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Gestione del condominio nell'emergenza, appello al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Confabitare, per il tramite del presidente del proprio centro studi nazionale, scrive al premier Conte per chiedere una modifica del d.p.c.m. 22 marzo 2020
Franco Pani 

Nel mio intervento su queste colonne di una settimana fa ipotizzavo il profilarsi di una grave crisi a livello di manutenzioni negli edifici a carattere condominiale (e non solo) a "causa" dell'ultimo Dcpm (del 22 marzo 2020); così come me pressoché tutte le Associazioni di categoria, ma anche quelle della Proprietà e forse anche dei Consumatori (quindi di coloro oggi giustamente "costretti in casa", ma con il rischio di rimanere senza alcuni dei servizi essenziali, se non addirittura di poter continuare a stare in tale casa) hanno invitato formalmente la Presidenza del Consiglio ad attivarsi per scongiurare ed anticipare problemi che altrimenti potrebbero divenire sociali.

Rinvio degli adempimenti fiscali per emergenza coronavirus

Io, come gli altri, non volevamo certamente essere "profeti di sventura", sicuramente non si voleva "portare sfortuna", ma più semplicemente, analizzando dati (mancanza di alcuni Codici ATECO) poi risultati reali, andavamo ad ipotizzare quanto sarebbe potuto succedere e, ahi noi, è poi successo; oggi ci troviamo a cercare di tranquillizzare persone costrette su sedia a rotelle e residenti a piani alti degli edifici perché "terrorizzate" del fatto che in caso di guasto gli ascensoristi non possano uscire (anche se ciò ad oggi non è vero) o, come evidenziato da una caso (ma non certo l'unico) divenuto virale sui social, con palazzi con tetti scoperchiati, con pericolo di prossima pioggia, ed impossibilità nel frattempo di intervento (a causa soprattutto degli essenziali codici ATECO dei muratori, non tutti presenti nell'elenco degli autorizzati ad operare) e nel caso costretti a "cercare" un nuovo "rifugio"; oppure più semplicemente, ma contrariamente a quanto previsto dalla Costituzione ed essenziale in un periodo appunto come questo, privi dell'informazione (o dello svago contro la noia dello stare in casa) garantita dai TG o dagli altri programmi TV (molti antennisti, infatti, non sono in possesso dell'idoneo Codice ATECO oggi AUTORIZZATO).

Coronavirus e assemblee di condominio

Ho letto sui vari social: ipotesi formulate, letture "fra le righe", interpretazioni relativamente al Dcpm, molte sostenenti che comunque "è ovvio" che l'amministratore di Condominio possa operare o che esso lo possa comunque tranquillamente fare in smart-working; vera sia l'una che l'altra cosa, anche io lo sostenevo nel mio stesso articolo e lo sostengo tuttora; ovvio infatti che un amministratore non possa lasciare "nella bagna" i propri assistiti, sicuramente dovrà moralmente agire e certamente si dovrà prodigare per risolvere i problemi dei residenti negli edifici in Condominio da lui amministrati, altrettanto sicuramente tante cose le potrà fare "da casa"; ma non tutte.

Ad esempio la scorsa settimana io stesso ed una impresa edile con ATECO non contemplato, siamo dovuti intervenire (io per decidere più volte come e dove agire, l'impresa per operare), rischiando del nostro, per riparare con urgenza un collettore fognario sotto strada, a rischio crollo ed impedente lo scarico dei liquami dell'edificio; per senso civico abbiamo ritenuto opportuno salvaguardare il servizio a favore dell'edificio ed evitare incidenti stradali, nessuno ci ha fermato durante gli spostamenti e l'impresa non ha subito alcun controllo, ma se invece fossimo stati controllati? siamo tutti sicuri che non saremmo stati soggetti (entrambi senza codice ATECO compreso nell'elenco) a sanzione o anche a denuncia penale? Indubbiamente non avremmo potuto agire in smart-working ed il rischio di essere "segnalati" e multati incombeva ogni giorno.

Coronavirus e condominio, pagamenti e lavori

Ho avuto modo in altre ambiti di ringraziare la Regione Piemonte e i suoi rappresentanti, lo voglio fare anche in questa sede; tale Regione, indubbiamente illuminata, pur avendo "vietato" ad altri professionisti di poter lavorare, ha invece "ordinato" agli amministratori di voler "svolgere le attività indifferibili ed urgenti ai fini della gestione e del controllo del patrimonio immobiliare amministrato"; un grande passo in avanti e soprattutto il riconoscimento, proprio perché sancito mentre si vietava a Commercialisti, Avvocati, Ingegneri, ecc. di poter lavorare se non in smart-working, di una funzione importante per la collettività "costretta in casa"; ma ciò non basta, nella stessa Regione infatti, giustamente considerando i disposti del Dpcm, i grossisti di materiali, mentre concedevano ad idraulici ed elettricisti di poter fornire loro i materiali occorrente per gli interventi, hanno "avvisato" i muratori di non poter a loro cedere attrezzature o prodotti per poter svolgere le eventualmente necessarie attività; ma la primavera è appena arrivata, i forti venti non tarderanno e se qualche tetto "volasse via insieme ad essi"? Certamente i preziosissimi, e mai abbastanza ringraziati (assieme a medici, infermieri e forze dell'ordine), Vigili del Fuoco potrebbero intervenire per eliminare eventuali pericoli, ma chi dovremmo mandare ad impedire poi che una successiva pioggia possa bagnare i Residenti agli ultimi piani e danneggiare ulteriormente la struttura? certamente non un idraulico o un elettricista e non raccontiamoci che "è ovvio che in caso di necessità un muratore possa intervenire", le ovvietà nella sfera normativa o sanzionatoria non esistono, mentre basterebbero due righe in un'ordinanza a livello nazionale per far si di evitare sanzioni o addirittura revoca della "licenza", quale impresa sarebbe disponibile a rischiare altrimenti? Le "due righe", stile Regione Piemonte (ma un po' più complete) le stiamo chiedendo a gran voce allo Stato da ormai oltre una settimana ed ancora non arrivano, nonostante nel frattempo, sulla scorta di altre richieste e pur contro il parere dei sindacati, per quanto abbiamo potuto apprendere e verificare, gli iniziali codici ATECO si siano nel frattempo triplicati riguardando altri settori.

