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Legittimo il maggior contributo da parte dell'ex marito se la moglie separata ricorre a un prestito per pagare  le spese condominiali
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Legittimo il maggior contributo da parte dell'ex marito se la moglie separata ricorre a un prestito per pagare le spese condominiali

Ricorrere a un prestito per pagare le spese condominiali giustifica l'assegno divorzile

 

Il Tribunale di Belluno con sentenza dichiarativa della cessazione degli effetti civili del matrimonio intercorso fra B. e D.V. poneva a carico del primo un assegno divorzile per l'ammontare di 220 Euro ma la Corte di appello di Venezia, accogliendo l'appello del B. , dichiarava non dovuto alcun assegno.

2C. on ricorso del 28 maggio 2007 .D.V. ha chiesto il ripristino dell'assegno adducendo il peggioramento delle sue condizioni economiche (condizioni di salute, accresciuta difficoltà di reperire un'occupazione lavorativa, necessità di interventi di ristrutturazione e manutenzione straordinaria nel fabbricato condominiale in cui è ubicata la sua abitazione cui aveva fatto fronte con un mutuo) e il miglioramento di quelle del B. (entrato finalmente in possesso di alcune proprietà ereditate in precedenza che aveva potuto cedere in locazione).

3. Il Tribunale di Belluno ha accolto parzialmente il ricorso e ha imposto al B. l'obbligo di versare un assegno mensile di 100 Euro a decorrere dall'agosto 2008 e con rivalutazione a partire dall'anno successivo.

4. La Corte di appello di Venezia ha respinto il reclamo del B. e quello della D.V. . 5. Ricorre per cassazione .B. affidandosi a tre motivi di ricorso.

6. Si difende con controricorso .D.V. .

Motivi della decisione

7C. on il primo motivo di ricorso si deduce error in procedendo ex art. 360 n. 4 c.p.c. per avere la Corte di appello fatto malgoverno dei principi in materia di giudicato sostanziale e di preclusione del dedotto e del deducibile.

Il ricorrente imputa alla Corte di appello di aver qualificato erroneamente come sopravvenienza fattuale un evento già verificato al momento della precedente statuizione della stessa Corte di appello che aveva negato l'assegno divorzile riferendosi all'acquisito possesso di un immobile già ereditato in precedenza.

Rileva infatti che tale acquisizione del possesso era già intervenuta nel 2004 e cioè precedentemente alla citata sentenza del 29.11.2004/22.2.2005.

8. Il motivo è infondato perché la circostanza che costituisce una variazione della posizione reddituale degli ex coniugi consiste nella percezione del reddito da tale immobile e non dalla sua semplice acquisizione.

9C. on il secondo motivo di ricorso si deduce la contraddittorietà della motivazione quanto al collegamento fra un aggravio una tantum delle condizioni economiche della ex moglie e l’imposizione a tempo indefinito di un assegno divorzile a carico del ricorrente. 10.

Anche questo motivo è infondato perché è stato preso in considerazione non l'esborso costituito dall'importo complessivo della quota dei lavori condominiali ma l'esposizione debitoria contratta a tal fine dalla D.V. con l'acquisizione di un finanziamento bancario.

11. Con il terzo motivo di ricorso si deduce omessa e insufficiente motivazione, per aver la Corte di appello ricollegato ai riscontrati fatti nuovi l'imposizione a tempo indefinito di un assegno in assenza di rinnovata valutazione comparativa circa le situazioni economiche degli ex coniugi. 12.

Il motivo appare formulato in modo del tutto generico ed erroneo perché la rappresentazione di specifici fatti nuovi tali da poter costituire il presupposto per il ripristino di un assegno non impone al giudice di riesaminare l'intera posizione economica dei coniugi in difetto di deduzioni specifiche e relative a fattori modificativi della situazione presistente.

13. Il ricorso va pertanto respinto con condanna del ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione.

Cerca: ricorso assegno condominiali

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Maria
Maria martedì 15 settembre 2015 alle ore 22:46

condominio. stradello che si dirama dalla via pubblica e che serve di accesso alle entrata dell'edificio e dei cortili privati Detto stradello a percosso carrabile viene chiuso con un muro impedendo l'accesso con i mezzi e lasciando un varco per il transito pedonale
il transito con i mezzi viene ricostruito nell'area privata unitamente a una porzione di area condominiale Per dispetto sostituiscono la serratura e non mi danno copia della chiave inoltre il ripristino dell'entrata carrabile come in origine non può essere effettuato in quanto il cancello occupa una parte di area condominiale e poggia sul muro edificato a chiusura dell'entrata carrabile originale
Gli amministratori non intervengono e non mi danno le documentazioni riguardante e modifiche e apportate nell'entrata dello stradello io sono impedito di utilizzare il percosso carrabile per accedere al mio posto macchina e per effettuare ogni altro uso di carico e scarico

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