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Le spese anticipate per il recupero dei contributi del condomino moroso non possono essere addebitate integralmente allo stesso.
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Le spese anticipate per il recupero dei contributi del condomino moroso non possono essere addebitate integralmente allo stesso.

Ecco cosa succede quando si addebitano le spese legali solo al condomino moroso

Avv. Paolo Accoti  

In linea generale, le spese necessarie per la conservazione e per il godimento delle parti comuni dell'edificio, nonché quelle per la prestazione dei servizi devono essere sostenute dai condòmini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, salvo diversa convenzione (art. 1123, I co., Cc).

Da ciò si desume che, anche le spese necessarie al recupero delle quote condominiali in danno dei condòmini morosi - si pensi ad esempio a quelle relative alla prestazione professionale dell'avvocato ovvero al contributo unificato e alle marche da bollo necessarie per avviare la procedura giudiziaria - debbono essere ripartite in via provvisoria tra tutti i condòmini, in relazione ai rispettivi millesimi di proprietà.

Ciò posto, la delibera assembleare che addebita le spese anticipate per il recupero dei contributi interamente a carico del condomino moroso, si appalesa evidentemente nulla, siccome

"è contrario ad ogni principio generale del sistema normativo italiano e, in ogni caso, ai principi che governano i rapporti all'interno di un condominio che le spese affrontate per il recupero dei contributi dovuti dal condomino moroso siano posti interamente a carico del medesimo".

Tanto ha stabilito la Corte di Cassazione, II Sez. Civile, con la sentenza n. 27509, pubblicata in data 30.12.2016, con la quale è stato accolto il ricorso di un condomino per la dichiarazione di nullità della delibera assembleare che, illegittimamente, imputava allo stesso tutte le spese necessarie al recupero del credito in suo danno.

Ed invero, succedeva che l'assemblea di condominio con la delibera di approvazione del consuntivo, addebitava ad un solo condomino, sotto la "voce spese personali e rimborso", quasi tutte le spese legali anticipate dall'amministratore per il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, ancora pendente, instauratosi tra il condominio e il medesimo condomino.

Spese recupero crediti, paga il condominio o il moroso?

Impugnata la delibera, il condominio si difendeva deducendo di aver provveduto a stornare le somme contestate, con apposita variazione di bilancio e che, conseguentemente, doveva essere dichiarata cessata la materia del contendere.

In primo grado la domanda veniva rigettata ma la Corte d'Appello di Roma, successivamente adita dal condomino, preso atto della parziale cessazione della materia del contendere in ordine all'impugnazione della delibera assembleare, rigettava la domanda di annullamento e, in parziale accoglimento dell'appello, condannava il condominio al rimborso, in favore del condomino, del 50% delle spese processuali dallo stesso sostenute, con compensazione della residuale parte.

Ricorre per cassazione il condomino, evidentemente non soddisfatto della parziale riforma della sentenza, evidenziando l'errore in cui sarebbe incorso il giudice di merito nel non avere annullato la delibera impugnata, indipendentemente dallo storno delle somme originariamente addebitate.

Premette la Suprema Corte che la

"pronuncia di cessazione della materia del contendere postula che sopravvengano nel corso del giudizio fatti tali da determinare la totale eliminazione delle ragioni di contrasto tra le parti, e, con ciò, il venir meno dell'interesse ad agire ed a contraddire e della conseguente necessità di una pronuncia del giudice sull'oggetto della controversia", conseguentemente, "è necessario che la situazione sopravvenuta soddisfi in modo pieno ed irretrattabile il diritto esercitato, in modo che non residui alcuna utilità alla pronuncia di merito (vedi Cass. n. 10553 del 2009)".

Nel caso sottoposto all'attenzione della stessa era invece emerso che lo storno relativo alla "voce spese personali e rimborso", era stato solo parziale, pertanto, tecnicamente non poteva parlarsi di cessazione della materia del contendere ma, piuttosto, di un mutamento dell'oggetto della domanda ("petitum"), motivo per cui le ragioni che avevano indotto il condomino a chiedere la nullità della delibera risultavano ancora presenti.

Recupero del credito degli oneri condominiali: esiste una soglia minima?

Nel merito della pretesa, la Corte di Cassazione rileva come "la riduzione ad opera del condominio della somma dovuta a seguito dell'opposizione a decreto ingiuntivo non fa altro che dimostrare la fondatezza dell'opposizione.

E, comunque, è contrario ad ogni principio generale del sistema normativo italiano e, in ogni caso, ai principi che governano i rapporti all'interno di un condominio che le spese affrontate per il recupero dei contributi dovuti dal condomino moroso siano posti interamente a carico del medesimo", di talché il condominio con l'addebito di somme non dovute avrebbe abusato dei suoi poteri.

La Corte, pertanto, accoglie il ricorso e dichiara la nullità della delibera impugnata, con condanna del condominio alla refusione delle spese di tutti e tre i gradi di giudizio in favore del condomino ricorrente.

L'anzidetto principio, ovviamente, risulta applicabile fino a quando non intervenga una pronuncia giudiziale che addebiti interamente le eventuali spese di giudizio alla parte soccombente che, conseguentemente, si dovrà fare interamente carico dei relativi costi.

Fermo restando che "in tema di condominio negli edifici, è invalida la deliberazione dell'assemblea che, all'esito di un giudizio che abbia visto contrapposti il condominio ed un singolo condomino, disponga anche a carico di quest'ultimo, "pro quota", il pagamento delle spese sostenute dallo stesso condominio per il compenso del difensore nominato in tale processo, non trovando applicazione nella relativa ipotesi, nemmeno in via analogica, gli artt. 1132 e 1101 cod. civ." (Cass. civ. Sez. II, 18/06/2014, n. 13885).

