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Se l'avvocato del condominio o del condomino non rispetta i termini processuali?
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Se l'avvocato del condominio o del condomino non rispetta i termini processuali?

Avvocato del condominio, mancato rispetto dei termini del processo e responsabilità professionale

Avv. Alessandro Gallucci  

L'avvocato e i termini processuali: chi svolge questa attività sa quale timore scorge ogni avvocato dietro una scadenza: una serie di ragioni portano a depositare determinati atti il giorno stesso della scadenza.

Ciò porta con sé dei rischi: i termini sono stati ben calcolati? Se per qualche ragione non si riesce a depositare entro la data di scadenza.

E se, invece, succede, perché può accadere, che ci si dimentica completamente il termine? Quali le conseguenze per il legale difensore del condominio o del condòmino.

Due esempi classici rispetto alla mancata osservanza di termini decadenziali:

  • mancato rispetto del termine di trenta giorni, di cui l'art. 1137 c.c., per l'impugnazione delle delibere condominiali;
  • mancata osservanza del termine di quaranta giorni dalla notifica del decreto ingiuntivo per l'instaurazione del giudizio di opposizione.

Qui ci soffermeremo sulle responsabilità connesse a questi termini, poiché l'effetto dell'inadempimento è eclatante, ma le considerazioni valgono pressappoco per ogni mancato rispetto del termine.

L'avvocato, poi, incorre anche in altre responsabilità: dalla scelta di una strategia difensiva errata, all'errore nella individuazione dell'atto introduttivo di un giudizio, ovvero di costituzione nel giudizio, ecc.

Proprio per queste ragioni, prima di entrare nel merito della questione è utile premettere brevi cenni sulla tipologia di obbligazione assunta dall'avvocato e sulla connessa responsabilità professionale.

Quella dell'avvocato è un'obbligazione di mezzi, che deve guardare al risultato

Se si va dal medico si va per farsi curare. Certo, evidentemente si spera di guarire, ma il medico ha l'obbligo di curare bene il paziente. Nessun obbligo di guarigione, dunque, in effetti questa non dipende da lui.

Vero, ma è altrettanto vero che la cura dev'essere orientata alla guarigione, ovvero ove ciò non sia possibile o sia altamente improbabile, alla migliore soluzione che garantisca condizioni di vita dignitose all'ammalato. È un'obbligazione di mezzo, ma chiaramente orientata ad un risultato. È in quest'ottica si giudica l'attività del dottore.

Fatti i dovuti paralleli, lo stesso vale per l'avvocato: l'avvocato non ha l'obbligo di vincere una causa, ma ha l'obbligo i difendere al meglio il cliente che intenda promuovere un giudizio, ovvero resistere ad esso.

In quest'ottica, ormai da tempo si afferma che «pur tenendosi conto della peculiarità dell'attività da essi svolta, un particolare dovere di diligenza nell'espletamento del mandato loro conferito ed ancor più specificamente per gli avvocati l'obbligo di perseguire il buon esito della lite» (Cass. 6 febbraio 1998, n. 1286).

La miglior difesa potrebbe consigliare anche di non iniziare la causa, ovvero di trovare un accordo prima che la citazione si tramuti in giudizio ordinario. Valutazioni da farsi caso per caso.

La responsabilità non dipende dalle sollecitazioni del cliente: è questa una delle declinazioni della libera professione. L'ultima parola spetta sempre al professionista.

In tal senso, la Cassazione afferma che «la responsabilità professionale dell'avvocato, la cui obbligazione è di mezzi e non di risultato, presuppone la violazione del dovere di quella diligenza media esigibile a norma dell'art. 1176 co. 2 c.c., la quale violazione, ove consista nell'adozione di mezzi difensivi pregiudizievoli al cliente, non è né esclusa né ridotta per la circostanza che l'adozione di tali mezzi sia stata sollecitata dal cliente stesso, essendo compito esclusivo del legale la scelta della linea tecnica da seguire nella prestazione dell'attività professionale» (si veda in tal senso Cass. 28 ottobre 2004 n. 20869).

Termini processuali, mancato rispetto da parte dell'avvocato e regola del "più probabile che non"

Il mancato rispetto dei termini, si diceva, uno dei rischi dell'attività dell'avvocato.

Non rispettare un termine, alle volte, può voler dire pregiudicare il diritto di un cliente. Tardare nell'impugnazione di una delibera, dimenticarsi (o tardare) di opporre un decreto ingiuntivo, non appellare una sentenza o farlo tardivamente, ecc.

