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Nessuna responsabilità per il condominio se il condomino danneggiato è moroso
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Nessuna responsabilità per il condominio se il condomino danneggiato è moroso

Il mancato pagamento della quota parte dei lavori di manutenzione costituisce caso fortuito e assolve il custode del bene

Avv. Gianfranco Di Rago  

"Chi è causa del suo mal pianga se stesso". Potrebbe essere questa la chiosa da apporre alla recente sentenza n. 1038 del Tribunale di Latina dello scorso 17 giugno 2020.

Il giudice laziale ha infatti deciso che il condomino che non paghi le spese e che al contempo si lamenti dei danni conseguiti alla mancata manutenzione delle parti comuni non abbia diritto ad alcun ristoro del pregiudizio economico subito.

Il caso concreto.

Nella specie un condomino aveva citato in giudizio il condominio per sentirlo condannare al pagamento della somma di euro 50 mila per danni materiali e morali, nonché a eseguire i lavori necessari al terrazzo di copertura al fine di eliminare le cause delle infiltrazioni di acqua e umidità nell'appartamento di sua proprietà.

A suo dire le predette infiltrazioni erano state causa di danni ai mobili contenuti nell'appartamento e avevano costretto il proprietario a rifugiarsi a casa della madre per un lungo periodo di tempo, essendo diventati locali ormai inabitabili.

Si era costituito in giudizio il condominio, il quale aveva evidenziato e provato documentalmente di aver deliberato l'approvazione dei lavori di rifacimento del lastrico solare e di avere conferito il relativo incarico a un'impresa edile.

La somma contrattualmente pattuita con quest'ultima comprendeva anche il rifacimento della facciata dell'edificio condominiale.

A un certo punto l'amministratore aveva segnalato ai condomini riuniti in assemblea che i lavori relativi al lastrico solare non potevano essere avviati a causa del mancato pagamento delle spese comuni da parte di alcuni condomini morosi, tra i quali lo stesso condomino che aveva lamentato i danni al proprio appartamento e che pertanto erano proseguite soltanto le opere relative alla facciata pericolante che dava sulla via pubblica.

Questo stato di cose si era protratto per lungo tempo, perché i condomini non avevano provveduto a versare i ratei delle spese condominiali deliberati dall'assemblea.

Nel frattempo era pervenuto l'atto di citazione del condomino in questione, che in quel momento era ancora moroso rispetto al pagamento della propria quota.

Quest'ultimo, dopo aver ricevuto un ulteriore sollecito da parte del legale del condominio, aveva quindi provveduto a pagare le spese arretrate, rimettendosi in pari con i pagamenti dovuti al condominio.

Le infiltrazioni d'acqua non giustificano il mancato pagamento del canone di locazione

La decisione del Tribunale di Latina.

Come si anticipava, il giudice laziale ha ritenuto che il condomino che non paghi le spese comuni non possa poi lamentarsi della mancata esecuzione delle opere di manutenzione delle parti comuni e dei danni da esse derivate alla sua proprietà esclusiva.

Di conseguenza, ove il condomino lamenti di avere subito un danno dalle parti comuni e il condominio dimostri di essersi attivato per la scelta dell'impresa cui affidare i lavori di manutenzione ma di non avervi potuto provvedere per la mancanza dei fondi necessari, anche per colpa del condomino danneggiato, quest'ultimo non può ottenere in giudizio in ristoro del pregiudizio economico subito.

Il Tribunale di Latina ha motivato tale decisione qualificando una condotta siffatta da parte del condomino danneggiato quale caso fortuito che va a interrompere il nesso causale tra la mancata manutenzione delle parti comuni, cui pure sarebbe obbligato in condomino in qualità di custode e, e il danno prodottosi nella proprietà esclusiva. L'art. 2051 c.c. prevede infatti che il custode del bene sia sempre responsabile per i danni prodotti al terzo, salvo che provi il caso fortuito.

Secondo il giudice di merito il mancato pagamento delle spese condominiali finalizzate proprio agli interventi di manutenzione delle parti comuni dalle quali deriva il danno al condomino rientra nella nozione di caso fortuito e, come tale, fa venir meno la responsabilità del condominio.

Mancato pagamento spese condominiali: opposizione a decreto ingiuntivo

La Suprema Corte ha evidenziato come "in tema di responsabilità civile per danni da cose in custodia, la condotta del danneggiato, che entri in interazione con la cosa, si atteggia diversamente a seconda del grado di incidenza causale sull'evento dannoso, in applicazione - anche ufficiosa - dell'art. 1227, comma 1, c.c., richiedendo una valutazione che tenga conto del dovere generale di ragionevole cautela, riconducibile al principio di solidarietà espresso dall'art. 2 Cost., sicché, quanto più la situazione di possibile danno è suscettibile di essere prevista e superata attraverso l'adozione da parte del danneggiato delle cautele normalmente attese e prevedibili in rapporto alle circostanze, tanto più incidente deve considerarsi l'efficienza causale del comportamento imprudente del medesimo nel dinamismo causale del danno, fino a rendere possibile che detto comportamento interrompa il nesso eziologico tra fatto ed evento dannoso, quando sia da escludere che lo stesso comportamento costituisca un'evenienza ragionevole o accettabile secondo un criterio probabilistico di regolarità causale, connotandosi, invece, per l'esclusiva efficienza causale nella produzione del sinistro" (Cass. Civ., sez. VI, 3 aprile 2019, n. 9315).

Secondo il Tribunale di Latina, il condominio convenuto, con le proprie produzioni documentali, aveva assolto il proprio onere probatorio, dimostrando la sussistenza del caso fortuito - in esso dovendosi ricomprendere la condotta del medesimo danneggiato - da intendersi assorbente e idonea a interrompere il nesso causale, avendo ex se cagionato l'evento dannoso.

Si deve tuttavia osservare come, benché sia vero che anche la condotta del danneggiato possa assurgere a caso fortuito, ciò avviene allorché essa abbia avuto efficienza causale esclusiva nella produzione del sinistro (Cass. civ, sez. III, 1 febbraio 2018, n. 2480).

Nel caso di specie, come avviene generalmente in ambito condominiale, pare di capire che il condomino danneggiato fosse soltanto uno dei condomini morosi e quindi le spese dal medesimo non versate nelle casse condominiali costituivano soltanto una parte della somma che mancava all'appello per raggiungere l'importo richiesto dall'amministratore ai condomini per l'esecuzione delle opere di manutenzione straordinaria.

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Sentenza inedita
Scarica Trib. Latina 17 giugno 2020 n. 1038

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