del collegio, ciascun partecipante può ricorrere all'Autorità giudiziaria” (Cass. civ. n. 19131/2015).

=> Con la riforma come cambia il conflitto d'interessi nell'assemblea condominiale:

Nel caso di specie, un condomino aveva impugnato la delibera condominiale sul primo punto all'ordine del giorno, concernente la decisione del condominio di resistere nel precedente giudizio, instaurato dallo stesso condomino attore, e di chiedere la condanna di quest'ultimo ad un risarcimento danni di 10.000 euro oltre alle spese processuali.

L'attore contestava la violazione delle norme relative al quorum costitutivo e deliberativo e l'omessa indicazione dei votanti. Il condominio, dal canto suo, si costituiva in giudizio contestando, tra l'altro, la carenza di legittimazione passiva del condomino, che non avrebbe potuto impugnare la delibera in quanto in palese conflitto d'interesse con la decisione presa in assemblea.

Il Tribunale ha invece riconosciuto la piena legittimità del condomino in conflitto di impugnare la delibera in questione.

In materia condominiale, come detto, il condomino in conflitto d'interesse rispetto ad uno o più argomenti all'ordine del giorno deve essere regolarmente convocato in assemblea, può parteciparvi ed anche esprimere il proprio voto.

A differenza di quanto avviene delle assemblee delle società, infatti, il condominio ha solo la facoltà (non l'obbligo) di astenersi dall'esercitare il diritto di voto in situazioni di conflitto di interesse. Lo stesso condomino rimane comunque legittimato ad impugnare la delibera nei termini e nei modi stabiliti dall'art. 1137 c.c. dinanzi al giudice competente.

Resta ferma la possibilità degli altri condomini di impugnare la delibera e contestare il voto espresso dal condomino in conflitto.

In questi casi, può rivelarsi decisiva la c.d. prova di resistenza: la delibera rimane valida ed efficace qualora abbia riportato un quorum sufficiente anche senza il calcolo dei millesimi del condomino in conflitto d'interesse.

=> Chiedere l'annullamento della deliberazione per conflitto d'interessi

EBOOK ---> L'assemblea di condominio. Convocare, partecipare e deliberare.

Scarica Tribunale di Roma, n. 22677 del 6 dicembre 2016

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