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Divieto di testimonianza dei condòmini
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Divieto di testimonianza dei condòmini

I condòmini possano essere chiamati a testimoniare in relazione a vicende riguardanti rapporti con terzi?

Avv. Alessandro Gallucci  

In un giudizio civile che ha come parte in causa un condominio è possibile chiamare a testimoniare un condòmino?

Alla domanda, di per sé chiarissima, non è possibile dare una risposta univoca.

In breve si può approntare una soluzione del genere: dipende dall'oggetto della controversia. Vediamo perché.

Chi è il testimone nel processo civile?

Partiamo dalla testimonianza che è un mezzo di prova a mezzo del quale la parte può giungere alla dimostrazione di un fatto.

Con la testimonianza si può provare che un fatto è successo in un dato giorno, ovvero in una data ora, oppure ancora ricostruirne la dinamica, accertare la presenza di persone in specifici posti, ecc.

La valutazione della testimonianza spetta al giudice chiamato a decidere della causa. Un testimone può essere considerato poco attendibile, ovvero contradittorio, o magari pienamente credibile, ovvero solo in parte.

Dato questo contesto, quindi, si può affermare che il testimone è la persona chiamata in giudizio a riferire su fatti e circostanze rilevanti ai fini della decisione di una causa.

Quando non si può testimoniare?

Non sempre e non tutti possono testimoniare. La legge prevede due limiti alla testimonianza:

- di natura oggettiva;

- di natura soggettiva.

Quanto alla prima, inerente direttamente al mezzo di prova specificamente considerato, il codice civile artt. 2721-2726 c.c. stabilisce un generale divieto di testimonianza in relazione ai fatti provati per iscritto, pur prevendendo delle eccezioni al criterio generale.

Per la legge, insomma, nella maggior parte dei casi, ciò che è stato scritto vale più di quel che è stato detto. Oltre alle eccezioni indicate negli articoli appena citati vanno tenute in considerazione quelle eventualmente prescritte da altre disposizioni di legge. Si pensi alla prova della simulazione contrattuale.

I limiti possono essere anche di natura soggettiva, ovvero riguardare la persona che dovrebbe assumere l'ufficio di testimone.

Al riguardo è chiaro l'art. 246 del codice di procedura civile che sancisce l'incapacità a testimoniare per quelle «persone aventi nella causa un interesse che potrebbe legittimare la loro partecipazione al giudizio».

Se sono proprietario in comunione dei beni di un appartamento e l'altro comproprietario inizia una causa per danni da infiltrazioni, io avrei titolo a partecipare a quel processo e quindi non potrò essere chiamato a testimoniare.

Condòmini testimoni

Sovente nei provvedimenti conclusivi di procedimenti giurisdizionali riguardanti i condominii (ovvero nelle ordinanze riguardanti i mezzi istruttori) si legge che «i singoli condomini sono privi di capacità a testimoniare nelle cause che coinvolgono il condominio, poiché l'eventuale sentenza di condanna è immediatamente azionabile nei confronti di ciascuno di essi» (Cass. n. 17199/2015).

Ciò sembrerebbe tagliare nettamente la possibilità di chiamare i propri vicini quali testimoni nelle cause che riguardano il condominio, ovvero anche che i condòmini possano essere chiamati a testimoniare in relazione a vicende riguardanti rapporti con terzi.

Un principio che va comunque valutato caso per caso in relazione alla specifica materia del contendere, nonché all'oggetto della testimonianza.

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