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01-01-2009 Condominioweb.com Condominioweb.com forum > Amministratori Condominiali

Presenza amministratore all'assemblea

 
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mala
La presenza dell'amministratore nell'assemblea annuale ordinaria dove si delibera su consuntivo e preventivo è obbligatoria?
nessuno
Saluto il Forum. Signori credo che ci sia molto caos sulla discussione in argomento. Premesso che l'Amministratore deve rendere a fine Esercizio il Consuntivo e deve, se confermato, presentare quello a preventivo perchè non deve essere obbligatoria la sua presenza. Se condomino, si asterrà dalla votazione a quella di amministratore. La documentazione ai condomini assenti chi la invia?
nessuno
Che, premesso quello che ho postato, la domanda è stata: "La presenza dell'amministratore nell'assemblea annuale ordinaria dove si delibera su consuntivo e preventivo è obbligatoria?" Per me la risposta è SI.
serman
Non mi risulta che la presenza dell'amministratore in assemblea sia obbligatoria.a
Dello stesso argomento
serman
Certamente la presenza dell'amministratore è "opportuna" ma non obbligatoria Se lui non vuole venire o i condomini non lo vogliono.....amen!
serman
Se l'ipotesi di Leonardo53 è esatta,fai una cosa.......non ci andare proprio all'assemblea! a
serman
Scritto da dolores il 28 Gen 2009 - 21:48:20:
Diciamo che, la partecipazione dell'amministratore è obbligatoria in assemblea ordinaria,dal momento che ai sensi dell'art. 1130 c.c., ultimo comma, l'amministratore alla fine di ciascun anno deve rendere conto della sua gestione.... [...]
...Rendere conto della gestione non deve necessariamente obbligarel'amministratore ad essere presente all'assemblea ordinaria per l'approvazione del consuntivo.L'art.1130 non lo contempla.Spedisce ai condomini il suo rendiconto,si rende disponibile per ogni richiesta di documentazione,chiarimenti e giustificativi e all'assemblea poichè saranno i condomini a deliberare sull'approvazione o meno del bilancio.L'amministratore può anche non intervenire.Confermo però l'opportunità della sua presenza. Ciao.
serman
Scritto da Massi il 29 Gen 2009 - 14:01:48:
Sì, a qualsiasi assemblea: Cass. Sez. II, 12 marzo 2003, n. 3596. In tema di condominio, la partecipazione dell’amministratore all’assemblea, ordinaria e straordinaria, in quanto attività connessa ed indispensabile allo svolgimento dei suoi compiti istituzionali e non esorbitante dal mandato con rappresentanza – le cui norme sono applicabili nei rapporti con i condomini – deve ritenersi compensata dal corrispettivo stabilito al momento dei conferimento dell’incarico per tutta l’at [...]
Si parla di "compenso"eventualmente extra che non è ammesso perchè compreso nel corrispettivo stabilito. Non si riferisce all' obbligo di essere presente all'assemblea. O no?
serman
Scritto da nicoz il 29 Gen 2009 - 16:14:08:
scusa dolores tu dici che e obbligatorio la presenza dll'amministratore,in assemblea ordinaria.(SERMA dice che non è necessaria la presenza dell'amministratore. potete essere piu'chiari grazie.ciao a
Per quanto mi riguarda hai frainteso! Non ho detto che non è necessaria,ho detto che NON è obbligatoriaa
serman
Allora qui ci sono 2 scuole di pensiero! 1- La sentenza citata sembra "obbligare"l'amministratore a presenziare all'assemblea (anche se viene usato il verbo "tenuto" da ritenere sinonimo(?) ) 2- l'amministratore "NON E'obbligato"come riportato nel link allegato: La Legge non prevede l’obbligo dell’amministratore di partecipare all’assemblea condominiale. Infatti, tra le altre attribuzioni indicate nell’art. 1130 c.c., non vi è indicato quest’obbligo. Normalmente, però, egli interviene e gli viene data la parola dal presidente dell’assemblea al fine di illustrare il rendiconto e per fornire ogni chiarimento che gli viene richiesto. Comunque, l’assemblea è pienamente valida anche senza l’intervento dell’amministratore, purché vengano rispettate tutte le formalità previste dalla legge. condominio .it/tutto-sul-condominio/casi-pratici-condominiali/amministratore-di-condiminio-in-assemblea/ Forse qui occorrerebbe un giurista supercompetente per chiarirci questi dubbi! aa
serman
Neanch'io gioco a scacchi! Però leggo anche i giornali, oltre alle sentenze di cassazione (che peraltro non costituiscono "Bibbia") https://linformazione.e-tv .it/archivio/20080712/14_MO1207.pdf E concordo con Leonardo53 che (al di là delle lezioni di lingua italiana) l'agg."indispensabile" è stato usato solo da quella Corte di Cassazione. Ma le "scuole di pensiero" restano sempre 2 ! Come già detto, occorrerebbe un giurista che tenti di unificarle! a
serman
Scritto da Massi il 30 Gen 2009 - 17:26:49:
Serman, vi strovo stupefacenti. Ve l'avevo già chiesto più sopra e nessuno ha ancora risposto: cosa c'entra il corretto espletamento del mandato da parte dell'amm con la validità delle deliberazioni??? Se l'amm non si presenta in assemblea può essere oggetto di revoca giudiziale, ma il suo comportamento professionale, per quanto deprecabile, non si ripercuote, perchè non c'entra un belino, con la validità delle delibere, che sono regolate dall'art 1136 cc e non dagli artt 1703 e ss. [...]
