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Troppe antenne TV vicine a scuole e condomini. Comune condannato per mancata vigilanza sulle emissioni fuori dai limiti di legge
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Troppe antenne TV vicine a scuole e condomini. Comune condannato per mancata vigilanza sulle emissioni fuori dai limiti di legge

La presenza di radiazioni vicino alle loro abitazioni ha provocato una condizione di ansia, di evidente turbamento psichico che ha impedito il normale svolgimento della vita familiare

Avv. Maurizio Tarantino 

Misure del livello di onde elettromagnetiche nell'ambiente. Le onde elettromagnetiche sono il fenomeno fisico attraverso il quale l'energia elettromagnetica può trasferirsi dà luogo a luogo per propagazione.

L'uso sempre crescente delle nuove tecnologie ha portato negli ultimi decenni a un aumento sul territorio nazionale della presenza di sorgenti di campo elettrico, campo magnetico e campo elettromagnetico rendendo sempre di maggiore attualità la problematica dell'esposizione alle radiazioni non ionizzanti.E` importante sottolineare che i limiti riportati nelle normative di protezione sanitaria derivano sempre da un'analisi attenta della bibliografia esistente e dall' introduzione di molti fattori di sicurezza.

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Il problema delle antenne nel comune di Agrigento.Nel 2013, a seguito di accertamenti tecnici, Il giudice aveva disposto che le emittenti riducessero immediatamente e poi mantenessero il livello di emissione di onde elettromagnetiche, entro i limiti prescritti dalla legge.

Per tali motivi, il Comune di Agrigento e cinque emittenti erano stati condannati a risarcire a una famiglia di Agrigento il «danno morale da stress, afflizione e frustrazione per essere costretti a vivere a contatto con numerose antenne di notevoli dimensioni, col timore costante di ammalarsi per la prolungata esposizione a onde elettromagnetiche che superavano i limiti di guardia». In pratica, il giudice aveva riconosciuto non un danno esistenziale, ma «un danno morale, oggettivamente accertabile», dovuto anche alla prolungata esposizione che comporta per la famiglia «controlli medici periodici a scopo precauzionale» quantificato in 30 mila euro.

Inoltre, era stato condannato anche il Comune di Agrigento che aveva omesso di esercitare i poteri di verifica, vigilanza e controllo.

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La conferma della pronuncia in grado di appello. Dalle notizie apprese dagli organi di stampa, la Corte di appello di Palermo ha confermato la condanna emessa in primo grado.

Oltre al risarcimento, i giudici hanno ribadito che la presenza delle antenne, di cui un comitato chiedeva da anni l'abbattimento (considerato che una parte di esse era abusiva), hanno provocato "un evidente danno morale" alla famiglia che hanno presentato il ricorso.

Difatti, in proposito, i giudici evidenziano che "la presenza di radiazioni vicino alle loro abitazioni ha provocato una condizione di ansia, di evidente turbamento psichico che ha impedito il normale svolgimento della vita familiare per il timore di ammalarsi a causa della prolungata esposizione alle onde elettromagnetiche che sapevano essere superiore ai valori massimi consentiti dalla legge".

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Il precedente di Venezia. In tale vicenda, secondo la Corte territoriale, la condotta prevista e punita dall'art.2, comma secondo, D.L. n.5 del 23 gennaio 2001 non era quella consistente nel superamento dei limiti e dei valori stabiliti in attuazione dell'art.1, comma 6, lettera a), n.15), della legge 31.7.1997, n.249 e del D.M. n.381/1998, ma piuttosto, per quella che era la chiara previsione normativa e contestazione contenuta nel verbale di accertamento di illecito amministrativo (la violazione dell'inosservanza dell'ordine di riduzione a conformità emesso dal Presidente della Regione).

Detto ciò, la Corte di Appello di Venezia con la pronuncia del 26 settembre 2016 n. 2129, ha evidenziato che "in tema di inquinamento elettromagnetico il più restrittivo parametro di legge (6 V/m) deve applicarsi solo nel caso in cui le abitazioni esistenti presso i siti trasmissivi risultino effettivamente abitate".

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