La colpa dell'avvocato, qui, salvo eccezionali circostanze, è evidente, in re ipsa, si dice con un latinismo.

Quali i profili risarcitori?

Dipende dal diritto pregiudicato. Non rispettare un termine può voler dire compromettere definitivamente il diritto d'un cliente, oppure semplicemente togliergli una chance. O magari nessuna.

È pacifico in giurisprudenza che in relazione alla responsabilità civile, ivi compresa quella contrattuale, l'accertamento del nesso causale va operato alla stregua della regola della preponderanza dell'evidenza o del "più probabile che non".

Come si traduce questa regola in relazione alla responsabilità professionale (e quindi alla responsabilità dell'avvocato)?

Al riguardo la Corte di Cassazione ha affermato che il giudice, «accertata l'omissione di un'attività invece dovuta in base alle regole della professione praticata, nonchè l'esistenza di un danno che probabilmente ne è la conseguenza, può ritenere, in assenza di fattori alternativi, che tale omissione abbia avuto efficacia causale diretta nella determinazione del danno.

Occorre, tuttavia, distinguere fra l'omissione di condotte che, se tenute, sarebbero valse ad evitare l'evento dannoso, dall'omissione di condotte che, viceversa, avrebbero prodotto un vantaggio.

In entrambi casi possono ricorrere gli estremi per la responsabilità civile, ma nella prima ipotesi l'evento dannoso si effettivamente verificato, quale conseguenza dell'omissione; nell'altra, il danno (che, se patrimoniale, sarebbe da lucro cessante) deve costituire oggetto di un accertamento prognostico, dato che il vantaggio patrimoniale che il danneggiato avrebbe tratto dalla condotta altrui, che invece è stata omessa, non si realmente verificato e non può essere empiricamente accertato». (Cass. 24 ottobre 2017 n. 25112)

Nel caso degli avvocati, specifica la Cassazione nella medesima pronuncia e sulla scorta d'un proprio consolidato orientamento «poiché l'esito del giudizio che si sarebbe dovuto intraprendere e rispetto al quale, invece, il professionista ha lasciato decorrere i termini, non può essere accertato in via diretta, ma solo in via presuntiva e prognostica.

Pertanto, in tema di responsabilità del prestatore di opera intellettuale nei confronti del proprio cliente per negligente svolgimento dell'attività professionale, quando si tratta di attività del difensore, l'affermazione della responsabilità per colpa implica una valutazione prognostica positiva circa il probabile esito favorevole dell'azione giudiziale che avrebbe dovuto essere proposta e diligentemente seguita (Sez. 3, Sentenza n. 10966 del 09/06/2004, Rv. 573480; (Sez. 3, Sentenza n. 9917 del 26/04/2010, Rv. 612727; Sez. 3, Sentenza n. 2638 del 05/02/2013, Rv. 625017)» (Cass. ult. cit.).

Da non perdere: L'avvocato poco diligente paga i danni subiti dal condòmino

Avvocato del condominio mancato rispetto dei termini processuali e valutazione della responsabilità: casi pratici

Traduciamo questi principi di carattere generale in relazione alle responsabilità connesse al mancato rispetto di termini processuali in materia condominiale.

A quale responsabilità va incontro l'avvocato che non ha impugnato tempestivamente una delibera assembleare?

Il ragionamento che va fatto per capirlo è il seguente: quali possibilità c'erano di vincere quella causa? Quale il danno derivante da quella perdita di chance. Se non s'impugna una delibera per omessa convocazione, che nel frattempo è stata sostituita dall'assemblea per emendare la decisione dal vizio, è evidente che il danno è nullo.

Diverso il caso della tardiva impugnazione di una delibera riguardante la ripartizione di un costo, ovvero l'esecuzione di opere di manutenzione rispetto alle quali, la delibera oggetto di impugnazione si è, per così dire, consolidata.

Stesso ragionamento in relazione alla opposizione a decreto ingiuntivo e in generale a tutte le omissioni di termini.

Ricordiamo che l'azione legale per responsabilità civile dell'avvocato dev'essere deliberata dall'assemblea con il voto favorevole della maggioranza dei presenti e almeno la metà del valore dell'edificio (art. 1136, quarto comma, c.c.).

Richiesta parere avvocato, deve deliberarlo l'assemblea di condominio?

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