Non ci si deve "stupefare" troppo se nessuno ha ancora risposto al quesito! (mi pare di stare a scuola!) Per quanto mi riguarda "l'interrogazione" è fuori tema, non ho mai parlato di validità o meno delle delibere se l'amministratore è assente; si è sempre parlato solo di obbligo di presenza.... O no?
serman
Scritto da nessuno il 30 Gen 2009 - 17:43:55:
Saluto il Forum. Signori credo che ci sia molto caos sulla discussione in argomento. Premesso che l'Amministratore deve rendere a fine Esercizio il Consuntivo e deve, se confermato, presentare quello a preventivo perchè non deve essere obbligatoria la sua presenza. Se condomino, si asterrà dalla votazione a quella di amministratore. La documentazione ai condomini assenti chi la invia?
Non ho capito bene! Che vuoi dire ?a
serman
Scritto da Massi il 30 Gen 2009 - 17:57:03:
Tra l'altro nel caso specifico violerebbe, non presentandosi, l'obbligo di rendiconto, espresso motivo di revoca giudiziale. "La fede è più forte dell'evidenza, quindi è un ostacolo alla ricerca della verità".
Massi, mi stupisco che non siate attenti quando leggete ! Nel post del 28 Gen.2009 -22:11:17 (ve lo riporto) Spedisce ai condomini il suo rendiconto,si rende disponibile per ogni richiesta di documentazione,chiarimenti e giustificativi e all'assemblea poichè saranno i condomini a deliberare sull'approvazione o meno del bilancio.L'amministratore può anche non intervenire.Confermo però l'opportunità della sua presenza. a
serman
Scritto da Massi il 30 Gen 2009 - 18:19:20:
Serman, chi si stupisce qui non sei tu, fidati. aaa "La fede è più forte dell'evidenza, quindi è un ostacolo alla ricerca della verità".
La fiducia è una cosa seria! E.... non trovo appigli!
serman
Scritto da Leonardo53 il 01 Feb 2009 - 12:24:05:
Forse hai perso di vista il post iniziale. Qui non si sta difendendo "il condomino tutto fare" ma l'amministratore. Io, infatti, sostenendo la non obbligatorietà dell'amministratore a presenziare, implicitamente sostengo che non è imputabile di nesuna colpa per questo.
Quoto al 100% a
Massi
Scritto da mala il 28 Gen 2009 - 16:54:20:
La presenza dell'amministratore nell'assemblea annuale ordinaria dove si delibera su consuntivo e preventivo è obbligatoria?
Sì, a qualsiasi assemblea: Cass. Sez. II, 12 marzo 2003, n. 3596. In tema di condominio, la partecipazione dell’amministratore all’assemblea, ordinaria e straordinaria, in quanto attività connessa ed indispensabile allo svolgimento dei suoi compiti istituzionali e non esorbitante dal mandato con rappresentanza – le cui norme sono applicabili nei rapporti con i condomini – deve ritenersi compensata dal corrispettivo stabilito al momento dei conferimento dell’incarico per tutta l’attività amministrativa di durata annuale e non deve essere retribuita a parte. "La fede è più forte dell'evidenza, quindi è un ostacolo alla ricerca della verità".
