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Inadeguatezza del servizio idrico. Società condannata al risarcimento del danno non solo contrattuale.
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Inadeguatezza del servizio idrico. Società condannata al risarcimento del danno non solo contrattuale.

Acqua non idonea ad ogni uso umano: la società erogatrice deve essere condannata al risarcimento dei danni patrimoniali e non sopportati dai consumatori.

Avv. Leonarda Colucci  

Particolarmente interessante la sentenza perché ha stabilito che la non omogeneità dei diritti soggettivi dei singoli consumatori, non impedisce la proposizione dell'azione di classe. Altro elemento importante è la suddivisione dei consumatori in classi, in ragione della gravità del disservizio subito. La società, quindi, dovrà far fronte alle azioni risarcitorie che i consumatori potranno instaurare.

Acqua con concentrazioni di arsenico, risarcimento del danno e responsabilità in ambito condominiale.

Acqua non potabile? Il gestore del servizio idrico deve risarcire.

L'acqua, si sa, è un bene fondamentale e chi vive in zone dove l'erogazione spesso viene sospesa conosce il disagio che si vive soprattutto in alcuni periodi dell'anno. Ma ancor più grave della sospensione dell'erogazione di tale bene fondamentale per la vita, può essere l'erogazione di acqua non idonea al consumo umano che può esporre la popolazione ad innumerevoli rischi soprattutto per la propria salute.

Per capire cosa succede in caso di erogazione, da parte della società che gestisce il servizio idrico, di acqua inidonea al consumo umano analizzeremo le valutazioni compiute da una interessante pronuncia di merito.

=> Se l'acqua non è potabile è legittima la riduzione del canone d'affitto del 40%

La vicenda. Un'associazione che difende i diritti dei consumatori cita in giudizio la società erogatrice del servizio idrico deducendo che agli utenti di un comune non era stata assicurato un adeguato servizio tenendo conto che, con l'erogazione di acqua maleodorante e non adeguata al consumo umano, la società aveva palesemente violato gli obblighi contrattuali nonché le disposizioni di legge vigenti in materia.

A sostegno della sua domanda l'Associazione ha evidenziato che dai rubinetti degli utenti sgorgava frequentemente acqua torbida e che i vari controlli effettuati dall'Asl, nel periodo che intercorre fra il 2009 ed il 2015, l'acqua era risultata non solo torbida ma anche con conforme rispetto ai valori ed ai limiti previsti dalla tabella allegata al decreto legislativo n. 31 del 2001 che a sua volta provvede all' Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano.

L'Associazione, nel rivendicare il pregiudizio subito dagli utenti del servizio idrico residenti nel territorio di un comune sardo, ha evidenziato che l'inadempimento della società erogatrice risultava ampliamente provato dagli interventi del servizio di prevenzione Asl, dalle svariate ordinanze del sindaco del Comune emesse nel periodo fra il 2009 ed il 2015, che vietavano l'utilizzo dell'acqua erogata per il consumo umano, nonché dai vari provvedimenti cautelari adottati dal Tribunale nel procedimento cautelare promosso dalla stessa Associazione.

 Continua [...]

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Scarica Tribunale Cagliari 8 febbraio 2017

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