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È possibile allontanare un condòmino dall'assemblea?
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È possibile allontanare un condòmino dall'assemblea?

È possibile allontanare un condòmino dall'assemblea di condominio nel caso in cui ne intralci lo svolgimento?

Avv. Valentina Papanice 

Nervosismi in assemblea di condominio e ordinaria follia

È lecito allontanare un condòmino che intralcia l'andamento dell'assemblea? E a chi spetterebbe tale compito?

La legge non dispone nulla di specifico al riguardo, eppure, tante volte la situazione si mette in maniera tale che una decisione va necessariamente adottata; alle volte, poi, non c'è nemmeno tanto tempo per decidere, anzi, si deve essere parecchio tempestivi.

Insomma, bisogna certamente distinguere i casi più gravi, se non pericolosi, da quelli, diciamo così, di ordinaria follia; dopotutto, il conflitto latente tra condòmini o tra condòmini ed amministratore riesce ad esprimersi nella maniera più compiuta proprio, lo sappiamo bene, nelle riunioni di condominio.

Alle volte, potremmo dire, le riunioni di condominio paiono assumere la stessa funzione "di sfogo sociale" delle partite di calcio o di certi spettacoli di romana memoria. In molti casi può essere sufficiente lasciare che i più esagitati, magari reduci da una giornata faticosa (le riunioni di condominio a fine giornata non sono esattamente il sogno di alcuno di noi), riprendano il controllo di sé. Se, poi, l'amministratore ha seguito un corso per mediatore nei conflitti, è meglio.

Una soluzione potrebbe venire dalla meditazione: si potrebbero sperimentare delle sessioni condominiali di yoga preliminari alla riunione di condominio. Tutto può andare bene se utile a scongiurare liti furibonde.

Scherzi a parte, che fare quando il nervosismo non si placa?

Se l'assemblea riesce tutto sommato a prendere una decisione, ammonimenti a parte, è bene proseguire: purtroppo la maleducazione è un problema diffuso.

=> Vivere in condominio, quali sono i doveri dei condòmini?

Nervosismi in assemblea di condominio e reati

Se invece siamo alle soglie del reato, le cose cambiano.

In quei casi le esigenze che esigono considerazione e contemperamento sono varie: innanzitutto, va salvaguardata l'incolumità delle persone e ciò è indubbio; a parte gli eventuali aspetti più drammatici, come appunto i casi di violenza, minacce etc., vanno considerati altri interessi e cioè: quello del condominio ad una decisione, con tutto quel che ciò può implicare (ad es. tutela delle parti comuni, esecuzione di pagamenti dei debiti verso i fornitori etc.) e ci sono casi in cui la decisione non può essere rinviata; ci sono poi gli interessi dei singoli condòmini, compresi i più scalmanati, certamente! I loro diritti di proprietari valgono quanto gli altri; se poi determinate decisioni devono essere assunte con l'unanimità, anche per le decisioni da prendere con la maggioranza, vi sarebbe da chiedere quale validità esse possano avere qualora adottate nell'assenza, non spontanea, ma imposta di qualche condòmino.

Da non perdere: Ora di uscita condomino in assemblea

Funzioni del presidente in assemblea

Per completare il quadro aggiungiamo che colui che ha il compito di regolare l'ordinato andamento dell'assemblea è il presidente. Non esiste una norma specifica in materia condominiale su tale figura; ad essa viene applicato per analogia quanto previsto in materia societaria dall'art. 2371 c.c. (intitolato "Presidenza dell'assemblea") il quale prevede che "L'assemblea è presieduta dalla persona indicata nello statuto o, in mancanza, da quella eletta con il voto della maggioranza dei presenti. Il presidente è assistito da un segretario designato nello stesso modo.

Il presidente dell'assemblea verifica la regolarità della costituzione, accerta l'identità e la legittimazione dei presenti, regola il suo svolgimento ed accerta i risultati delle votazioni; degli esiti di tali accertamenti deve essere dato conto nel verbale.

L'assistenza del segretario non è necessaria quando il verbale dell'assemblea è redatto da un notaio."

