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Cari professionisti, arriva il «catasto digitale».
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Cari professionisti, arriva il «catasto digitale».

Catasto digitale, dal 1° giugno i professionisti dovranno inviare i modelli Docfa e Pregeo solo per via telematica.

Dott. Ivan Meo  

Semplice, veloce e trasparente. Importanti novità sul fronte della semplificazione del catasto vengono da "Catasto digitale: semplice, veloce, trasparente", convegno organizzato dalla Direzione regionale del Lazio dell'Agenzia delle Entrate, dall'Ordine degli architetti, da quello degli ingegneri e dal Collegio dei geometri della Provincia di Roma, svoltosi a Roma l'11 marzo scorso, presso la Casa dell'architettura.

Tra gli altri ospiti, vi ha preso parte Rossella Orlandi, direttore dell'Agenzia delle Entrate, che ha dichiarato: "Dal prossimo giugno tutti i documenti del catasto fabbricati dovranno essere trasmessi per via telematica. Stiamo preparando il provvedimento: il sistema Docfa è pronto e funziona, siamo al 75% di documenti, vogliamo arrivare al 100%".

Esclusività al canale online. "Siamo già a buon punto, per questo penso che i tempi siano maturi per dare l'accelerazione finale", ha affermato l'Orlandi. Il provvedimento in preparazione renderà obbligatorio il passaggio dai canali online.

Tramite il software Docfa (Documenti catasto fabbricati), in funzione attualmente, è possibile compilare i modelli per le dichiarazioni di accatastamento e per le denunce di variazione.

Tali documenti, una volta approntati, possono seguire una duplice strada: o andare direttamente agli uffici provinciali delle Entrate o passare dalla piattaforma telematica "Sister".

Si punta a far funzionare esclusivamente il canale telematico con una grossa responsabilità dato che riguarderà circa 1,6 milioni di documenti all'anno.

A tal riguardo, si esprime ancora l'Orlandi, " Non si capisce perché qualcuno debba ancora venire in ufficio, con le carte in mano. Se il sistema funziona a Varese, non capisco perché non detta funzionare ance a Crotone. Ovviamente l'assistenza verrà sempre garantita".

Lo scopo finale è comunque quello di ridurre il più possibile gli accessi agli uffici, dando una priorità al canale telematico.

Il problema dell'invarianza. Sempre la Orlandi ha tenuto a precisare che, riguardo la revisione degli estimi catastali, la legge prevede che la riforma del catasto sia a invarianza di gettito, a carico dei contribuenti, garantita dal Governo in seguito alla modifica delle basi imponibili. E precisa che si tratterà di un principio difficile da attuare, in attesa di capire se sarà esteso su scala nazionale o locale, come sembra più probabile. "Dal momento in cui sarà varata, ci vorranno cinque anni per completarla; è un lavoro immenso che riguarda 62 milioni di immobili e richiede la collaborazione dei Comuni e dei professionisti", ha ulteriormente chiarito.

Infatti, è un settore rimasto invariato dal 1939 e la sua riforma avrà una valenza non solo fiscale ma anche strategica dal momento che la modernizzazione del procedimento amministrativo aumenterà il livello di compartecipazione e di trasparenza.

Il direttore dell'Agenzia delle Entrate ha concluso: "Il rapporto tra la Pa e i cittadini è da semplificare. Una delle nostre priorità è quella della successione che riguarda oltre un milione di cittadini all'anno e che è sempre molto faticosa. Vogliamo che entro l'anno, con un unico atto, si possa fare online sia la successione che la voltura degli immobili".

La reazione dei tecnici di settore. Favorevolmente accolta da architetti e ingegneri romani, la novità viene così commentata da Carla Cappiello, presidente degli ingegneri della Capitale: "Certamente questi sistemi sono da implementare e migliorare, poiché alcune volte per il carico di informazioni contenute, si inceppano.

Si deve puntare a una maggiore attenzione alla user experience del servizio, prevedendo un meccanismo di retroazione da parte dell'Agenzia verso l'utente.

Si auspica che in un futuro prossimo l'attività già avviata dall'Agenzia si possa implementare».

Anche se i punti a favore sono notevoli: «Eliminazione dei lunghi tempi di attesa per consegnare fisicamente i documenti in ufficio, possibilità di inviare i documenti in qualsiasi momento con la quasi certezza di averli accettati in banca dati in tempi brevi, semplificazione della gestione contabile, impegno dell'Agenzia a tenere sotto controllo la casistica degli errori rilevati".

=> Nel nuovo catasto rientreranno anche le parti comuni del condominio?

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