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Installazione inferriate è necessaria l'autorizzazione comunale?
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Installazione inferriate è necessaria l'autorizzazione comunale?

Serve l'autorizzazione comunale per installare le inferriate?

Avv. Alessandro Gallucci  

Abito al piano rialzato di un edificio in condominio e dopo alcuni furti nella zona ho deciso d'installare delle inferriate alle mie finestre e portefinestre per ovvie ragioni di sicurezza.

Per l'installazione devo domandare l'autorizzazione al comune di residenza?

Questa la domanda che ci giunge da un nostro lettore.

Sebbene il suo quesito sia limitato ai rapporti con la pubblica amministrazione riteniamo utile richiamare l'attenzione anche sugli aspetti condominiali; lo facciamo rimandando alla lettura di questo articolo:

Installazione inferriate su portefinestre

L'attività edilizia è distinguibile in due categorie:

a) attività edilizia libera;

b) attività edilizia soggetta ad autorizzazioni amministrative.

Rispetto alla prima, sebbene non sempre obbligatorio (cfr. art. 6 d.p.r. n. 380/01) è sempre consigliabile inviare una comunicazione d'inizio attività al comune competente, ossia il comune nel cui territorio è ubicato l'immobile oggetto d'intervento.

A titolo di esempio rientra nell'ambito dell'attività edilizia libera la manutenzione ordinaria finalizzata alla “riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici” (cfr. artt. 3 e 6 d.p.r. n. 380/01).

Quanto alle autorizzazioni amministrative, si tratta di procedimenti finalizzati ad ottenere un placet alla esecuzione delle opere che s'intendono realizzare. A seconda degli interventi si parla, ad esempio, di permesso di costruire (il caso più significativo è la costruzione di un nuovo edificio) o di SCIA (segnalazione certificata di inizio attività).

Poiché l'installazione ex novo di inferriate non può essere ricondotta nell'ambito dell'attività edilizia libera, per rispondere alla domanda del nostro lettore è necessario prima d'ogni cosa comprendere in quale categoria tra quelle indicate nel testo unico in materia edilizia (d.p.r. n. 380/01) possano essere ricondotte.

Osservate le norme definitorie contenute nell'art. 3 del d.p.r. summenzionato, ad avviso di chi scrive, l'installazione delle inferriate dev'essere ricompresa nell'ambito degli interventi di restauro o risanamento conservativo così definiti:

"c) "interventi di restauro e di risanamento conservativo", gli interventi edilizi rivolti a conservare l'organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano destinazioni d'uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell'edificio, l'inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell'uso, l'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio” (art. 3, primo comma, lett. c) d.p.r. n. 380/01).

Le inferriate possono essere considerate elementi accessori.

In questo contesto, pertanto, deve farsi riferimento all'art. 22 del d.p.r. n. 380/01 a mente del quale:

Sono realizzabili mediante segnalazione certificata di inizio attività gli interventi non riconducibili all'elenco di cui all'articolo 10 e all'articolo 6, che siano conformi alle previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente”.

Prima di iniziare l'attività d'installazione, dunque, è necessario segnalarla al comune competente non con una semplice comunicazione, ma secondo le indicazioni previste dal testo unico per l'edilizia e dai regolamenti edilizi locali (relazione di un tecnico, ecc.).

E' comunque consigliabile, vista l'importanza delle norme locali, reperire informazioni più dettagliate presso gli sportelli unici dell'edilizia del comune competente.

=> Installazione dei mezzi anti intrusione e tutela del decoro architettonico

Cerca: inferriate installazione

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Hanton21
Hanton21 martedì 29 dicembre 2015 alle ore 14:36

personalmente le ho installate su tutte le finestra senza sporgere all'esterno e senza alcuna richiesta o dichiarazione : se ti vuoi sentire piu' tranquillo invia al comune una dichiarazione per conoscenza dove dichiari che per la tua incalumita' installerai inferriate di sicurezza all'injterno della facciata

Faidacasa
Faidacasa lunedì 22 maggio 2017 alle ore 18:18

L'importante è che siano certificate, ne esistono di diverse classi, qui si trovano parecchie soluzioni con i prezzi esposti online www.inferriate.it

Stella
Stella martedì 01 agosto 2017 alle ore 18:54

Buon giorno, chi può rispondere gentilmente, nel mio cortile avevo un cancello in legno, ormai da 14 anni marcio l'ho sto sostituendo con uno in ferro, mi hanno bloccato i lavori perché non ho comunicato nulla in comune, premetto che il mio cortile è situatoinuna strada privata sono l'ultima casa. ora mi hanno detto che dovrò rivolgermi ad un geometra per aprire penso una DIA e pagherò 330 euro perché il lavoro non è ancora finito se era finito pagavo 1000. è giusto? grazie a chi risponde

Paolo-geometra
Paolo-geometra mercoledì 23 agosto 2017 alle ore 17:51

Stella - La sostituzione di infisso (o altre finiture/accessori) di pari dimensioni è manutenzione ordinaria non soggetta a comunicazione purché dello stesso materiale. Da legno a ferro è manutenzione straordinaria quindi soggetta a CIL (una specie di DIA). Se il lavoro è già finito sono 1000 (CIL a sanatoria) altrimenti (CIL tardiva) sono 1/3. Oltre ai diritti di segreteria e la parcella del tecnico. Tutto ciò alla lettera della legge. Detto questo mi sembra uno zelo un po' eccessivo a meno che non ci siano in ballo diritti condominiali sull'estetica, vincoli paesaggistici, ecc. E poi da dimostrare che in origine il cancello fosse autorizzato in legno anziché in ferro, ecc. Se il suo geometra è serio e onesto non mancherà di tutelare i suoi interessi verificando come stanno esattamente le cose e redigendo la pratica solo se veramente necessaria altrimenti risolvendo il tutto con una modesta consulenza.

Francesco
Francesco martedì 29 agosto 2017 alle ore 12:23

Buongiorno Stella, il cancello che sia ad uso pedonale oppure carraio dovrà essere marcato CE dal fabbro in riferimento alla norma UNI EN 13241:2016 e al Regolamento sui Prodotti da Costruzione CPR 305/2011/UE. Con il nuovo Decreto Legislativo 106/2017 il fabbricante che omette la marcatura CE e la compilazione della Dichiarazione di Prestazione rischia un'ammenda da € 4000 a € 24.000.

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