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Il grande pasticcio dell'articolo 4 D.L. 124/2019: una norma ancora tutta da interpretare
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Il grande pasticcio dell'articolo 4 D.L. 124/2019: una norma ancora tutta da interpretare

Nel disorientamento generale, gli amministratori di condominio chiedono certezze

Avv. Michele Zuppardi 

Sul Quotidiano del Condominio edito dal Sole 24 ore è pubblicato stamani un pregevole intervento a firma dell'avvocato Vincenzo Nasini, il quale riepiloga giuste e condivisibili motivazioni sulla esclusione dei condomìni dall'applicabilità dell'ormai famoso articolo 4 del decreto fiscale.

L'autore evidenzia che "l'insorgenza degli obblighi previsti dalla norma presuppone la sussistenza non di una, ma di due concorrenti condizioni essenziali: non solo quella del valore superiore a 200mila euro dell'appalto ma anche quella che le prestazioni vengano eseguite dall'impresa avvalendosi di beni strumentali di proprietà del committente".

Come spiega il collega Nasini, "tale previsione ha valore dirimente, essendo facile rilevare come il condominio non possa essere mai proprietario di alcunché, non essendogli mai stata attribuita ed anzi essendogli stata sempre negata non solo la personalità giuridica propria delle società ma persino una sia pur minima soggettività o capacità giuridica, tanto che le stesse parti comuni e gli impianti non sono di proprietà condominiale ma dei singoli partecipanti al condominio".

=> Analisi della parziale riformulazione norma "salva-amministratori". Il grande bluff

Per tali motivazioni, l'avvocato Nasini conclude il suo pezzo con la chiara affermazione che "ciò comporta non tanto una deroga a favore dei condomìni per gli obblighi di cui alla norma, quanto l'esclusione a monte dell'istituto condominiale dall'ambito applicativo di una norma dettata per soggetti diversi, senza che vi fosse bisogno di una specifica statuizione che sarebbe stata invece necessaria se si fosse voluto includere i condomìni nell'ambito applicativo della norma stessa".

Tutto spiegato, dunque? Dall'osservatorio del giurista sembrerebbe di si. Ma se la norma è stata dettata per soggetti diversi, e se l'istituto condominiale è stato escluso "a monte ", perché le associazioni di categoria, la carta stampata e i social si sono finora scatenati nel puntualizzare, nell'evidenziare, nel cercare di comprendere in modo chiaro e inequivocabile l'ambito di applicazione del testo legislativo, che dovrebbe essere dettato per il popolo, e non certamente solo per tecnici preparati e dal palato fine?

E come mai autorevoli testate specializzate hanno finora rappresentato scenari sconfortanti, richiamando gli amministratori condominiali a nuove pesanti responsabilità e ipotizzando oltretutto lo spettro di pesanti sanzioni collegate al testo di legge?

=> Dal 1° gennaio 2020, il versamento delle ritenute fiscali dovrà essere effettuato dal committente

Abbiamo seguito la vicenda giorno per giorno, e riteniamo giusto riepilogare una storia scomoda, ingarbugliata, che a causa della mancata linearità del legislatore ha alimentato un dibattito di non poco peso, offrendo in pasto ai lettori - anche sulla testata che ospita stamani l'articolo dell'avvocato Vincenzo Nasini - la paura di dover affrontare spropositate incombenze e lo sgomento di esser così vigliaccamente maltrattati dal Governo.

"Altre sanzioni in arrivo. La nuova procedura dell'articolo 4 del DL 124/2019, oltre a diversi adempimenti, introduce una sorta di sanzione per omessa o carente vigilanza anche per i grandi condomini che si trovano a superare la soglia dei 200mila euro annui in appalti".

Lo ha scritto giovedì scorso, sul Quotidiano del Condominio edito da il Sole 24 ore, il giornalista Valerio Vallefuoco , il quale ha sottolineato nel suo pezzo, dal titolo "Il peso della mancata vigilanza: mix di sanzioni per il condominio-committente" un fondamentale passaggio del decreto, ove si legge che "in caso di inottemperanza agli obblighi previsti dai commi 1 e 3, il committente è obbligato al pagamento di una somma pari alla sanzione erogata all'impresa appaltatrice o affidataria o subappaltatrice per la violazione degli obblighi di corretta determinazione delle ritenute e di corretta esecuzione delle stesse, nonché di tempestivo versamento, senza possibilità di compensazione", chiarendo inequivocabilmente, per dirla con lo stesso autore Vallefuoco, che "anche il committente è, quindi, divenuto soggetto sanzionabile al pari del soggetto obbligato".