Massi
Se tu avrai la compiacenza di leggerti l'intera sent vedrai che è obbligatoria. "La fede è più forte dell'evidenza, quindi è un ostacolo alla ricerca della verità".
Massi
Leonardo53, nemmeno leggendo... I punti che interessano sono quelli dal 2.4 in poi. Dai, sei tutti noi!!! a "La fede è più forte dell'evidenza, quindi è un ostacolo alla ricerca della verità".
Massi
"2.4 Per quanto attiene alla partecipazione dell’amministratore all’assemblea (ordinaria o straordinaria), è pur vero che la sua presenza in assemblea non è espressamente contemplata tra le attribuzioni dell’amministratore stabilite dagli artt. 1130e 1131. Ma ciò non significa che l’amministratore non sia tenuto a partecipare alle riunioni del collegio. Per la verità, secondo le disposizioni del codice i rapporti tra l’amministratore e l’assemblea sono strettissimi. Invero, dal codice si prevede che l’assemblea nomini e revochi l’amministratore, fissi il suo eventuale compenso (1129 e 1131 n. 1), gli conferisca maggiori poteri (art. 1131 comma 1) e decida i ricorsi proposti dai condomini contro i suoi provvedimenti (art. 1133); che l’amministratore proceda alla convocazione dell’assemblea ordinaria e straordinaria (art. 66 att.); esegua le deliberazioni dell’assemblea (art. 1130 n. 1) e all’assemblea dia notizia delle cause proposte contro il condominio, le quali esorbitano dalle sue attribuzioni (art. 1131 comma 3). In altre parole, in considerazione dei compiti che gli sono specificatamente attribuiti dalla legge (art. 1130 e 1131 c.c.), e delle attività preparatorie e strumentali che dei primi costituiscono il necessario completamento, l’amministratore, quale mandatario dei condomini, svolge le funzioni che metaforicamente possono definirsi di organo esecutivo del collegio, da cui riceve ordini, direttive, indicazioni, suggerimenti. Il che spiega la prassi diffusa, osservata uniformemente e costantemente con la convinzione della sua corrispondenza ad una giuridica necessità, secondo cui l’amministratore partecipa sempre all’assemblea e solitamente funge da segretario. La presenza in assemblea, invero, all’amministratore permette di capire i bisogni, le istanze, gli intendimenti dei condomini: di non accontentarsi del mero decisum, ma di rendersi conto dell’iter formativo degli atti e di apprezzare la volontà effettiva dei partecipanti, in modo da eseguire le delibere in modo fedele e puntuale. Pertanto, sebbene tra i compiti dell’amministratore enumerati dal codice non sia espressamente prevista la sua partecipazione all’assemblea, ordinaria e straordinaria, in ragione dei rapporti di diritto e di fatto che tra l’amministratore e l’assemblea intercorrono ed avuto riguardo a ciò che comunemente avviene sulla base del convincimento di osservare un imperativo giuridico, la sua presenza alle riunioni del collegio deve ritenersi compresa tra i compiti istituzionali di amministrazione. Siccome trattasi di attività connessa con lo svolgimento delle funzioni amministrative ed indispensabile per il loro compimento; la partecipazione all’assemblea, ordinaria e straordinaria, deve ritenersi compensata dal corrispettivo stabilito al momento del conferimento dell’incarico. Perciò, salva diversa deliberazione, non deve essere retribuita a parte. "La fede è più forte dell'evidenza, quindi è un ostacolo alla ricerca della verità".
Massi
L'obbligatorietà della presenza dell'amm, in rispetto al contenuto della sua mansione lavorativa, cosa c'entra con la validità delle deliberazioni? "La fede è più forte dell'evidenza, quindi è un ostacolo alla ricerca della verità".
Massi
in|di|spen|sà|bi|le agg., s.m. AU 1a agg., di qcs., che è assolutamente necessario, di cui non si può fare a meno: un sostegno, un aiuto i.; il latte è un alimento i., è i. che tu rifletta prima di agire | che non ammette esenzione, obbligatorio: è i. la firma di un genitore, il consenso del datore di lavoro 1b agg., di qcn., insostituibile: una collaboratrice i.; essere, rendersi, ritenersi i. 2 s.m., solo sing., ciò di cui non si può fare a meno: non avere neppure l’i. per sopravvivere, portare con sé solo lo stretto i. "La fede è più forte dell'evidenza, quindi è un ostacolo alla ricerca della verità".
