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Regolamento contrattuale, attività rumorose o maleodoranti nelle unità abitative, cause tra proprietari, competenza

La competenza in tema di divieto di immissioni contenute nel regolamento contrattuale
Cassazione Civile, Sezione VI, 18 gennaio 2011, n. 1064 

Le cause relative a rapporti tra proprietari o detentori di immobili adibiti a civile abitazione in materia di immissioni, che l'art. 7 c.p.c., comma 3, n. 3, affida alla competenza per materia del giudice di pace, sono quelle che si muovono nella cornice applicativa dell'art. 844 cod. civ., in cui al giudice è commesso il compito di valutare il superamento della normale tollerabilità; si è al di fuori di tale ambito, e la causa rientra nella competenza del tribunale, allorchè si verta in tema di opponibilità della clausola di un regolamento condominiale che, imponendo limitazioni al godimento degli appartamenti di proprietà esclusiva, vieti in essi l'esercizio di certe attività lavorative, e si invochi, a sostegno dell'obbligazione di non fare, non la norma codicistica sulle immissioni, ma il rispetto della più rigorosa previsione regolamentare, costitutiva di servitù reciproche.

(Nella specie: Il condominio (OMISSIS), in persona dell'amministratore pro tempore, ed i condomini B. V. e S.U. hanno convenuto in giudizio, dinanzi al Tribunale di Modena, i condomini G.R. e F. G., lamentando la violazione della prescrizione contenuta nel regolamento di condominio di natura contrattuale, la quale vieta l'esercizio di attività rumorose o maleodoranti nelle unità abitative facenti parte dell'edificio condominiale, a causa dello svolgimento, da parte dei convenuti, di un'attività di lavoro a domicilio di cucitura di pellami con macchinari nel loro appartamento destinato ad abitazione.

Gli attori hanno domandato l'accertamento della violazione da parte dei convenuti dell'obbligo di non fare di cui alla disposizione regolamentare e l'emanazione dell'ordine di sospensione di qualsiasi attività lavorativa in contrasto con detta previsione contrattuale, con condanna alla riduzione in pristino.

Hanno altresì chiesto la condanna dei convenuti al risarcimento dei danni materiali e alla salute subiti, quantificati in Euro 10.000 o nella diversa misura accertata in corso di causa.)

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Mario Marchese
Mario Marchese 05-01-2017 23:24:36

Caro collega Antonio de Luca, vorrei precisare che la tua iscrizione e frequentazione al corso ANAMMI non aggounge nulla alla tua preparazione professionale ed iscrizione al Collegio della Provincia competente, atteso, cosa ignorata o volutamente ignorata dai nostri "benemeriti legislatori", anche su pressioni di specifiche lobby professionali, che ai sensi del regio decreto del 1928 istituente i Collegi professionale per geometri, nello stesso veniva loro assegnata in modo esclusivo, per lo specifico corso di studi che prevede sia formazione tecnica che amministrativa,la gestione di beni mobili ed immobili senza nessuna necessità all'esistenza di associazioni di amministratori, che in alcuni casi si spacciano anche per Albi, tenuto conto che i nostri Collegi annoverano fra i propri corsi di aggiornamento anche quelli di amministratori condominiali, avendone pieno titolo per Decreto istitutivo.

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