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Adminicula servitutis, cosa sono?
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Adminicula servitutis, cosa sono?

Le facoltà accessorie di esercizio della servitù, tra diritti e obblighi

Avv. Alessandro Gallucci  

Il brocardo è una massima chiara, precisa e sintetica, pressoché esclusivamente latino, che esplicita una regola di diritto.

Adminicula servitutis è un brocardo latino che esprime l'insieme delle facoltà accessorie che il titolare di una servitù ha diritto di esercitare in ragione della titolarità del diritto reale di godimento.

=> Limitazioni e pesi da servitù in condominio: l'indennità di asservimento

Facoltà accessorie che possono variare in ragione del variare delle circostanze, specie di tipo normativo, che riguardano la servitù medesima.

Ecco, allora, che alle adminicula servitutis si contrappone il divieto espresso dall'art. 1067 c.c. di aggravare la servitù previsto dall'art. 1067 c.c. secondo il quale "il proprietario del fondo dominante non può fare innovazioni che rendano più gravosa la condizione del fondo servente".

Un'ordinanza, resa dalla Cassazione il 30 luglio 2020, la n. 16322 è d'aiuto per affrontare ed approfondire il tema delle adminicula servitutis, della loro estensione e del diritto per il titolare del fondo dominante di apportare modifiche alle modalità di esercizio della servitù che consentano l'uso in ragione delle esigenze attuali, senza che ciò comporti violazione dell'art. 1067 c.c. succitato.

Adminicula servitutis, il caso

Il caso che ha portato alla decisione in esame è il seguente: la proprietaria di un terreno conveniva il giudizio il suo vicino lamentando che questo aveva collocato sul fondo di proprietà di ella attrice, un macchinario che fungeva da filtro per i fumi ed i gas emessi dalla sua autocarrozzeria di cui era titolare il suddetto convenuto. Ne chiedeva quindi la rimozione

Questi, a sua volta, faceva notare che ciò che era presente sul fondo della vicina lo era in ragione della esistenza di una servitù per destinazione del padre di famiglia e che dunque i manufatti dei quali era contestata la presenza, cioè il depuratore e la sovrastante canna fumaria costituivano adminicula servitutis, la cui collocazione si era resa necessaria onde conformare l'impianto alla normativa antinquinamento.

La sentenza di primo grado vedeva prevalere, seppur solo parzialmente, le ragioni dell'attrice: è vero, esisteva servitù, ma questa non comprendeva l'installazione dei nuovi manufatti.

L'appello promosso dall'originario convenuto gli dava ragione, invece: i macchinari potevano stare dove stavano, rappresentando degli adminicula servitutis, cioè legittime facoltà accessorie all'esercizio della servitù di scarico dei fumi.

Il caso così inquadrato arriva fino alla Corte di Cassazione

Adminicula servitutis, l'inquadramento giurisprudenziale

I giudici di legittimità, per prima cosa, hanno inquadrato la questione dell'estensione della servitù e quindi delle facoltà connesse che più volte abbiamo indicato con brocardo latino.

Oggetto del contendere era l'individuazione dell'esatto discrimine tra la previsione del primo comma dell'art. 1064 cod. civ., che secondo il quale "il diritto di servitù comprende tutto ciò che è necessario per usarne" e quanto previsto dal succitato art. 1067, primo comma, c.c., che vieta innovazioni sul fondo servente.

=> Costituzione di una servitù su parti condominiali

La corte ha ricordate che il diritto di servitù comprende tutto ciò che è indispensabile per il suo esercizio e comprende anche quelle facoltà accessorie che sono necessarie e senza le quali l'utilitas della servitù non potrebbe ricevere attuazione (sul punto l'ordinanza in esame richiama questo precedente: Cass. 17.11.1979, n. 5983). Si tratta degli adminicula servitutis.

Adminicula servitutis, la soluzione concreta

Ciò in generale. Nel caso di specie lo stato dei luoghi di partenza era differente da quello poi contestato dall'originaria attrice. In luogo degli originari scarichi era stato installato un macchinario per la regolare evacuazione dei fumi prodotti dall'autocarrozzeria.

Per la proprietaria del terreno questo era un aggravamento della servitù; per il titolare del diritto reale minore, no, l'installazione rappresentava normale facoltà accessoria d'esercizio del diritto.

La Corte ha accolto questa tesi. Si legge nell'ordinanza che "la modifica degli adminicula non si ripercuote né sul vincolo né sulle modalità di attuazione della servitù, cosicché che la modifica degli adminicula non si ripercuote né sul vincolo né sulle modalità di attuazione della servitù, cosicché in nessun modo è riconducibile alla disciplina dell'art. 1067 cod. civ. (cfr. Cass. 28.5.1979, n. 3097); che il proprietario del fondo dominante può apportare, alle cose ed opere destinate all'esercizio della servitù, quelle modifiche che ne rendano più agevole o comodo l'esercizio medesimo, ove ciò non si traduca in un apprezzabile aggravio dell'onere che pesa sul fondo servente (cfr. Cass. 15.11.1977, n. 4982)" (Cass. 30 luglio 2020 n. 16322).

Nel dire ciò la Cassazione ha specificato che la sentenza di secondo grado impugnata aveva motivato in maniera corretta e quindi incensurabile perché il nuovo stato dei luoghi rappresentasse esercizio delle facoltà accessorie e non innovazione vietata ai sensi dell'art. 1067 c.c.

Come dire: il principio sopra espresso era stato correttamente applicato.

Anche sul fatto, contestato, che il nuovo manufatto comportasse la creazione di una servitù di passaggio per la manutenzione, nonché la posa di cavi elettrici, la Corte non ha riscontrato alcuna illegittimità.

Si nelle nell'ordinanza "gli "adminicula servitutis" comprendono sia le facoltà che condizionano l'esercizio della servitù sia le facoltà che condizionano il normale esercizio della servitù (cfr. Cass. 12.11.1996, n. 9891, secondo cui la servitù di fognatura - che va equiparata al generico scarico coattivo di cui all'art. 1043 cod. civ. - attribuisce al proprietario del fondo dominante il diritto di provvedere all'installazione delle opere idonee allo scarico e di accedere al fondo servente per la periodica manutenzione di dette opere, salvo che il titolo preveda più ampi poteri)" (Cass. 30 luglio 2020 n. 16322).

=> Il vicino può opporsi al passaggio dei tubi del gas metano.

Scarica Cass. 30 luglio 2020 n. 16322

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