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In assenza di verifica antisismica deve essere rimosso il bagno realizzato sulla terrazza
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In assenza di verifica antisismica deve essere rimosso il bagno realizzato sulla terrazza

Soltanto la presentazione di una progettazione antisismica dell'opera eseguita permette di ottemperare alla presunzione di pericolosità

Avv. Maurizio Tarantino 

La vicenda . Il Tribunale adito aveva accolto la domanda avanzata dal Condominio, dichiarando contrario ai limiti posti dall'art. 1127, comma 2, c.c. il manufatto realizzato sulla terrazza di copertura dell'edificio, comunicante con il sottostante appartamento di proprietà di Sempronia, e perciò ordinando la conseguente rimessione in pristino.

In secondo grado, sul gravame formulato da Sempronia, la Corte d'appello considerò come il manufatto realizzato sulla terrazza avesse una superficie di 42 mq e fosse costituito da un vano con bagno e ripostiglio, cui si accedeva tramite scala a chiocciola che si elevava tramite una foratura praticata nel solaio.

I giudici di secondo grado qualificarono, quindi, la nuova opera come "sopraelevazione"; evidenziarono come le leggi Regione Sicilia n. 37/1985 e n. 4/2003 attenessero alla sola materia urbanistica, senza poter incidere nelle prescrizioni della legislazione antisismica.

Inoltre, all'esito della CTU, era stata riscontrata una presunzione di instabilità, ovvero il potenziale pregiudizio delle condizioni statiche dell'edificio condominiale per il mancato svolgimento di indagini e verifiche dinamiche prima della costruzione dell'opera in sopraelevazione.

Avverso tale decisione, Sempronia ha proposto ricorso in Cassazione eccependo che fosse sufficiente alla legittimità del manufatto la dichiarazione di un tecnico attestante la mancanza di pregiudizio statico; in particolare, il manufatto realizzato dalla condomina non aveva le caratteristiche necessarie per ottenere la certificazione di abitabilità.

Dunque, veniva contestato l'omesso esame circa un fatto decisivo, consistente nel documento relativo alla dichiarazione di mancanza di pregiudizio statico a firma dell'ingegnere incaricato.

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Il ragionamento della Cassazione. Secondo la S.C., la Corte d'appello aveva correttamente qualificato come "sopraelevazione", agli effetti dell'art. 1127 c.c., il manufatto dell'altezza variabile da m. 2,10 a m. 2,40 realizzato da Sempronia sulla terrazza di copertura dell'edificio condominiale, vano avente una superficie di mq 42, cui si accedeva dall'appartamento di proprietà esclusiva mediante scala a chiocciola innestata nel solaio.Ai fini dell'art. 1127 c.c., la sopraelevazione di edificio condominiale è, infatti, costituita dalla realizzazione di nuove opere (nuovi piani o nuove fabbriche) nell'area sovrastante il fabbricato, per cui l'originaria altezza dell'edificio è superata con la copertura dei nuovi piani o con la superficie superiore terminale delimitante le nuove fabbriche (Cass. Sez. 2, 24/10/1998, n. 10568; Cass. Sez. 2, 10/06/1997, n. 5164; Cass. Sez. 2, 24/01/1983, n. 680; Cass. Sez. 2, 07/09/2009, n. 19281). L'art. 1127 c.c. sottopone, poi, il diritto di sopraelevazione del proprietario dell'ultimo piano dell'edificio ai limiti dettati dalle condizioni statiche dell'edificio che non la consentono, ovvero dall'aspetto architettonico dell'edificio stesso, oppure dalla conseguente notevole diminuzione di arie e luce per i piani sottostanti.

Il limite segnato dalle condizioni statiche si intendedalla giurisprudenza, in particolare, come espressivo di un divieto assoluto, cui è possibile ovviare soltanto se, con il consenso unanime dei condomini, il proprietario sia autorizzato all'esecuzione delle opere di rafforzamento e di consolidamento necessarie a rendere idoneo il fabbricato a sopportare il peso della nuova costruzione.

Ne consegue che le condizioni statiche dell'edificio rappresentano un limite all'esistenza stessa del diritto di sopraelevazione, e non già l'oggetto di verificazione e di consolidamento per il futuro esercizio dello stesso, limite che si sostanzia nel potenziale pericolo per la stabilità del fabbricato derivante dalla sopraelevazione, il cui accertamento costituisce apprezzamento di fatto riservato al giudice di merito, non sindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato (Cass. Sez. 2, 30/11/2012, n. 21491).

E' parimenti consolidato l'orientamento secondo il quale il divieto di sopraelevazione per inidoneità delle condizioni statiche dell'edificio, previsto dall'art. 1127, comma 2, c.c.., debba interpretarsi non nel senso che la sopraelevazione sia vietata soltanto se le strutture dell'edificio non consentano di sopportarne il peso, ma nel senso che il divieto sussiste anche nel caso in cui le strutture siano tali che, una volta elevata la nuova fabbrica, non consentano di sopportare l'urto di forze in movimento quali le sollecitazioni di origine sismica.

Pertanto, qualora le leggi antisismiche prescrivano particolari cautele tecniche da adottarsi, in ragione delle caratteristiche del territorio, nella sopraelevazione degli edifici, esse sono da considerarsi integrative dell'art. 1127, comma 2, c.c., e la loro inosservanza determina una presunzione di pericolosità della sopraelevazione, che può essere vinta esclusivamente mediante la prova, incombente sull'autore della nuova fabbrica, che non solo lasopraelevazione, ma anche la struttura sottostante sia idonea a fronteggiare il rischio sismico.

In conclusione , in mancanza di prova del ricorrente, il ricorso è stato rigettato.

TABELLA RIEPILOGATIVA

OGGETTO DELLA PRONUNCIA

SOPRAELEVAZIONE -VERIFICA ANTISISMICA

RIFERIMENTI NORMATIVI

Art. 1127 C.C.

PROBLEMA

Nel caso di specie, Il Tribunale aveva accolto la domanda avanzata dal Condominio, dichiarando contrario ai limiti posti dall'art. 1127, comma 2, c.c. il manufatto realizzato sulla terrazza di copertura dell'edificio.

LA SOLUZIONE

La Corte d'appello aveva correttamente qualificato come "sopraelevazione", agli effetti dell'art. 1127 c.c., il manufatto dell'altezza variabile da m. 2,10 a m. 2,40 realizzato da Sempronia sulla terrazza di copertura dell'edificio condominiale, vano avente una superficie di mq 42, cui si accedeva dall'appartamento di proprietà esclusiva mediante scala a chiocciola innestata nel solaio.

RICHIAMI/PRECEDENTI GIURISPRUDENZIALI

Cass. Sez. 2, 24/10/1998, n. 10568; Cass. Sez. 2, 10/06/1997, n. 5164; Cass. Sez. 2, 24/01/1983, n. 680; Cass. Sez. 2, 07/09/2009, n. 19281; Cass. Sez. 2, 30/11/2012, n. 21491

LA MASSIMA

Soltanto la presentazione di una progettazione antisismica dell'opera eseguita permette di ottemperare alla presunzione di pericolosità derivante dall'inosservanza delle prescrizioni tecniche dettate dalla normativa speciale.

Cass. civ., sez. II, ord. 29 gennaio 2020, n. 2000

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