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Confabitare scrive al Governo chiedendo un intervento a tutela degli interessi dei Condomìni e della difficile opera degli amministratori
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Confabitare scrive al Governo chiedendo un intervento a tutela degli interessi dei Condomìni e della difficile opera degli amministratori

Il Presidente di Confabitare Alberto Zanni ha scritto al Presidente del Consiglio ed altri Ministri in materia di termini ed adempimenti in materia di condominio

 

Confabitare infatti, oltre ad essere quotidianamente ed in generale al fianco dei propri Associati e quindi dei Proprietari Immobiliari, è anche, come sappiamo, punto di riferimento per moltissimi di essi detentori di immobili ubicati all'interno di strutture condominiali.

Con i vari provvedimenti che hanno vietano e vietano gli assembramenti e le riunioni "fisiche" di più persone, risulta indubbio il fatto che è divenuto problematico gestire sia il regolare funzionamento di un Condominio, che rispettare i vari adempimenti previsti per legge.

Tale "blocco" rischia di paralizzare sia la regolare fornitura di servizi ai Condomìni, che lo svolgimento delle manutenzioni straordinarie (come spesso accade indispensabili anche per la sicurezza); a maggior ragione se proseguiranno le difficoltà economiche delle persone, che limitano i fondi a disposizione delle casse Condominiali.

Come Associazione che tutela la proprietà immobiliare e quindi anche dei Condòmini, non possiamo non essere in questo momento al fianco dei professionisti che si trovano a dover gestire gli edifici nell'impossibilità di rispettare le scadenze di legge, con possibili gravi ripercussioni dal punto di vista della responsabilità professionale.

A tal proposito Alberto Zanni, presidente nazionale della stessa Confabitare, ha proprio in questi giorni scritto all'illustrissimo Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, nonché ai Ministri Alfonso Bonafede e Luciana Lamorgese per portare alla loro attenzione due tematiche parecchio importanti: quella della SICUREZZA ANTINCENDIO, da molti di noi, me compreso, scordata negli ultimi convulsi mesi, ricordando agli stessi rappresentanti del Governo che, con il Decreto Ministro degli Interni del 25/01/2019, era stato fissato per il giorno 6 maggio 2020 il termine per l'adeguamento di molti Condomìni alla stessa normativa antincendio; in diversi casi, se non tutti, dovendo anche prevedere interventi, a volte altresì innovativi rispetto all'immobile esistente e di una certa rilevanza materiale ed economica.

Il Decreto "Cura Italia", all'art. 103, non sembra aver preso in considerazione questo termine così importante ma, allo stesso tempo, gravoso per gli Amministratori condominiali e per i Proprietari amministrati, Alberto Zanni ha quindi chiesto di voler disporre, con apposito Decreto ovvero con emendamento ad altro Decreto, un rinvio del predetto termine almeno 31/12/2020, in considerazione dell'impossibilità nei mesi scorsi di poter intrattenere Assemblee.

A proposito delle stesse Assemblee si è voluto ancora una volta focalizzare l'attenzione su un argomento già più volte segnalato, dalla nostra associazione, da tante altre e posto anche all'Ordine del Giorno da diversi Onorevoli Deputati lo scorso 23 Marzo durane una seduta della Camera alla presenza dei medesimi Ministri, con promessa di "tenere in considerazione il fatto", ma disattendendolo poi un'altra volta; si è voluto evidenziare che l'impossibilità di convocare Assemblee impedisce anche l'approvazione di Consuntivi di spesa e Preventivi Rate, che la legge 11 dicembre 2012, n. 220ha imposto la convocazione delle Assemblee di condominio per l'approvazione dei Rendiconti entro 180 giorni dalla chiusura di gestione di ogni singolo edificio che tale scadenza è caduta spesse volte in pieno periodo di lockdown (pensiamo a più edifici con riscaldamento centralizzato a chiusura di gestione, ad esempio, al 30/9 o al 31/10) che altre scadenze si profilano verosimilmente il prossimo 30/06 (quasi tutti gli edifici posti nell'intera Penisola, ma con riscaldamento autonomo).

A seguito di una regolare approvazione (ad oggi e probabilmente ancora per lungo tempo impossibile) deriverebbe anche il fatto che, ai sensi dell'art. 1129, comma 10, del Codice civile, l'Amministratore è obbligato ad agire per la riscossione delle rate condominiali approvate col bilancio, nel caso anche avviando procedura ingiuntiva. A contrastare questi obblighi, dai quali possono derivare gravi responsabilità anche in capo all'Amministratore, ma soprattutto gravi difficoltà per gli edifici a sostenere regolarmente le spese necessarie a mantenere in essere i servizi in favore dei Condòmini e Residenti, vi è l'espresso divieto di convocare riunioni con assembramento di persone.

La situazione generale ci induce a pensare che prima dell'autunno (e viste le "previsioni epidemiologiche" di molti esperti, anche oltre e forse sino alla possibilità di utilizzo di un vaccino) non sarà possibile convocare assemblee "fisiche", risulta normativamente ad oggi "vietato" tenerne in via telematica e, comunque, indubbiamente non tutti sono già pronti (amministratori, ma soprattutto Condòmini) per poterle convocare in remoto. Tutto ciò comporta l'impossibilità per l'Amministratore di rispettare i termini imposti dalla legge e magari anche hai Condòmini di poter/dover versare il dovuto.

Si è quindi chiesto ancora una volta di voler disporre, con apposito Decreto ovvero con emendamento ad altro Decreto, un rinvio di tutti i termini delle scadenze dei 180 giorni sopra citati, sia già scaduti che in eventuale scadenza, almeno sino al 31/12/2020.

Alberto Zanni ha altresì chiesto, come già ripetutamente avvenuto ed anche alla Camera dei Deputati proposto nella stessa seduta prima citata, di voler emanare un apposito provvedimento che consenta agli amministratori di poter richiedere le rate di oneri condominiali sulla base dell'ultimo bilancio preventivo approvato, fatto salvo eventuale successivo conguaglio, occorrendo anche con espressa autorizzazione ad avvalersi dell'art. 63 d.d.a. al Codice civile al fine di procedere in via giudiziale con detto titolo.

Confabitare ed il suo presidente, nonché io stesso in qualità di presidente del centro studi condominiali della stessa, per contribuire ai lavori del Governo in tal senso, nonché per far "sentire" la voce dei Proprietari immobiliari diretti interessati, che costituiscono un segmento importantissimo del Paese, ci siamo anche resi disponibili ad un incontro, in videoconferenza, con chi sarà all'uopo incaricato da parte dello stesso Governo.

Non ci resta ora che sperare, ancora una volta, di essere ascoltati, considerando che risiedono in Condominio oltre 42 milioni di Cittadini.

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