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Condomino che cade a causa del pavimento reso scivoloso dal versamento di liquidi detergenti ed acqua, nessuna responsabilità per il condominio.

Responsabilità di un condominio per il sinistro occorso ad un condomino nelle scale condominiali
Tribunale Brindisi, sentenza del 13 dicembre 2011, n. 1510 

Per il condomino che cade a causa del pavimento reso scivoloso dal versamento di liquidi detergenti ed acqua nessun risarcimento ex art. 2051 cc per carenza dei presupposti e per la mancanza della prova del «fatto storico».

Per la Cassazione l'abituale frequentazione e conoscenza dei luoghi da parte del condomino (ivi compreso lo stato del pavimento) e l'assenza di altri fatti analoghi (cadute) nel giorno dei fatti, lasciano fondatamente presumere che il fatto sia riconducibile a cause non ascrivibili ad alcun titolo al condominio, bensì a circostanze soggettive del condomino.

Nella sentenza si legge:

Costituisce fatto non contestato che la caduta dell' attore nell' androne comune del fabbricato convenuto, né le lesioni fisiche conseguenti. I testi escussi hanno infatti indicato la presenza dell'attore per terra nell'area posta tra l'ascensore ed i gradini di collegamento con il portone di accesso al fabbricato Nessuno dei testi ha assistito alla caduta dell'attore, essendo tutti intervenuti successivamente.

Nessuno ha notato la presenza di personale intento ad effettuare la pulizia dell'androne né di materiale (flaconi di detersivi, secchi ecc) afferente a tale attività.

Nessuno dunque ha potuto affermare se quella mattina, prima del sinistro, fosse stata effettuata o meno la pulizia dell'androne. Inoltre tre dei quattro testi escussi (tra cui la moglie dell'attore) hann o escluso o dichiarato di non ricordare se il pavimento dell' androne fosse bagnato o comunque umido.

Hanno invece tutti dichiara to che il pavimento in parola era lucido e reso un po' scivoloso, verosimilmente, per l'uso di detergenti lucidanti, all'epoca utilizzati dall'impresa di pulizie.

Solo un teste, B***., ha riferito che il pavimento si presentava umido, ma tale circostanza, non confermata dagli altri testi escussi, non può dirsi provata.

Altresì incontestato che l'attore, per una pregressa patologia alla gamba destra deambulava esclusivamente con l'ausilio di un bastone. Orbene sulla base delle riscontate emergenze istruttorie non appare raggiunta la prova del fatto storico così come descritto in citazione, ossia una asserita scivolosità del pavimento per versamento di liquidi detergenti ed acqua.

Dall' istruttoria è infatti emerso che il pavimento era asciutto (o comunque non è provato che fosse umido o bagnato), ma lucido e scivoloso per il pregresso uso di particolari detergenti.

Né risulta provato che al momento del fatto fosse in atto o comunque appena conclusa la pulizia dei locali condominiali. Viene pertanto meno la dedotta responsabilità del condominio per non aver vigilato sulle modalità di esecuzione dei lavori di pulizia dell'androne da parte dell'impresa Brill ***, che secondo l'assunto attoreo non avrebbe segnalato la scivolosità del pavimento dovuta al versamento di liquidi detergenti ed acqua.

Il fatto storico accertato è infatti una leggera scivolosità del pavimento per il pregresso uso di detergenti lucidanti (quali ad esempio cera).

Tuttavia tale circostanza, oltre che integrare un fatto diverso da quello dedotto in citazione, comunque, per un verso, non sembra costituire fatto (tipologia dei detergenti usati dall'impresa di pulizia) di cui il condominio avesse un potere di controllo rispetto alla cosa oggetto di sua custodia (il locale condominiale), per altro verso non sembra costituire un fatto che, oltre che oggettivamente insidioso, sia da ritenersi anche soggettivamente imprevedibile.

Invero è acclarato che l'attore era da vari anni, ed è tuttora, un condomino del fabbricato in cui è accaduto il sinistro.

I testi hanno poi concordato nel riferire che per un limitato arco temporale l'impresa di pulizie, temporalmente addetta, era solita usare prodotti lucidanti.

Il fatto si è verificato di mattina e l'androne risulta ben illuminato (come emerge anche dalla documentazione fotografica in atti).

Per tali complessive circostanze ove anche il fatto originariamente dedotto dall'attore fosse stata la scivolosità del pavimento per uso di detergenti lucidanti (e non per pavimentazione bagnata per pulizie in corso o appena terminate) comunque difficilmente sarebbe configurabile, per le circostanze sopra elencate, la soggettiva imprevedibilità dell'insidia da parte del condomino attore, stante la sua quotidiana frequentazione dei luoghi e la presumibile e comunque esigibile conoscenza delle caratteristiche dell'immobile, ivi compresa la condizione della pavimentazione dell'androne (più o meno lucida).

Invero, contrariamente alla tesi sostenuta dall'attore nelle note conclusive (secondo cui per la sussistenza della responsabilità ex art 2051 cc, sarebbe sufficiente un'oggettiva relazione tra la cosa in custodia e l'evento dannoso), la Suprema Corte ha ripetutamente affermato (Cass 11592/10, per identica fattispecie; Cass 25772/09) che la responsabilità da cose in custodia ex art 2051 cc, sussiste essenzialmente sulla base di due presupposti: un'alterazione della cosa che per le sue intrinseche caratteristiche determina la configurazione nel caso concreto della cd. insidia o trabocchetto, e l'imprevedibilità e invisibilità di tale "alterazione" per il soggetto che, in conseguenza di detta situazione di pericolo, subisce un danno.

Diversamente, nel caso in parola, l'abituale frequentazione e conoscenza dei luoghi da parte dell'attore (ivi compreso lo stato del pavimento), l'assenza di altri fatti analoghi (cadute) nel giorno dei fatti, lasciano fondatamente presumere che il fatto sia riconducibile a cause non ascrivibili ad alcun titolo al condominio convenuto, bensì a circostanze soggettive dell' attore, con conseguente rigetto della domanda.

Motivi di equità, dovuti alla oggettiva scivolosità del pavimento, giustificano la compensazione parziale, nella misura del 50%, delle spese di lite che per la restante parte si pongono a carico dell'attore per il principio di soccombenza e si liquidano in dispositivo. Spese di CTU definitivamente a carico dell'attore.

Vanno invece interamente compensate le spese di lite tra convenuta e compagnia terza chiamata, stante la ritualità ed opportunità di tale chiamata in garanzia.

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