Andiamo avanti. Sempre sul Quotidiano del Condominio, ancora giovedì scorso, il giornalista Giuseppe Latour nel suo pezzo dal titolo Ritenute sui servizi "esternalizzati": anche pulizia e portierato nei limiti dei 200mila euro" ha scritto che "la stretta sulle ritenute colpisce con una valanga di adempimenti burocratici e sanzioni il mondo dei servizi esternalizzati.

L'effetto emerge da un'analisi dell'ultima versione dell'articolo 4 del decreto fiscale, che limita comunque l'applicabilità alle spese per appalti sopra i 200mila euro, intervenendo quindi solo su condomini di grande dimensione".

=> La responsabilità dell'amministratore di condominio nel contratto di appalto

Lo stesso articolista Latour ha sottolineato inoltre che la circoscrizione normativa ai rapporti "caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera, presso le sedi di attività del committente con l'utilizzo dei suoi beni strumentali" fa rientrare negli obblighi di legge tutti i servizi esternalizzati come "pulizia, portierato, servizi informatici e amministrativi, manutenzione, vigilanza".

Allora? Come la mettiamo? L'impressione generale è che qualcosa non torna. Ed è davvero un toccasana, stamattina, leggere la pacata e rassicurante analisi pubblicata dall'autorevole firma dell'altrettanto autorevole testata Quotidiano del Condominio.

Ma ciò non toglie che le norme, in Italia, andrebbero scritte meglio, e che non è possibile doversi necessariamente appoggiare ad interpretazioni, chiarimenti e pareri specialistici per riuscire a capire come organizzarsi e quali scelte compiere, soprattutto in vista di disposizioni così incombenti che rischiano di "strozzare" i destinatari, qualsiasi essi siano, in ordine all'immediata applicazione della legge.

Per dovere di cronaca, segnaliamo che RECERT - Associazione dei Revisori Condominiali Certificati - aveva correttamente proposto, proprio per evitare equivoci, un emendamento facile facile, pulito e comprensibile a tutti, che a tutt'oggi è rimasto nel cassetto.

Esso si sarebbe dovuto aggiungere al famoso, innanzi richiamato comma 4, e recita così: "5.

Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano ai lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria appaltati all'interno del condominio e che sono deliberati dall'assemblea ai sensi dell'articolo 1135 comma 1, n. 4. del codice civile".

E ancora ieri sera, in un comunicato diffuso alla stampa, il Dott. Giuseppe De Pasquale - Presidente Nazionale dei nominati Revisori Condominiali Certificati - si è premurato di sottolineare che "in sede di conversione ora in Senato, invitiamo il Governo, forse poco attento alle dinamiche condominiali, a chiarire meglio la norma", aggiungendo che "bisognerebbe riprendere l'emendamento che avevamo presentato in Commissione Finanze alla Camera, volto ad escludere in modo chiaro e preciso il condominio", e che diversamente "si avrà un'altra norma pasticciata, imprecisa e che creerà non pochi problemi ad amministratori e condomini".

Che dire? Abbiamo sempre affermato che mettere continuamente "pezze" ai testi di legge significa solo disorientare, complicare, intricare, o addirittura accontentare, ammiccare, se non arruffare.

A pochi giorni dalla scadenza della conclusione dell'iter parlamentare si susseguono voci diverse, tutte plausibili e degne di attenzione, che però lasciano permanere il generale stato di confusione rendendo palpabile e al tempo stesso disdicevole l'assoluta mancanza di rispetto nei confronti dei professionisti del settore.

E poiché nel nuovo testo dell'articolo quattro, vicino alla parola "committenti" nessuno ha ancora scritto o ha imposto di scrivere "esclusi i condomìni ", nel marasma di posizioni e interpretazioni contrastanti - provenienti anche dalla stessa fonte - non possiamo che ritenere come il "pasticcio" esista, eccome. Basta solo leggere i giornali.

=> La responsabilità dell'amministratore di condominio nel contratto di appalto

Cerca: appalti condominio art 4 dl fisco

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Marco
Marco venerdì 13 dicembre 2019 alle ore 18:26

In poche parole ha ragione l'avv. Nasini.

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