Ai tempi del coronavirus gli oneri condominiali vanno pagati?

Sicuramente le norme imposte per la salvaguardia della salute pubblica stanno funzionando, merito quindi di chi ci governa (e tanto di chi si prende cura di noi negli ospedali o ci controlla nelle strade); ma tali norme, è ormai chiaro a tutti, per non essere vanificati i sacrifici sinora sostenuti, dovranno perdurare ancora molto (almeno 2 settimane in più di quanto già ad oggi previsto); occorre quindi agire ed agire in fretta, perché altrimenti alcune situazioni risulteranno incontrollabili, ogni giorno che passa è naturale che qualcos'altro si romperà; al pari di chi vorrebbe scendere uscire per "razziare" i supermercati perché rimasto senza denaro, rischieremo che altri siano costretti a scendere in strada semplicemente per informarsi di come stiano andando le cose (in mancanza del segnale TV), piuttosto perché costretti dall'acqua che gli "cadrà sulla testa" attraverso i soffitti.

Come ho già sottolineato e come proprio oggi nuovamente scritto all'Illustrissimo Avvocato Giuseppe Conte, in qualità di Presidente del Consiglio dei Ministri, occorrono due righe veloci, sulla scorta di quanto scritto dalla Regione Piemonte, integrandolo con un po' di potere a noi concesso, quello di poter "autorizzare" in caso di reale e comprovata necessità ad agire anche aziende fuori ambito ATECO oggi previsto, così come poter "autorizzare" i grossisti a fornire materiali ed attrezzature necessarie.

Quando facciamo comodo ci vengono imposte norme di controllo (quadro AC, R.A., 770, controllo di Durc, ecc.) verso i fornitori, lavorando di fatto per lo Stato, ora che serviremmo realmente ai Cittadini da noi amministrati … tutto tace e non risultiamo più "importanti".

=> Vergognosamente dimenticati

In questi ultimi giorni mi è stato chiesto a gran voce di tornare ad interessarmi, ufficialmente, delle problematiche Condominiali, ed ho deciso che, almeno in questo periodo di crisi, mi rimetterò in pista, accettando cariche quali quella in Confabitare e di Presidente del Centro Studi di Confamministrare; mi esporrò ancora in prima persona perché oltre a quanto necessario nel periodo emergenziale occorrerà affrontare nel breve periodo altre problematiche, quali quelle dei 180 giorni imposti dal Codice per la tenuta dell'Assemblea Ordinaria, indubbiamente da sospendersi momentaneamente (apprezzabili le iniziative che si sono profilate per le assemblee telematiche, ma oggi in diversi casi ancora inapplicabili, se consideriamo che anche solo gli indirizzi mail in possesso degli studi amministrativi risultano pari al 40/60% dei Condòmini e che una delle richieste più diffuse, sino alla scorsa settimana, era il "piacere" di voler stampare per alcuni amministrati le Autocertificazioni, non avendo loro a disposizione né PC né stampante …) e quella della possibile detrazione IRPEF del 90% sulle facciate, da prorogarsi certamente, visto che aveva risvegliato l'interesse della stragrande maggioranza dei Proprietari in ambito condominiale e che stando così risulta, diciamocelo chiaramente, un' occasione ormai persa.

Franco Pani, Presidente nazionale del centro studi condominiali di Confabitare

Lettera a Presidente del Consiglio Conte

Cerca: coronavirus dpcm 22 marzo amministratori di condominio

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Vilma
Vilma 02-04-2020 10:39:06

buongiorno, la cosa che più mi lascia esterrefatta è la mentalità tipicamente italiana, siamo in emergenza sanitaria, un virus sconosciuto e mortale attacca e uccide tutta la ns. memoria cioè i nostri anziani,siamo tutti a rischio e lo sottolineo giovane e meno giovani sani e portatori di patologie, un rischio che si chiama morte, e di cosa ci si preoccupa di più? la cosidetta libertà personale di uscire di fare la spesa di fare ginnastica di come poter continuare a lavorare.....gente siamo di fronte ad un cambiamento totale epocale, ci si dovrà preoccupare non solo di dover a tutti i costi riparare un ascensore ma di come fare a ripararlo senza infettare il mondo e lasciare dietro se dei cadaveri.....la priorità non è far modificare il decreto a favore di tutti i codici ateco d'italia, ma deve essere come fare a lavorare in totale e completa sicurezza sanitaria per se stessi e per il prossimo. questo deve essere l'unica richiesta sensata che si deve chiedere a chi ci governa.
vilma

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