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L'amministratore di condominio non può recuperare il proprio credito in pendenza del mandato se non chiedendo la nomina di un curatore speciale
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L'amministratore di condominio non può recuperare il proprio credito in pendenza del mandato se non chiedendo la nomina di un curatore speciale

Come fare se durante l'amministrazione del condominio non si riceve il pagamento del compenso professionale?

Avv. Rosario Dolce 

Come fare se durante l'amministrazione del condominio non si riceve il pagamento del compenso professionale? Ricorrere ad un decreto ingiuntivo in pendenza del mandato sarebbe un atto ostile verso i condòmini amministrati.

Ma la realtà supera la fantasia! E' così successo a Milano che un amministratore ha rotto gli indugi e a notificato a se stesso, in funzione della carica rivestita, un decreto ingiuntivo al Condominio per chiedere ed ottenere il pagamento dei crediti professionali.

=> Compenso dell'amministratore dimissionario

Il fatto. Il condominio "Alfa" ha proposto opposizione avverso l'atto di precetto notificato dal precedente amministratore, con il quale intimava il pagamento di una somma superiore a cinquantamila euro fondata su fatture non pagate per l'espletamento del mandato professionale precedentemente svolto. A fondamento della relativa opposizione, la compagine ricorrente ha eccepito:

  • di non aver mai avuto conoscenza del decreto ingiuntivo su cui esso si fondava;
  • di non conoscere le fatture in base alle quali è stato emesso tale decreto ingiuntivo, in quanto non risultano nella documentazione consegnata all'atto del passaggio di consegne al nuovo amministratore;
  • che tale decreto ingiuntivo presupposto deve ritenersi nullo, stante il palese conflitto di interessi in capo all'ex amministratore, il quale ha chiesto e ottenuto il provvedimento monitorio quando ancora rivestiva la carica, pur notificandolo al condominio in persona di sé stesso;
  • che, in quanto tale, è da ritenersi inesistente la notifica del decreto ingiuntivo, essendo stata tale notificazione eseguita dall'amministratore del condominio a se stesso presso il proprio indirizzo di residenza (e non, invece, come sarebbe stato necessario avuto riguardo al conflitto di interessi, ad un curatore speciale del condominio nominato dal Tribunale);
  • che il credito dell'ex amministratore, inoltre, risulta inesistente, trovando lo stesso fondamento in due delibere dell'assemblea del condominio che sono state annullate con sentenze del Tribunale e della Corte d'Appello di Milano;

L'ex amministratore si è chiaramente difeso in giudizio contestando le avverse eccezioni e rilevando - per quel che è dato qui interessare - che l'opposizione è inammissibile in quanto il condominio avrebbe dovuto impugnare il decreto ingiuntivo a suo tempo notificatogli - presso di lui - e non anche l'atto di precetto.

La Sentenza. Il caso, assai peculiare e quindi interessante, è stato definito con Sentenza del Tribunale di Milano pubblicata in data 30 novembre 2017. Esaminiamola in dettaglio.

La domanda proposta dal condominio è stata qualificata come opposizione all'esecuzione: tanto nella parte in cui essa trova fondamento nella pretesa estinzione del credito dell'ex amministratore, quanto nella parte in cui la stessa è fondata sulla inesistenza della notifica del decreto ingiuntivo.

=> Recupero di oneri condominiali non pagati. Valida la notifica anche se effettuata dall'amministratore revocato

Ebbene, proprio tale qualificazione ha consentito al giudice del gravame di esaminare la questione dell'inesistenza della notifica del decreto ingiuntivo, e, pertanto, di riflettere sugli aspetti soggettivi legali alla vicenda.

La notifica del decreto ingiuntivo allo stesso ricorrente, in funzione della qualità rivestita, è stata ritenuta inesistente, laddove effettuata a persona in palese conflitto di interessi ed in luogo (la residenza e non il domicilio) che non è in alcun modo riconducibile al destinatario dell'atto, ovvero al condominio da egli amministrato.

Secondo il decidente meneghino, dunque, la notifica del decreto ingiuntivo è avvenuta ad un soggetto in palese conflitto di interessi, essendo in realtà necessaria (al fine della ricezione del decreto ingiuntivo) la nomina di un curatore speciale del condominio (argg. ex Cass. 19149/14, Cass. 20659/09, Cass. 8803/03).

Conclusione.

L'errore commesso dall'amministratore (e dal rispettivo legale) è stato quello di ritenere che la notifica di un decreto ingiuntivo - chiesto e ottenuto - nei confronti del Condominio da egli amministrato possa farsi a sue mani, in pendenza del mandato.

In effetti, il palese conflitto di interessi in capo quest'ultimo avrebbe dovuto condurlo a più miti consigli.

Attendere, ad esempio, la cessazione della carica di amministratore, ovvero chiedere la nomina di un curatore speciale della compagine condominiale, per la cura delle formalità occorrenti, erano le due alternative percorribili.

L'amministratore di che trattasi è rimasto, dunque, a mani vuote…anzi ha dovuto pagare le spese legali alla compagine condominiale

Sentenza inedita
Scarica Tribunale di Milano del 30.11.2017

Cerca: amministratore di condominio recupero del proprio credito

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Ermanno Cozzi
Ermanno Cozzi martedì 30 gennaio 2018 alle ore 13:58

L'amministratore in discorso ha fatto un'azione poco professionale e l'esito della sua azione lo si è visto. Comunque, solo per rispondere alla signora Scalera, gli amministratori, una volta approvato il preventivgo dall'assemblea, da soli decidono quando pagarsi, sopratutto se non si è stabilito con il condominio quando pagarsi.

Cristiana
Cristiana martedì 06 febbraio 2018 alle ore 15:55

Il nostro ex amministratore, invece, dopo la revoca del mandato ed in attesa della nomina di un amministratore nuovo (1 settimana) si è autopagato svuotando il conto corrente e lasciandoci al verde per le bollette di acqua, luce e gas che sapeva sarebbe arrivate.

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