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La bolletta per la fornitura del servizio idrico. Il pagamento di somme notevoli e la richiesta di rateizzazione
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La bolletta per la fornitura del servizio idrico. Il pagamento di somme notevoli e la richiesta di rateizzazione

Condominio: Le condizioni di fornitura del servizio idrico

Avv. Alessandro Gallucci 

Il condominio Alfa è titolare dell’utenza per la fornitura del servizio idrico sulla base di un contratto stipulato dall’amministratore con l’impresa erogatrice Beta.

La fatturazione per il pagamento del servizio è trimestrale. Il mandatario dei condomini al ricevimento della stessa provvede a suddividerne il costo tra i vari comproprietari nei modi indicati dalla legge ed a seguito della riscossione delle quote così determinate a pagarle alla Beta. Le fatture si basano sempre sui consumi reali e mai sui quelli così detti stimati.

Al ricevimento dell’ultima di una serie di fatture il legale rappresentante del condominio nota un consumo (reale) abnorme rispetto a quello abituale e, di conseguenza, un importo da pagare notevolissimo. A questo punto ripartisce la spesa e invia la richiesta ai condomini.

Questi avvedutisi dell’eccessiva richiesta, a loro modo di vedere esagerata rispetto ai loro consumi e per di più impossibile da soddisfare in un’unica tranche si rivolgono al loro legale rappresentante per chiedere una verifica della regolarità della fatturazione ed un’eventuale riduzione (laddove fosse accertato un errore) o rateizzazione dell’importo da pagare.

Il verificarsi del fatto raccontato è tutt’altro che una ricostruzione fantasiosa. E’ del tutto usuale che per i più svariati motivi i condomini si trovino a dover affrontare una spesa inaspettatamente alta per il servizio idrico.

Che cosa fare in questi casi?

Le soluzioni, valide a livello generale, devono sempre essere rapportate al singolo caso di specie. Le condizioni di fornitura del servizio idrico integrato, infatti, variano a secondo del gestore del servizio medesimo.

Ad ogni modo è utile cercare di capire, per decidere il da farsi, se il consumo eccessivo è reale oppure è dovuto ad un errore o se, invece, sia causato da un qualche guasto all’impianto.

L’effettività del consumo e di conseguenza la presenza di guasti alla rete è facilmente verificabile. Solitamente il gestore del servizio provvede alla lettura del contatore condominiale.

Il numero rilevato sul contatore comune deve corrispondere, anche non proprio esattamente (le letture sfasate di qualche giorno possono portare a qualche fisiologico disallineamento), alla somma delle singole rilevazioni effettuate sui contatori delle unità immobiliari (c.d. contatori di sottrazione).

E’ chiaro che un leggerissimo sfasamento, per le ragioni testé citate, non può che portare a concludere che non vi sia nulla di strano. Per dirla in breve: si è semplicemente consumato di più.

Qualora, invece, dalla comparazione tra i dati forniti dal contatore centrale e da quelli di sottrazione vi sia un significativo squilibrio, non è errato ipotizzare la presenza di un guasto. E’ chiaro quindi che in tal caso bisognerà agire per provvedere all’individuazione dello stesso ed alla conseguente riparazione.

In entrambi questi casi i condomini, loro malgrado e salvo diversa disposizione delle condizioni di fornitura o separato accordo con l’erogatore del servizio dovranno pagare in un’unica soluzione. Il maggior consumo o il danno della rete condominiale, infatti, non sono inadempimenti ascrivibili all’ente erogatore.

Nel caso di errore nella fatturazione, invece, è utile chiedere la lettura in contraddittorio del contatore al fine di ottenere l’annullamento della fattura sbagliata e la sua sostituzione con quella esatta.

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