Massi
Leonardo53, "quel giudice", come tu lo chiami, è un collegio di giudici, più in particolare giudici della II sez della Suprema Corte di Cassazione. A meno che tu ti riferisca al compito istituzionale della SC, con riguardo, cioè, al sindacato/giudice di legittimità. Come sicuramente tu ben saprai, il sindacato di legittimità non si esaurisce alla sola decisione della controversia, ma consiste anche della funzione nomofilattica, attribuitagli dal R.D. 30 gennaio 1941 n.12. In parole povere, sostenere che le interpretazioni della SC si applicano solo al caso in esame è una vera e propria fesseria, perchè: LA CORTE DI CASSAZIONE HA IL COMPITO DI ASSICURARE, ATTRAVERSO L’UNIFORME INTERPRETAZIONE DELLA LEGGE, L’UGUAGLIANZA DI TRATTAMENTO DEI CITTADINI – In base all’art. 3 Cost. (Cassazione Sezione Lavoro n. 22075 del 22 ottobre 2007, Pres. Ciciretti, Rel. De Matteis). La funzione nomofilattica assegnata dall’art. 65 del R.D. 30 gennaio 1941, n. 12 (ordinamento giudiziario) alla Corte Suprema costituisce una funzione di carattere costituzionale, diretta espressione dell’art. 3 Cost., perché l’uguaglianza di trattamento dei cittadini di fronte alla legge ne implica l’uniforme interpretazione. Pertanto, benché non esista nel nostro sistema processuale una norma che imponga la regola dello “stare decisis”, essa tuttavia costituisce un valore o una direttiva di tendenza, immanente nel nostro ordinamento, in forza della quale non ci si deve discostare da un’interpretazione consolidata del giudice di legittimità, investito, istituzionalmente, della funzione di nomofilachia, senza una ragione giustificativa. Tale funzione investe l’intera attività giurisdizionale della Corte, ivi compreso il controllo della motivazione ex art. 360 n. 5 c.p.c., il quale conferisce al giudice di legittimità non il potere di riesaminare il merito della intera vicenda processuale sottoposta al suo vaglio, bensì la sola facoltà di controllo, sotto il profilo della correttezza giuridica e della coerenza logico – formale, delle argomentazioni svolte dal giudice del merito. Tale controllo deve svolgersi secondo i principi fondamentali della logica, per cui una affermazione non può essere vera e non vera nello stesso tempo. Pertanto, in un successivo giudizio caratterizzato da identità di fattispecie, identità di argomenti logico-giuridici posti a base delle decisioni nei vari gradi dei rispettivi processi e identità dei correlativi motivi di ricorso, non si possono avere decisioni contrastanti egualmente valide, ma solo la negazione della correttezza della prima decisione può portare ad una decisione diversa. Tale orientamento risulta confermato dall’art. 1 Legge 24 marzo 2001 n. 89 il quale, nel modificare il testo del previdente art. 375 cod. proc. civ., ha introdotto la categoria della manifesta infondatezza, quale particolare motivo di rigetto del ricorso, delibabile anche in ordine alle censure di cui all’art. 360 n. 5 c.p.c. Quanto al fatto che la sent precedentemente riportata affronti il caso specifico della retribuzione, è secondario, visto che ciò che è irrinuciabilmente obbligatorio per una sentenza sono le motivazioni (a pena di nullità della stessa). I Giudici arrivano a disporre circa gli emolumenti dell'amm partendo e motivando dal fatto che la presenza è connaturata alla mansione stessa. In diritto del lavoro sarebbe definita una "mansione vicaria", cioè una mansione strumentale e strettamente connessa alla mansione principale. "La fede è più forte dell'evidenza, quindi è un ostacolo alla ricerca della verità".