In proposito, la sentenza della Corte di Cassazione n. 24132/2009 ha chiarito che "Il presidente dell'assemblea condominiale - tenuto conto del fatto che la sua funzione consiste nel garantire l'ordinato svolgimento della riunione - ha il potere di dirigere la discussione, assicurando, da un lato, la possibilità a tutti i partecipanti di esprimere, nel corso del dibattito, la loro opinione su argomenti indicati nell'avviso di convocazione e curando, dall'altro, che gli interventi siano contenuti entro limiti ragionevoli.

Ne consegue che il presidente, pur in mancanza di una espressa disposizione del regolamento condominiale che lo abiliti in tal senso, può stabilire la durata di ciascun intervento, purchè la relativa misura sia tale da assicurare ad ogni condomino la possibilità di esprimere le proprie ragioni su tutti i punti in discussione."

Allontanamento dall'assemblea del condomino facinoroso

Esistono casi in cui è ipotizzabile l'allontanamento del condòmino "facinoroso" dall'assemblea? Quelli che vanno presi in considerazione sono, a parere di chi scrive, solo i comportamenti estremi, tali di intralciare la prosecuzione della riunione e di creare pericolo per le persone e/o le cose; in tal caso - la decisione andrà adottata nel caso concreto - si potrà valutare se invitare l'esagitato a giungere a più miti consigli, ed eventualmente ad allontanarsi, avvertendolo che in difetto sarà necessario chiamare la forza pubblica; chiunque potrà chiamare la forza pubblica, in caso di necessità.

Quanto all'arrivo della forza pubblica, non dobbiamo immaginarci che con un colpo di telefono arrivino i Carabinieri, prendano di peso il soggetto e lo facciano scomparire dalla scena portandolo via nella camionetta: essi adotteranno, nel rispetto delle norme di pubblica sicurezza e dei diritti, le azioni più idonee a seconda del caso concreto.

Difficilmente costringeranno il condòmino ad allontanarsi, salvo che non debbano arrestarlo.

A parte questo caso estremo, in ogni caso deciso dalle forze dell'ordine, non sembra a chi scrive legittimo l'ordine di un allontanamento, da parte dell'amministratore o del presidente, nei confronti del condòmino che non stia diventando pericoloso.

In alternativa all'allontanamento, o in aggiunta, si dovrà valutare se sospendere la riunione, salvo che non vi siano decisioni urgenti da assumere.

In ogni caso, ricordiamo che, in caso di urgenza, sia l'amministratore che ogni singolo condomino possono assumere iniziative senza autorizzazione (dell'assemblea, il primo, dall'amministratore e dell'assemblea, il secondo); in una situazione di tale tensione la decisione senza autorizzazione dovrà però essere presa con molta prudenza.

Ricordiamo inoltre che nel caso in cui si riescano a prendere i provvedimenti necessari per l'amministrazione della cosa comune o non si forma una maggioranza è previsto il ricorso all'autorità giudiziaria (ex art. 1105 c.c.).

=> La presenza di un estraneo in assemblea cosa comporta?

=> Corretta indicazione a verbale dell'allontanamento dei condomini

Cerca: allontanare condomino

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Gianiges
Gianiges sabato 16 marzo 2019 alle ore 18:19

L'unica è sospendere la seduta, anche per valutare l'atteggiamento dell'amministratore-segretario che ci mette del suo.

Luigi
Luigi martedì 19 marzo 2019 alle ore 18:41

cosa vuol dire?

IGNAZIO VACCA
IGNAZIO VACCA martedì 19 marzo 2019 alle ore 20:27

NESSUN CONDOMINO PUO' ESSERE INVITATO A LASCIARE L'ASSEMBLEA PER NESSUN MOTIVO.
ALLONTANARLO SI COMMETTE REATO PENALE IN QUANTO GLI SI IMPEDISCE DI ESERCITARE IL SUO DIRITTO A PARTECIPARE ALL'ASSEMBEA.
SI PUO' SOLO SOSPENDERE E RIPRENDERE L'ADUNANZA DOPO CHE SI SIANO CHIARITE LE CONTRAPPOSTE RAGIONI.IGNAZIO VACCA AS.A.I.S.

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