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Convocazione dell'assemblea su carta intestata non sottoscritta dall'amministratore di condominio.
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Convocazione dell'assemblea su carta intestata non sottoscritta dall'amministratore di condominio.

Valida la convocazione all'assemblea su carta intestata anche se non sottoscritta personalmente dall'amministratore di condominio

Avv. Giuseppe Nuzzo  

È valida la convocazione in assemblea su carta intestata non sottoscritta personalmente dall'amministratore di condominio ma da un suo collaboratore, in questo caso l'accomandante.

Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 335 del 10 gennaio 2017, ha accolto il ricorso del Condominio, amministrato da una società in accomandita semplice.

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Ribaltando il verdetto della Corte d'Appello, la seconda sezione civile della suprema Corte ha affermato che il socio accomandante di una s.a.s.può compiere atti di amministrazione e di operazioni gestorie della società, purché ciò avvenga nel quadro di un rapporto di subordinazione all'accomandatario o in base a procura speciale a lui rilasciata per singoli affari.

Nel caso di specie, la convocazione in assemblea, siglata dall'accomandante su carta intestata della società, e sotto la dicitura della stessa, va senz'altro imputata alla s.a.s. secondo il principio della rappresentanza volontari.

Il caso – Una condomina impugnava davanti al Tribunale di Trieste la delibera assunta dall'assemblea del condominio (alla quale essa non aveva partecipato) deducendo, tra l'altro, l'invalidità dell'avviso diconvocazione in assemblea in quanto sottoscritto da persona diversa dall'amministratore, precisamentedal socio accomandante, anziché dal socio accomandatario, della s.a.s., società all'epoca amministratrice del Condominio.

Il Condominio si costituiva eccependo che la convocazione era stata fatta utilizzando carta intestata della s.a.s., ed era sottoscritta con la dicitura prestampata e materialmente siglata dal socio accomandante, nonché consulente della società.

La convocazione, inoltre, era completa dell'indicazione dell'ordine del giorno, ad essa era allagato il bilancio preventivo e consultivo, per cui non vi erano dubbi sulla effettiva provenienza della convocazione dalla società che amministrava il Condominio.

La domanda, rigettata dal Tribunale, veniva accolta dalla Corte d'Appello. Secondo i giudici distrettuali, la convocazione dell'assemblea condominiale era invalida perché proveniente da soggetto non legittimato.

L'avviso erastato sottoscritto da persona che, in quanto socio accomandante della società, non aveva la legale rappresentanza della stessa.

Per i giudici d'appello era stato dunque violato il disposto dell'art. 66 disp. att. c.c., laddove essoprevede che l'assemblea venga convocata dall'amministratore (oltre che da ciascun condomino).

Senonché, la Corte di Cassazione ha ritenuto errato il ragionamento seguito dalla Corte d'appello.

=> Prima delle riforma regolare la semplice affissione dell'avviso di convocazione nella bacheca condominiale

Gli Ermellini sottolineano innanzitutto che, nella fattispecie, amministratore del condominio è la società in accomandita semplice convenuta, e non i singoli soci personalmente. Inoltre, nell'ambito delle s.a.s., all'accomandante è consentito il compimento di atti di amministrazione e di operazioni gestorie, purché ciò avvenga nel quadro di un rapporto di subordinazione all'accomandatario o in base a procura speciale a lui rilasciata per singoli affari.

Ciò posto, nel caso preso in esame l'avviso di convocazione assembleare è stato redatto su carta intestata della società amministratrice del condominio. Secondo la Cassazione, è sbagliato fermarsi al rilievo che il sottoscrittore dell'avviso non era il rappresentante legale di tale società.

In realtà, l'uso della carta intestata della società e la circostanza che la sigla del socio accomandante era stata apposta sopra la dicitura della società, posta in calce all'avviso di convocazione, lasciano chiaramente intendere che la persona fisica, che ha sottoscritto l'avviso di convocazione, ha speso il nome della società amministratrice.

Cosicché a tale società va giuridicamente imputata la provenienza dell'avviso di convocazione, secondo il meccanismo della rappresentanza volontaria.

=> Avviso di convocazione dell'assemblea in caso di assenza del condomino.

Scarica Corte di Cassazione - n. 335 del 10 gennaio 2017

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