Massi
Serman, vi strovo stupefacenti. Ve l'avevo già chiesto più sopra e nessuno ha ancora risposto: cosa c'entra il corretto espletamento del mandato da parte dell'amm con la validità delle deliberazioni??? Se l'amm non si presenta in assemblea può essere oggetto di revoca giudiziale, ma il suo comportamento professionale, per quanto deprecabile, non si ripercuote, perchè non c'entra un belino, sulla validità delle delibere, che sono regolate dall'art 1136 cc e non dagli artt 1703 e ss. "La fede è più forte dell'evidenza, quindi è un ostacolo alla ricerca della verità". Modificato Da - Massi il 30 Gen 2009 17:44:16
Massi
Scritto da nessuno il 30 Gen 2009 - 17:55:11:
Che, premesso quello che ho postato, la domanda è stata: "La presenza dell'amministratore nell'assemblea annuale ordinaria dove si delibera su consuntivo e preventivo è obbligatoria?" Per me la risposta è SI.
Tra l'altro nel caso specifico violerebbe, non presentandosi, l'obbligo di rendiconto, espresso motivo di revoca giudiziale. "La fede è più forte dell'evidenza, quindi è un ostacolo alla ricerca della verità".
Massi
Scritto da Leonardo53 il 30 Gen 2009 - 18:08:25:
E chi lo dice che violerebbe questo obbligo? A me l'aministratore il conto lo rende consegnandomi la documentazione un mese prima dell'assemblea. L'assemblea deve solo approvare quella documentazione, ma l'amministratore, a mio avviso, ha già assolto l'obbligo del rendiconto.
Leonardo53, tieni fede al tuo nick: non conosci il limite. Sai che hai appena scritto l'ennesima inesattezza (vorrei notassi la gentilezza che ti ho usato adoperando un eufemismo)? "La fede è più forte dell'evidenza, quindi è un ostacolo alla ricerca della verità".
Massi
Scritto da serman il 30 Gen 2009 - 18:14:48:
Massi, mi stupisco
Serman, chi si stupisce qui non sei tu, fidati. aaa "La fede è più forte dell'evidenza, quindi è un ostacolo alla ricerca della verità".
utente non più iscritto
Mi sono letta tutta la sentenza. E mi pare che da nessu punto della stessa si possa dedurre che la presenza dell'amministratore sia obbligatoria. Anche perchè, tanto per fare un esempio, se l'ordine del giorno fosse semplicemente "revoca dell'amministratore - nomina nuovo amministratore" (come avviene di solito nelle assemblee autoconvocate), la sua presenza sarebbe del tutto inutile, non essendoci rendiconti o preventivi da illustrare. Inoltre, la sentenza citata è tutta incentrata sul fatto che all'amministratore non spettano compensi per le assemblee (nè ordinarie nè straordinarie) ove partecipi alle stesse - cosa ritenuta solo opportuna; in altre parole, si parla di soldi e non di obblighi. E neppure lontanamente di validità. Ah, io non so giocare a scacchi....
Paolino Pao
Aggiungerei di rassegnare le dimissioni immediate a poichè secondo me se i condomini desiderano che l'amministratore non partecipi all'assemblea potrebbe rappresentare mancanza di fiducia. Paolino (condomino)
Paolino Pao
Non conoscendo realmente quanto desidera sapere Mala, direi che un solo condomino non può impedire la presenza dell'amministratore in assemblea come è possibile (il divieto) per una persona non facente parte del condominio o non accreditata. Comunque ho conosciuto degli amministratori che durante l'assemblea si assentavano lasciando ai condomini la gestione della stessa e si ritiravano nello studio attiguo, pronti a intervenire se il Presidente riteneva utile la loro presenza. Paolino (condomino)
mala
In ualità di amministratore non è che non voglio partecipare all'assemblea ma volevo soltanto rispondere con esattezza questa precisa domanda di un condomino.
dolores
Scritto da mala il 28 Gen 2009 - 16:54:20:
La presenza dell'amministratore nell'assemblea annuale ordinaria dove si delibera su consuntivo e preventivo è obbligatoria?
Diciamo che, la partecipazione dell'amministratore è obbligatoria in assemblea ordinaria,dal momento che ai sensi dell'art. 1130 c.c., ultimo comma, l'amministratore alla fine di ciascun anno deve rendere conto della sua gestione. Ci sono, comunque, (come ha anche detto Paolino), alcuni professionisti che, per evitare condizionamenti, al momento della votazione per la conferma o la revoca si allontanano dalla "sala della riunione". Non è, invece, obbligatoria la presenza dell'amministratore in assemblea straordinaria,anche se per evidenti ragioni "auspicabile".a
Conrad64
Pienamente d'accordo con i due Leonardo e l'esempio dell'allenatore è fantastico. ___________ Fans club Paolino (condomino) ___________ Presidente Comitato per un corretto 1132
romagnoli
Scritto da mala il 28 Gen 2009 - 16:54:20:
La presenza dell'amministratore nell'assemblea annuale ordinaria dove si delibera su consuntivo e preventivo è obbligatoria?
