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Rischia una condanna per lesioni colpose l'amministratore che non si attiva prontamente per evitare i pericoli ai condomini
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Rischia una condanna per lesioni colpose l'amministratore che non si attiva prontamente per evitare i pericoli ai condomini

L’amministratore di condominio deve attivarsi da solo per evitare pericoli ai condomini altrimenti ne risponde penalmente

 

L’amministratore di condominio è responsabile penalmente per le eventuali lesioni subite dai condomini nelle aree comuni dell’edificio se prontamente non si attiva per rimuovere i potenziali pericoli, a prescindere da una specifica autorizzazione assembleare.(Nella specie è stata confermata la condanna per lesioni colpose a carico dell’amministratore che non aveva fatto eseguire una corretta manutenzione su un viottolo d’uscita dalla stabile, sempre intasato dalle acque meteoriche.)
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Nella sentenza si legge:

Ha in sintesi in particolare rilevato il Tribunale che l'accesso alla farmacia " Già Regna ", usufruendo dello scivolo a lieve pendenza predisposto al fine di superare l'ostacolo costituito dai gradino tra il piano stradale ed il marciapiedi antistante la farmacia stessa, presentava, alla stregua della documentazione fotografica dei luoghi acquisita agli atti, " evidenti elementi di rischio, tenuto conto delle condizioni soggettive della persona offesa ( di anni 75) ed avuto riguardo " alle diverse intersezioni dei piani inclinati del tombino e delle diverse porzioni di marciapiede nonché dell'ulteriore pericolo insito nella manovra di aggiramento delle sconnessioni " .

Costituiva peraltro dato certo che le rilevate sconnessioni del marciapiede e del tombino avevano ab origine una precisa funzione servente ai fini del deflusso delle acque piovane a beneficio del condominio e che i dislivelli in tal modo creati non erano mai stati oggetto di interventi atti ad eliminare l'avvallamento volontariamente creato, come peraltro ammesso dall'imputato in sede di esame nel dibattimento di primo grado.

Sicché, diversamente dagli assunti del Giudice di prime cure, non era elemento decisivo individuare il punto esatto in cui l'anziana donna, nell'accedere alla farmacia, inciampò, rovinando a terra, così procurandosi le gravi lesioni.

L'unico responsabile del fatto doveva ritenersi l'imputato in veste di amministratore del condominio per aver colposamente omesso di "sistemare il passaggio pedonale in corrispondenza dell'accesso al marciapiedi antistante il tombino,mediante apposito scivolo " al fine di eliminare le sconnessioni del piano di calpestio o quantomeno di contenerne la pericolosità con idonee delimitazioni atte ad evitare che esse costituissero una vera e propria insidia; ciò sul rilievo decisivo che in ogni caso anche le sconnessioni esistenti "nella parte di pavimentazione in proprietà esclusiva dei s (ovvero nell'area diversa da quella occupata dal tombino ) sono del tutto funzionali allo scolo delle acque piovane convogliate dalle strutture condominiali " .

Non può, pertanto, mettersi in discussione che l'amministratore del condominio rivesta una specifica posizione di garanzia, su di lui gravando l'obbligo ex art. 40 cpv. cod. pen. di attivarsi al fine di rimuovere, nel caso di specie, la situazione di pericolo per l'incolumità del terzi, integrata dagli accertati avvallamenti / sconnessioni della pavimentazione in prossimità dei tombino predisposto ai fini dell' esercizio di fatto della servitù di scolo delle acque meteoriche a vantaggio del condominio, ciò costituendo una vera e propria insidia o trabocchetto, fonte di pericolo per i passanti ed inevitabile con l'impiego della normale diligenza; massime per una persona anziana di 75 anni di età.

Né l'obbligo di attivarsi onde eliminare la riferita situazione di pericolo doveva ritenersi subordinato, come erroneamente sostenuto dai ricorrente, alla preventiva deliberazione dell'assemblea condominiale ovvero ad apposita segnalazione di pericolo tale da indurre un intervento di urgenza.

Il disposto dell'art. 1130 cod. civ. viene invero interpretato dalla giurisprudenza di legittimità nel senso che sull'amministratore grava il dovere di attivarsi a tutela dei diritti inerenti le parti comuni dell'edificio, a prescindere da specifica autorizzazione dei condomini ed a prescindere che si versi nel caso di atti cautelativi ed urgenti.

Dalla lettera dell'art. 1135,ultimo comma cod. civ. si evince peraltro a contrario che l'amministratore ha facoltà di provvedere alle opere di manutenzione straordinaria, in caso rivestano carattere di urgenza, dovendo in seguito informare l'assemblea.

E' indubitabile che l'eliminazione di un'insidia o trabocchetto derivante dall'omesso livellamento della pavimentazione in corrispondenza di un tombino deputato all'esercizio di una servitù di scolo a vantaggio - ovviamente - dell'edificio condominiale rappresenti intervento sia conservativo del diritto sia manutentivo di ordine urgente anche a tutela della incolumità dei passanti e quindi determinante dell'obbligo di agire ex art. 40 comma 2° cod.pen..

Cerca: lesioni sconnessioni tombino

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Osvaldo
Osvaldo mercoledì 17 aprile 2019 alle ore 19:15

il credito vantato da una condomina danneggiata, rimborsata dall'assicurazuione su c/c del condominio, si prescrive ? la danneggiata richiede il saldo dopo cinque anni e 3 mesi dal pagamento al condominio, è giusto non è prescritto ? L'amministratore entro quanto tempo deve versare alla dannaeggiata ?

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