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Violazione delle norme antisismiche, quando le opere di ristrutturazione compromettono la staticità dell’intero edificio
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Violazione delle norme antisismiche, quando le opere di ristrutturazione compromettono la staticità dell’intero edificio

La presunzione di pericolosità della sopraelevazione può essere vinta mediante la prova dell'idoneità della struttura a fronteggiare il rischio sismico.

 

Il divieto di sopraelevazione, per inidoneità delle condizioni statiche dell'edificio, previsto dall'art. 1127, secondo comma, c.c. va interpretato non nel senso che la sopraelevazione è vietata soltanto se le strutture dell'edificio non consentono di sopportarne il peso, ma nel senso che il divieto sussiste anche nel caso in cui le strutture son tali che, una elevata la nuova fabbrica, non consentano di sopportare l'urto di forze in movimento quali le sollecitazioni di origine sismica.

Pertanto, qualora le leggi antisismiche prescrivano particolari cautele tecniche da adottarsi, in ragione delle caratteristiche del territorio, nella sopraelevazione degli edifici, esse sono da considerarsi integrative dell'art. 1127, secondo comma, c.c. e la loro inosservanza determina una presunzione di pericolosità della sopraelevazione che può essere vinta esclusivamente mediante la prova, incombente sull'autore della nuova fabbrica, che non solo la sopraelevazione, ma anche la struttura sottostante sia idonea a fronteggiare il rischio sismico.

Inoltre, qualora l'apertura nei muro perimetrale comune di un edificio condominiale sia eseguita dal singolo condomino per mettere in comunicazione una unità immobiliare di sua esclusiva proprietà con un'altra unità compresa in un diverso fabbricato, l'uso del muro comune non può ritenersi consentito a norma dell'art. 1102 c.c. in quanto non si risolve in un semplice maggiore suo godimento, ma integra una anormale e diversa utilizzazione diretta a sopperire ai bisogni di un bene al quale non è legato da alcun rapporto.

( Nella specie una proprietaria aveva eseguito opere di ristrutturazione delle due unità immobiliari da lei acquistate, eliminando la già esistente scala interna di collegamento tra il 1 ed il 2 piano; mettendo in comunicazione i due appartamenti preesistenti, posti nei due diversi e contigui fabbricati; sopraelevando e rendendo abitabile il preesistente sottotetto; eliminando parte del preesistente tetto comune per realizzare un terrazzo di uso esclusivo.)

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Fabrizio Trois
Fabrizio Trois venerdì 26 giugno 2015 alle ore 16:49

a chi si deve denunciare e soprattutto chi ha la competenza per intervenire per far andare via eventuali inquilini ?

Giuseppe
Giuseppe martedì 06 dicembre 2016 alle ore 18:04

In un locale che al catasto è indicato come "soffitta" vi è il termosifone del riscaldamento. Il locale stesso è munito di finestre che possono essere aperte. In questo caso il locale può essere adibito a camera da letto o altro locale fruibile come spazio abitativo?

Adelaide Mazzaferro
Adelaide Mazzaferro giovedì 22 novembre 2018 alle ore 19:36

ma non si lede i diritti di chi abita l'attivo far diventare la soffitta un appartamento ??ò

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