Francamente non vedo l'utilità di non far intervenire l'amministratore nell'assemblea del preventivo/consuntivo visto che è colui che lo ha elaboratoa
Leonardo53
Scritto da mala il 28 Gen 2009 - 16:54:20:
La presenza dell'amministratore nell'assemblea annuale ordinaria dove si delibera su consuntivo e preventivo è obbligatoria?
La presenza dell'amministratore è consigliata perchè potrà dare delucidazioni sia sul preventivo che consuntivo. Se proprio vogliamo interpretare il codice alla lettera, non solo non è obbligatorio, ma potrebbe essere addirittura vietato all'amministratore non condòmino, senza il consenso di tutti i presenti, poichè non essendo un condòmino non ha diritto a partecipare ad un'assemblea privata.
Leonardo53
Scritto da mala il 28 Gen 2009 - 17:14:26:
In ualità di amministratore non è che non voglio partecipare all'assemblea ma volevo soltanto rispondere con esattezza questa precisa domanda di un condomino.
Allora rispondigli che non è obbligatorio così sarà contento, perchè se ti ha fatto questa domanda forse il suo scopo è quello di non farti partecipare.
Leonardo53
Secondo quanto riferito da Mala si tratta solo della domanda fatta da un condòmino. Se il condòmino vuole davvero che l'amministratore non partecipi all'assemblea ed ha le pa**e, comunque glielo impedirà. Ma non conoscendo i fatti, il condòmino potrebbe anche aver fatto la domanda al suo amministratore per conto di un suo parente che abita in altro stabile ed ha un altro amministratore. Poi c'è un'altra categoria di condòmini (io ne conosco un paio), pronti a spettegolare e ad appoggiare il condòmino sobillatore, ma poi pronti a rimangiarsi tutto in assemblea.
Leonardo53
Scritto da serman il 29 Gen 2009 - 15:59:24:
Si parla di "compenso"eventualmente extra che non è ammesso perchè compreso nel corrispettivo stabilito. Non si riferisce all' obbligo di essere presente all'assemblea. O no?
Anch'io la sentenza l'ho capita come tea
Leonardo53
Scritto da Massi il 29 Gen 2009 - 16:41:45:
Se tu avrai la compiacenza di leggerti l'intera sent vedrai che è obbligatoria. "La fede è più forte dell'evidenza, quindi è un ostacolo alla ricerca della verità".
L'intera sentenza che ho trovato a quest'indirizzo ricercagiuridica .com/sentenze/index.php?num=1186 e che essendo sentenza riguarda solo quel caso specifico ma non è legge dello Stato, comunque non parla di obbligo ma di "prassi diffusa" come già specificato in questo forum "...l’amministratore, quale mandatario dei condomini, svolge le funzioni che metaforicamente possono definirsi di organo esecutivo del collegio, da cui riceve ordini, direttive, indicazioni, suggerimenti. Il che spiega la prassi diffusa, osservata uniformemente e costantemente con la convinzione della sua corrispondenza ad una giuridica necessità, secondo cui l’amministratore partecipa sempre all’assemblea e solitamente funge da segretario."
Leonardo53
Scritto da Massi il 29 Gen 2009 - 17:31:11:
Leonardo53, nemmeno leggendo... I punti che interessano sono quelli dal 2.4 in poi. Dai, sei tutti noi!!! a "La fede è più forte dell'evidenza, quindi è un ostacolo alla ricerca della verità".
Sarò pure un vecchio rimbambito che purtroppo, dovendo andare a lavorare a 14 anni, non ha avuto nemmeno modo di studiare più di tanto, ma l'oggetto della sentenza è Emolumento dell'amministratore e assemblea straordinaria e dal punto 2.4 in poi viene evidenziato che all'amministratore non spetta un ulteriore compenso poichè rientra tra le sue mansioni. Io però ancora non riesco a capire come sia obbligatorio, intendendo obbligatorio=non poter fare diversamente. Se del resto fosse obbligatorio, a mio modo di vedere, sarebbe in contrasto con l'art. 66 che prevede l'autoconvocazione trascorsi i 10 giorni... Se fosse come tu dici tutte queste assemblee dovrebero essere nulle??? Mi rendo conto che sei uno tra i pilastri di questo forum e non voglio certo mettermi in competizione con te, ma se insisto lo faccio soprattutto per me, che ho tanta voglia di apprendere e mi pongo tanti interrogativi dovuti forse anche a leggi non chiare.
