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L'amministratore di condominio e la "mozione di sfiducia": che cosa fare se non si riesce a revocarlo?
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L'amministratore di condominio e la "mozione di sfiducia": che cosa fare se non si riesce a revocarlo?

Amministratore: che cosa fare se non si riesce a revocarlo?

Avv. Alessandro Gallucci  

Nel gergo politico, è cosa nota e di sempre di attualità, con la locuzione mozione di sfiducia s'intende indicare l'azione portata avanti da uno o più gruppi parlamentari tesa a far venire meno il rapporto fiduciario esistente tra il governo ed uno (od entrambi) i rami del Parlamento con il fine, mediato dall'intervento necessario del Capo dello Stato, di giungere alla formazione di un nuovo esecutivo o ad elezioni anticipate.

Nel caso del condominio, il parallelo potrà sembrare azzardato, ma le assonanze sono evidenti, la richiesta di convocazione dell'assemblea straordinaria, formulata ai sensi dell'art. 66 disp. att. c.c., per discutere della revoca dell'amministratore nient'altro è che una mozione di sfiducia tesa a ottenere la rimozione dall'incarico dell'attuale amministratore.

Ciò è sempre possibile; ricordiamo, infatti, che ai sensi del dell'art. 1129 c.c., l'amministratore dura in carica un anno (rinnovabile automaticamente, sul punto la non c'è concordia sulla durata delle proroghe annuali), ma può essere revocato in ogni momento dell'assemblea. Il tutto, giova evidenziarlo, con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti all'assemblea che rappresenti quanto meno la metà del valore millesimale dell'edificio.

Allo stesso risultato si può arrivare senza passare dall'assemblea straordinaria, ma discutendo della questione, che deve essere obbligatoriamente trattata (art. 1135 c.c.), al momento dell'assemblea ordinaria. Forse.

=> Revoca e nomina dell'amministratore di condominio: il vademecum delle maggioranze da adottare?

Vediamo il perché questa incertezza: si accennava prima che al momento non v'è unanimità di vedute circa il rinnovo automatico. Per un filone di pensiero, una volta nominato l'amministratore, ove non richiesto, deve inserire l'argomento della revoca all'ordine del giorno, altrimenti è esonerato. Sempre, sine die . Per una teoria mediana, l'amministratore deve inserire l'argomento in discussione ogni due anni.

Per l'impostazione più rigorista, sempre e comunque. Pomo della discordia è il significato da attribuire a questa norma: "L'incarico di amministratore ha durata di un anno e si intende rinnovato per eguale durata. L'assemblea convocata per la revoca o le dimissioni delibera in ordine alla nomina del nuovo amministratore" (art. 1130, decimo comma, c.c.).

Torniamo alla mozione di sfiducia.

Revoca dell'amministratore, dalla genesi alla delibera

A ben vedere non è raro che, per svariati motivi , tutti sostanzialmente sintetizzabili nella fredda formula "logoramento e venir meno del rapporto di fiducia", i condomini s'organizzino per chiedere la convocazione di un'assemblea ad hoc per decidere sulla revoca.

Come per ogni confronto democratico, tuttavia, l'esito della discussione e quindi il suo risultato, vale a dire la deliberazione, è tutt'altro che scontata.

=> La revoca dell'amministratore di condominio non può essere chiesta con il procedimento ordinario

I più impensabili motivi, visti in un'ottica freddamente razionale, possono portare a decidere in un modo o nell'altro e far arrivare a conclusioni assolutamente imprevedibili.

Vale la pena comprendere che cosa può accadere se la "mozione di sfiducia" presentata ed in predicato d'accogliere la totalità dei consensi non dovesse, invece, trovare riscontro.

La risposta è molto semplice: non può accadere nulla. Ciò perché l'amministratore in carica continuerà a dover svolgere il proprio lavoro ed i condomini, a lui favorevoli e quelli contestatori, dovranno continuare a versare le quote e rispettare delibere e regolamento come sempre.

Mozione di sfiducia fallita, insensato il timore di ritorsioni

Alcuni volte, sentiamo dire che uno dei motivi del fallimento delle mozioni di sfiducia è la paura dei condòmini meno motivati a cambiare ad esporsi: molti pensano che dire "non ti voglio più come amministratore" possa portare poi a delle ripercussioni ove il cambio di guardia non riesca. Un auto ammutinamento che paralizza il cambiamento.

Giusto, aggiungiamo noi, se la mozione di sfiducia è data da ostilità personali (accade, molto più spesso di quello che si possa credere, che l'amministratore sia sfiduciato perché vuole operare per il bene collettivo), errato se la preoccupazione è la vendetta.

Il timore di "ritorsioni", infatti, attiene ad una sfera quasi superstiziosa, anzi senza quasi del tutto superstiziosa, che ha poco a che vedere con il normale svolgimento di rapporti giuridici. Se un condòmino è rispettoso della legge e paga le proprie quote regolarmente, non vi possono essere timori di sorta: l'amministratore, anche il più vendicativo, non potrà fare nulla. Ogni diverso comportamento sarebbe illecito.

Mantenere i toni della disputa e le relazioni personali su toni civili non è frase di circostanza, ma questione che proprio in occasioni del genere deve trovare pratica attuazione.

Mozione di sfiducia, c'è sempre l'alternativa della strada giudiziale

Può anche accadere che la richiesta di revoca sia fondata su motivi talmente tanto seri che i condomini proponenti restino fermamente convinti della necessità d'insistere per proseguire nel loro intento. Non gli interessa che la richiesta sia stata bocciata dall'assemblea: ciò d'altronde non è preclusivo della possibilità di agire giudizialmente.

Insomma se la mozione di sfiducia non va a buon fine, come si dice in gergo, la vicenda potrebbe avere degli strascichi giudiziari. In che modo? La soluzione al quesito è intuibile.

Ogni condomino che n'abbia la possibilità potrebbe agire giudizialmente per ottenere la revoca in ragione di fondati sospetti di gravi irregolarità nella gestione del condominio.

È chiaro che andando su questo piano la propria convinzione di mala gestio dovrebbe essere corroborata da elementi di fatto inoppugnabili.

=> Durata dell'incarico di amministratore, alcune precisazioni

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