STUDIO LEGALE AVV. PAOLO ACCOTI

Scarica Corte di Cassazione II Sez. Civile, Sent. n. 27509 del 30.12.2016

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Antonio
Antonio venerdì 06 gennaio 2017 alle ore 10:14

Praticamente una regola come quella vigente (le spese preliminari rimangono a carico dei condòmini puntuali e corretti fino a conclusione della procedura di D.I. e quindi di sentenza definitiva)non farà altro che incrementare il numero di individui che non intendono pagare gli oneri condominiali. Attualmente la percentuale di inadempienti si attesta ad oltre il 25%. Ma, alla luce di simili sentenze, questa percentuale è destinata a lievitare in modo esponenziale. È una vergogna che esistano simili regole/leggi.
Se uno non paga per accertata impossibilità è giusto che gli si dia un aiuto (non eterno). Se invece si sottrae appositamente ai propri obblighi di pagamento, allora è giusto che paghi tutto; e,nel caso, gli si confischi la proprietà.

Francesco
Francesco giovedì 22 novembre 2018 alle ore 16:39

Abbiamo leggi che fanno letteralmente schifo. Ritengo giusto che tutto quello che viene speso in un condominio per il recupero dei crediti non pagati, sia a carico di chi evita per truffa o per carenza economica, sia addebitato a loro. Comunque questo caos è anche da addebitarsi ai nostri legislatori che non guardano più avanti del loro naso.

Toni1945
Toni1945 giovedì 22 novembre 2018 alle ore 17:40

Il.legislatore altri non è (nel concreto) che un parlamentare che oltre a non avere, nella maggior parte dei casi, un'adeguata conoscenza del diritto civile-condominiale, (quasi) sicuramente non abita neppure in un condominio. Ecco perchè spuntano leggi che fanno letteralmente ridere i polli (purtroppo i polli sono i cittadini-votanti)

Manuela
Manuela giovedì 22 novembre 2018 alle ore 18:00

io personalmente ho addebitato esclusivamente al condomino moroso le quote corrisposte ad artigiani intervenuti per interrompere alcuni servizi allo stesso.
Voi che ne pensate? ... dovevano forse pagare questa incombenza resasi necessaria per la morosità del furbo di condominio???

Toni1945
Toni1945 giovedì 22 novembre 2018 alle ore 18:23

Condivido l'addebito al condòmino moroso. Specialmente se la morosità non sia dovuta a motivi umanamente comprensibili; ma in tal caso è l'interessato che deve chiedere all'assemblea di concedergli delle dilazioni per un determinato periodo di tempo. Chi non lo fa, è perché - (quasi) certamente - non intende pagare i propri oneri condominiali. O tutt'al più, vuole farlo con suo comodo.

Toni1945
Toni1945 giovedì 22 novembre 2018 alle ore 18:27

Del resto, se in Italia almeno il 25% delle morosità condominiali (appurato da esperti del il Sole24 ore; e non solo) è da attribuire a persone che non pagano regolarmente gli oneri condominiali non proprio per "necessità", vuol dire che c'è proprio la tendenza da parte di molti a eludere i propri obblighi. Magari si cambiano la vettura ogni 2-3 anni. Ma le spese del condominio proprio non le vogliono pagare. O, al massimo, pagarle .

Toni1945
Toni1945 giovedì 22 novembre 2018 alle ore 18:28

al massimo pagarle con comodo.

Manuela
Manuela giovedì 22 novembre 2018 alle ore 19:03

Assolutamente nessuna valida motivazione anzi questo ha asserito che non pagava perché io non gli inoltravo le spese... questo smentito da mie richieste e solleciti inviati tramite raccomandata!!!
Diciamo il classico sbruffone pure...

Toni1945
Toni1945 giovedì 22 novembre 2018 alle ore 19:46

Allora individui come questo tuo condòmino vanno semplicemente mazzolati. Nessuna comprensione è dovuta a chi cerca scusanti per non ottemperare ai propri obblighi.

Toni1945
Toni1945 giovedì 22 novembre 2018 alle ore 19:53

Quindi, al di là di quello che ha pubblicato l'Avvocato Accoti (che nessuno mette in dubbio) quando ci si trova di fronte a situazioni simili di (comprovata) non intenzione a pagare, bisogna addebitare tutte le spese relative all'azione che si va ad intraprendere. Del resto chi pensa che queste persone si vogliano accollare l'onere di fare causa al condominio per far valere i principi di quella norma? Costituirsi attore e intentare causa costa tanti soldi. Che uno deve anticipare. Perciò se uno non paga le spese, figurarsi se va a pagare un avvocato per farsi assister: sia in sede di mediazione che, eventualmente in sede giudiziaria. E comunque è bene far approvare questo principio dall'assemblea (anche se formalmente può esser considerata come una dlibera annullabile). Meglio avere un verbale dal quale figura che la maggioranza è favorevole all'addebito di tutti i costi per immotivate morosità.

Manuela
Manuela venerdì 23 novembre 2018 alle ore 19:23

personalmente ho i rendiconti approvati in assemblea dove venivano esposte con questo criterio le spese suddette (parliamo nemmeno di 250,00 euro) quando per le sue morosità nel tempo i suoi vicini di casa ne hanno dovute pagare di più!!

Toni1945
Toni1945 venerdì 23 novembre 2018 alle ore 19:29

Cara Manuela; stando così le cose, a mio avviso sei nella cosiddetta .

Toni1945
Toni1945 venerdì 23 novembre 2018 alle ore 19:31

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