Leonardo53
Quindi mi confermi che un'assemblea convocata dai condòmini ex art. 66 essendo trascorsi inutilmente 10 giorni senza che l'amministratore vi abbia provveduto, comunque non è valida in quanto, essendo "obbligatoria" la presenza dell'amministratore, i condòmini devono farlo prelevare con la forza mostrando la sentenza ai carabinieri.
Leonardo53
"Indispensàbile" è il termine che ha usato quel giudice per quella sentenza. Volendo approfondire le mie conoscenze sulla lingua italiana, ho consultato gli articoli del codice civile pertinenti il condominio ed in particolare gli articoli 61 - 62 - 63 - 64 - 65 - 66 - 67 - 68 - 69 - 70 - 71 - 72 - 155 - 156 - 1100 - 1101 -1102 - 1103 - 1104 - 1105 - 1106 - 1107 - 1108 -1109 - 1110 - 111 - 1112 - 1113 - 1114 - 1115 - 1116 - 1117 - 1118 - 1119 - 1120 - 1121 - 1122 - 1123 - 1124 - 1125 - 1126 - 1127 - 1128 - 1129 - 1130 - 1131 - 1132 - 1133 - 1134 - 1135 - 1136 - 1137 - 1138 - 1139 - 1334 - 1350 - 1392 - 2643. In nessuno di questi articoli è menzionato l'aggettivo singolare maschile di cui si parla. Evidentemente il codice civile non ritiene questo aggettivo in|di|spen|sà|bi|le alla regolamentazione del condominio. P.S. Purtroppo non ho ancora avuto modo di interpellare i carabinieri sulla loro disponibilità a prelevare di forza l'amministratore in applicazione di quella sentenza.
Leonardo53
Scritto da Massi il 30 Gen 2009 - 17:57:03:
Tra l'altro nel caso specifico violerebbe, non presentandosi, l'obbligo di rendiconto, espresso motivo di revoca giudiziale. "La fede è più forte dell'evidenza, quindi è un ostacolo alla ricerca della verità".
E chi lo dice che violerebbe questo obbligo? A me l'aministratore il conto lo rende consegnandomi la documentazione un mese prima dell'assemblea. L'assemblea deve solo approvare quella documentazione, ma l'amministratore, a mio avviso, ha già assolto l'obbligo del rendiconto.
Leonardo53
Scritto da Massi il 30 Gen 2009 - 17:57:03:
Tra l'altro nel caso specifico violerebbe, non presentandosi, l'obbligo di rendiconto, espresso motivo di revoca giudiziale.
Non vorrei sbagliare, ma l'art. 1129 dice che l'amministratore può essere revocato se per due anni non presenta rendiconto "...Può altresì essere revocato dall'autorità giudiziaria, su ricorso di ciascun condomino, oltre che nel caso previsto dall'ultimo comma dell'articolo 1131, se per due anni non ha reso il conto della sua gestione, ovvero se vi sono fondati sospetti di gravi irregolarità"
Leonardo53
Scritto da Massi il 30 Gen 2009 - 18:18:10:
Leonardo53, tieni fede al tuo nick: non conosci il limite. Sai che hai appena scritto l'ennesima inesattezza (vorrei notassi la gentilezza che ti ho usato adoperando un eufemismo)?
Ti chiedo scusa se la mia risposta è stata scortese, ma non era nelle mie intenzioni. Purtroppo sono i miei limiti in cui riesco ad esprimermi. Io cercherei però di badare alla sostanza e gradirei che mi spiegassi con parole elementari cosa significa questa frase dell'art. 1130 "...Egli, alla fine di ciascun anno, deve rendere il conto della sua gestione." Se porta una documentazione ad ogni condomino e la spiega davanti ad una tazza di caffè non ha assolto il suo conto? L'art. 1135 invece dice che l'assemblea provvede all'approvazione del rendiconto annuale dell'amministratore e all'impiego del residuo attivo della gestione, ma non mi pare che indichi l'obbligatorietà della presenza dell'amministratore
Leonardo53
Scritto da leonardo41 il 31 Gen 2009 - 17:07:30:
...Però neanche durante una partita di calcio è obbligatorio avere l'allenatore in panchina, ma sfido qualsiasi squadra a non portarlo.
