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A che cosa servono le associazioni degli amministratori condominiali? Consigli utili per l'amministratore ed il condomino
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A che cosa servono le associazioni degli amministratori condominiali? Consigli utili per l'amministratore ed il condomino

Amministratore iscritto a un'associazione, perchè è importante essere associati.

Avv. Alessandro Gallucci 

L’amministratore condominiale è il legale rappresentante della compagine in relazione alla gestione e conservazione delle parti comuni. Ciò sia nei rapporti interni (ossia tra la collettività ed il singolo) sia nei rapporti esterni (ossia tra il condominio ed in terzi).

La Cassazione, costantemente, afferma e ribadisce che “ l'amministratore del condominio raffigura un ufficio di diritto privato assimilabile al mandato con rappresentanza: con la conseguente applicazione, nei rapporti tra l'amministratore e ciascuno dei condomini, delle disposizioni sul mandato” (così Cass. SS.UU. n. 9148/08).

In quest’ultima sentenza, nota soprattutto per aver specificato che le obbligazioni condominiali non sono solidali, la Suprema Corte ha altresì affermato che l’amministratore rappresenta direttamente i condomini nel limite delle loro quote e non la compagine che giuridicamente non può essere considerata né come soggetto avente cittadinanza nell’ordinamento giuridico né tanto meno come ente di gestione, definizione spesso usata per definire il condominio negli edifici.

In questo contesto, tornando alla figura del mandatario dei condomini, è bene ricordare che allo stato attuale, qualunque soggetto che abbia compiuto 18 anni può esercitare l’attività di amministratore condominiale.

Non solamente: secondo la Cassazione oltre alle persone fisiche anche quelle giuridiche sono legittimate ad assumere tale incarico.

In tal senso s’è detto che “ anche una persona giuridica può essere nominata amministratore del condominio negli edifici, posto che il rapporto di mandato istituito nei confronti delle persone suddette, quanto all'adempimento delle obbligazioni ed alla relativa imputazione della responsabilità, può essere caratterizzato dagli stessi indici di affidabilità, che contrassegnano il mandato conferito ad una persona fisica” (Cass. 26 ottobre 2006, n. 22840; conf. Cass. 23 gennaio 2007, n. 1406).

In questo panorama normativo di assoluta mancanza di regole certe o meglio nella totale assenza di requisiti d’accesso all’esercizio della professione, proliferano, com’è giusto e doveroso che sia, una serie di associazioni di amministratori condominiali finalizzate ad offrite formazione e quindi professionalità, sia con specifico riferimento al singolo professionista, sia avendo riguardo ai condomini amministrati.

Dalle sigle più note e diffuse a quelle meno conosciute alla cui base si pongono organizzazioni di più ridotte dimensioni, le parole d’ordine sono sempre la stesse: formazione, professionalità, garanzia di qualità.

In tal senso, alcune associazioni rilasciano attestati a seguito della frequentazione di appositi corsi che permettono l’acquisizione delle certificazioni di qualità in ossequio alla normativa nazionale ed europea.

Allora non v’è dubbio, e qui ci si rivolge ad i condomini, che l’appartenenza ad un’associazione possa essere certamente quanto meno indice della sensibilità dell’amministratore ad interagire con quel settore lavorativo in modo serio e professionale.

Indice ma non certamente riscontro sicuro ed obiettivo visto e considerato che tale ultima prova deve essere sempre fornita dal professionista che opera sul mercato.

Per l’amministratore, invece, scegliere un’associazione vuol dire entrare in un network che, se lavora seriamente, gli consente di poter operare serenamente certo che il proprio impegno trovi riscontro in un’azione di costante aiuto all’aggiornamento ed alla risoluzione di problemi.

In sostanza quindi le associazioni professionali, nell’attuale contesto normativo servono soprattutto a dare formazione, a raggruppare una categoria di professionisti per avanzare istanze nelle sedi competenti a risolverle (si legga Parlamento, enti pubblici, ecc.) ed a garantire che il proprio associato rispetti degli standard di qualità a garanzia della corretta amministrazione degli immobili.

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Giovanni F.
Giovanni F. martedì 24 aprile 2018 alle ore 05:32

servono ad arricchire se stesse

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