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Cani e disturbo dei vicini. Rispondono penalmente i proprietari dell'appartamento che ospitano gli animali
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Cani e disturbo dei vicini. Rispondono penalmente i proprietari dell'appartamento che ospitano gli animali

I latrati continui dei cani possono giustificare la condanna penale e l'applicazione dell'ammenda prevista dall'art. 659 c.p.

Avv. Maurizio Tarantino  

"Se i cani abbaiano per tutta la notte, impedendo il riposo e le occupazioni dei vicini, la condanna scatta a carico dei titolari dell'appartamento da cui provengono i latrati, a prescindere dal fatto che siano, o meno, i proprietari dei cani". (Cass. pen. 24 agosto 2018 n. 38901).

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La vicenda. Il Tribunale di Lucca aveva condannato Tizio e Caia alla pena di euro 300 di ammenda ciascuno, perché ritenuti responsabili del reato previsto dagli artt. 110, 659 cod. pen., per avere detenuto, in concorso tra loro, presso la propria abitazione alcuni cani che abbaiavano continuamente nottetempo, impedendo il riposto e le occupazioni delle persone residenti nelle adiacenze.

Avverso tale pronuncia, i ricorrenti avevo proposto ricorso in cassazione eccependo la violazione della legge penale in relazione all'art. 659 cod. pen. e correlativo vizio motivazionale.

Ad avviso dei ricorrenti, il tribunale avrebbe errato nel ritenere l'idoneità delle emissioni rumorose a disturbare un elevato numero di persone, avendo invece raggiunto una cerchia limitata di soggetti. Inoltre, i ricorrenti affermavano di non essere i legittimi proprietari dei cani.

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Il ragionamento della Corte di Cassazione. Preliminarmente, secondo i giudici di legittimità, il superamento della soglia della normale tollerabilità non va valutato necessariamente con una perizia o una consulenza tecnica.

Il giudice, infatti, può formare il proprio convincimento circa un fenomeno accusato di disturbare la pubblica quiete fondandosi su "elementi probatori di diversa natura, quali le dichiarazioni di coloro che sono in grado di riferire le caratteristiche e gli effetti dei rumori percepiti, occorrendo, ciò nondimeno accertare la diffusa capacità offensiva del rumore in relazione al caso concreto". Premesso ciò, nella vicenda in esame, era stato acclarato che il superamento della soglia della normale tollerabilità delle fonti sonore era stata desunta dalle deposizioni testimoniali di tre vicini di casa, nonché dell'agente di polizia municipale che aveva effettuato il sopralluogo accertando non solo che gli animali abbaiavano e che in casa non vi era nessuno.

Inoltre era anche stato presentato esposto da trentuno persone che lamentavano l'abbaiare dei cani, proveniente dall'abitazione dove abitavano gli imputati.

=> Immissioni da abbaiare di cani. E' responsabile la proprietaria.

Fondata, quindi, la condanna inferta dal giudice toscano, in merito alla questione della proprietà dei cani (anagrafe canina), i giudici di legittimità hanno affermato che il dovere d'impedimento di strepiti di animali deriva dal mero possesso degli animali medesimi, a prescindere dal formale titolo di proprietà, essendo l'obbligo di impedimento collegato all'effettiva signoria sugli animali, i cui strepiti non sono impediti. Respinta, altresì la censura inerente l'effettivo disturbo della quiete pubblica.

Difatti, precisano i giudici di legittimità, il disturbo sussiste ogni volta che i rumori molesti abbiano una tale diffusività che l'evento disturbante sia tale da essere risentito dalla collettività, intendendosi per tale "il novero dei soggetti che si trovino nell'ambiente o, comunque, in zone limitrofe alla provenienza della fonte sonora, atteso che la valutazione circa l'entità del fenomeno rumoroso va fatta in relazione alla sensibilità media del gruppo sociale in cui il fenomeno stesso si verifica".

In conclusione, alla luce di tutto quanto innanzi esposto, la Corte di legittimità ha respinto il ricorso e per l'effetto ha confermato la condanna nei confronti di Tizio e Caio alla pena di euro 300 di ammenda ciascuno.

Cass._pen._24_agosto_2018_n._38901.pdf

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E_vincenzo
E_vincenzo giovedì 30 agosto 2018 alle ore 14:50

bisogna dargli il sonnifero ai cani.

Cristina Ciccarelli
Cristina Ciccarelli domenica 16 settembre 2018 alle ore 20:13

E quando sono le persone a molestare un cane sul terrazzo o all'interno di un cortile?
.... Mi trovo -temporaneamente- in un paesino dove CERTE persone fissano la mia cagna perché passeggiano fissando verso il mio terrazzo a volte inveiscono contro di lei pensando che la cagna sia sola e quando chiedo spiegazioni rimangono muti oppure inveiscono contro di me quindi per me si tratta di malati di mente perché non danno un argomentazione, qualcuno l'ho visto entrare anche nel condominio.

Fanno stalking.

Vincenzo
Vincenzo lunedì 17 settembre 2018 alle ore 09:26

Ma cosa ti aspetti dalle persone? se sono stati capaci di avvelenare quel pastore tedesco che ha salvato tante vite umane nel terremoto in abruzzo.

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