Giusto per buttare acqua sul fuoco ricordo un famoso giocatore italiano che giocava in Inghilterra (forse Vialli?) che faceva il giocatore allenatore e le decisioni le prendeva tutte lui aa
Leonardo53
Scritto da leonardo41 il 31 Gen 2009 - 22:26:31:
Questo mi sembra un caso abbastanza frequente, ma diverso da quello presentato. "Il condomino tutto fare". Quell'individuo presente in quasi tutti gli edifici, in pensione che fà il condomino, il caposcala, l'amministratore, e magari in assemblea si presenta con una manciata di deleghe. a Ciao
Forse hai perso di vista il post iniziale. Qui non si sta difendendo "il condomino tutto fare" ma l'amministratore. Io, infatti, sostenendo la non obbligatorietà dell'amministratore a presenziare, implicitamente sostengo che non è imputabile di nesuna colpa per questo.
Leonardo53
Scritto da leonardo41 il 01 Feb 2009 - 22:05:40:
Ciao Leonardo53 nei miei due post precedenti mi sembrava di averlo evidenziato. La scelta di lasciare l'amministratore a casa, in certe situazioni è un modo di agire poco coerente con la vita del condominio per le ragioni espresse nei post precedenti.
Nessuno ha mai evidenziato l'idea di lasciare l'amministratore a casa da parte dei condòmini. Si è sempre parlato dell'amministratore che volontariamente non si presenta all'assemblea perchè "non obbligato". Se leggi bene, infatti, io ho anche ironizzato proponendo che i condòmini lo facessero prelevare con la forza dai carabinieri e lo portassero in assemblea.
nicoz
scusa dolores tu dici che e obbligatorio la presenza dll'amministratore,in assemblea ordinaria.(SERMA dice che non è necessaria la presenza dell'amministratore. potete essere piu'chiari grazie.ciao a
leonardo41
Posso dare anch'io il mio contributo a far arroventire questa discussione? L'obbligo del'amministarore in assemblea non è mensionato da nessuna parte. Però neanche durante una partita di calcio è obbligatorio avere l'allenatore in panchina, ma sfido qualsiasi squadra a non portarlo. E' come un'assemblea degli azionisti di maggioranza di un azienda, che decide sulle prossime startegie industriali, tiene a casa l'amministratore delegato. Tutto si fà, anche tagliarsi i genitali pre fare un dispetto alla moglie. Saluti
leonardo41
Questo mi sembra un caso abbastanza frequente, ma diverso da quello presentato. "Il condomino tutto fare". Quell'individuo presente in quasi tutti gli edifici, in pensione che fà il condomino, il caposcala, l'amministratore, e magari in assemblea si presenta con una manciata di deleghe. a Ciao
leonardo41
Ciao Leonardo53 nei miei due post precedenti mi sembrava di averlo evidenziato. La scelta di lasciare l'amministratore a casa, in certe situazioni è un modo di agire poco coerente con la vita del condominio per le ragioni espresse nei post precedenti.
oftopista
Scritto da mala il 28 Gen 2009 - 16:54:20:
La presenza dell'amministratore nell'assemblea annuale ordinaria dove si delibera su consuntivo e preventivo è obbligatoria?
Si, la presenza è obbligatoria non per la delibera in se stessa, ma per rendere il conto della sua gestione. Può essere revocato dall'autorità giudiziaria, su ricorso di ciascun condomino, oltre che nel caso previsto dall'ultimo comma dell'art. 1131, se per due anni non ha reso il conto della sua gestione.
oftopista
Scritto da Massi il 30 Gen 2009 - 17:57:03:
Tra l'altro nel caso specifico violerebbe, non presentandosi, l'obbligo di rendiconto, espresso motivo di revoca giudiziale. "La fede è più forte dell'evidenza, quindi è un ostacolo alla ricerca della verità".
Già, l'obbligo del rendiconto. altrimenti può essere motivo di revoca giudiziale.a
 
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